bersani-grillo-berlusconiBeppe Grillo (e non il M5S) è a un passo dal fare la storia. Manca poco per far implodere il sistema. Gli scossoni dati, dal 25 febbraio ad oggi, stanno facendo cadere, un pezzo dopo l’altro, l’impenetrabile armatura costruita intorno allo Stato da un sistema partitico che ha portato il Paese alla bancarotta e gli ha impedito di evolvere, di uscire dall’impasse nella quale giace da quasi vent’anni.
Beppe Grillo è l’unico che può farlo per un semplice motivo: perchè non ha nulla da perdere. Ha un’occasione storica tra le mani e per riuscirci deve continuare ad andare dritto per la sua strada (cosa che farà). Gli altri, Bersani e Berlusconi, non possono nulla, sono destinati a scomparire per un altro semplice motivo: hanno tutto da perdere. Il primo prigioniero delle proprie personali ambizioni, il secondo prigioniero dei propri guai giudiziari ma tutti e due malati di un eccessivo attaccamento al proprio io. Come scrive Massimo Recalcati: “Il gesto della dimissione è un test di salute mentale perché implica la capacità del riconoscimento del proprio limite, cioè della propria castrazione.
Beppe Grillo è un uomo libero, non tanto perchè è ricco (anche Berlusconi lo è) ma perchè non è ricattabile, non è parte del sistema. Grillo è nella migliore delle posizioni. Non ha paura di perdere consensi, non ha paura di fallire, non ha paura di inimicarsi nessuno, non aspira ad alcuna carica politica (anche perchè la reputazione che si è costruito in questi anni vale molto di più) e quindi può osare, può fare la storia. Se dovesse fallire potrebbe limitarsi a dire: io c’ho provato ora vedetevela voi, io sono abbastanza ricco per salvarmi da solo. Ma non può accontentarsi di una mezza vittoria, perchè non avrà (e non vuole) una seconda possibilità.
Ho sempre pensato, quando ascoltavo amici o interlocutori di varia natura affermare che “le cose si cambiano da dentro”, che fosse un’enorme boiata.
Ho sempre sostenuto, invece, che le cose si cambiano stando fuori. Fuori dai soliti schemi, fuori dai media, fuori dagli inciuci, fuori dai cavilli, fuori dalla retorica, fuori dai legami, fuori dalle stanze, fuori. Grillo è riuscito in un’operazione più complessa. E’ entrato dentro il sistema rimanendone allo stesso tempo fuori, geniale.
Le cose, infatti, si cambiano creando un sistema alternativo, in grado di fare concorrenza a quello tradizionale. Le cose si cambiano proponendo alternative che con il proprio essere, la propria personalità, la propria identità, le proprie caratteristiche siano in grado di svalutare e rendere obsoleto lo status quo. Adesso tutti i partiti fanno a gara per fare assomigliare il loro programma a quello del M5S, per mettere al centro i temi che Grillo da oltre sei anni predica nei suoi spettacoli prima e nei suoi comizi poi.
E’ il sintomo che sono agonizzanti, che delirano, che sono in preda alle allucinazioni.

Massimiliano Capalbo

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