Pubblicità martellante, aggressiva e molto spesso noiosa. Ne siamo travolti, da decenni. E’ l’anima del commercio, come si dice, ed in più è fonte di guadagno per molti; è Prodotto Interno Lordo, economicamente parlando. Sappiamo benissimo che gli spot pubblicitari non sono solo slogan, non sono solamente accattivanti musichette, immagini coinvolgenti o foto patinate.
Dietro le quinte di ogni campagna pubblicitaria ci sono persone che studiano nei minimi particolari tutti quegli aspetti che solo agli occhi di noi profani consumatori sembrano dettagli, ma in realtà sono aspetti decisivi per una campagna pubblicitaria di successo. Fate caso, se non l’avete già notato, a come il volume dei messaggi commerciali che interrompono le trasmissioni televisive o radiofoniche, si alzi improvvisamente quando iniziano i “consigli per gli acquisti”, e come le voci e le parole tentino di farsi largo dentro le nostre orecchie, come se cercassero di infilarsi prepotentemente tra i neuroni e formare autonomamente delle sinapsi incontrollabili nel cervello, abbattendo qualsiasi resistenza.
Non dico nulla di nuovo, insomma, se affermo che i pubblicitari hanno come target il controllo delle menti delle persone quando concepiscono le loro strategie, avvalendosi, quasi sempre, di messaggi subliminali, volti a carpire la benevolenza del consumatore.
Tuttavia esistono anche altre strategie, magari meno subliminali, ma non per questo meno efficaci.
Una famosissima azienda di abbigliamento italiana, per esempio, si è più volte nel tempo distinta per campagne pubblicitarie “innovative” o quanto meno “anomale”, caratterizzate da uno sfondo socio-politico che ha spesso fatto discutere.
E’ di questi giorni, infatti, la notizia che molti leaders politici e addirittura religiosi si sono proclamati indignati ed addirittura offesi personalmente, per essere stati a loro insaputa “immortalati” (in maniera artefatta, grazie a fotomontaggi) mentre scambiavano “effusioni amorose” con i loro colleghi-avversari.
Così abbiamo assistito al Pontefice Massimo che baciava convintamente sulla bocca l’Imam del Cairo (o viceversa, non si sa), Obama e il collega Venezuelano Chavez che si avvinghiavano in un abbraccio labiale che nulla aveva da invidiare a quelli che si scambiavano, e non per finta, i membri del Politburo ai tempi dell’Unione Sovietica durante le cerimonie sulla Piazza Rossa.
Meno scalpore hanno fatto il bacio tra Sarkò e Merkel, mentre quello di quest’ultima col nostro ex Presidente del Consiglio è stato ritirato immediatamente, ufficialmente perchè Berlusconi aveva perso la carica politica, ma in realtà, secondo me, perchè tra tutti i baci era sicuramente il meno credibile, date le abituali frequentazioni dell’ex Premier (suvvia, anche le “fantasie pubblicitarie” hanno dei limiti di credibiltà, la gente non si”beve” mica tutto).
A parte le facili ironie, la campagna pubblicitaria della Benetton ha suscitato un grosso scalpore nel mondo, con quasi tutti i protagonisti dei fotomontaggi che, chi per un motivo chi per un altro, hanno minacciato azioni legali nei confronti dell’azienda di Treviso, la quale, comunque vada, ha di certo raggiunto uno dei suoi target, e cioè, grazie al polverone che la suddetta campagna ha provocato, è riuscita a far parlare di se’.
E’ curioso che tra tanti messaggi subliminali che cercano di strappare con la forza l’assenso più o meno volontario del potenziale cliente, un messaggio pubblicitario che mostra immagini che promuovono la pace e potrebbero far pensare ed immaginare un futuro privo di tensioni e contrapposizioni ideologiche e religiose, venga così contrastato proprio da chi si dice paladino della Pace e dell’Amore.
Personalmente sarei poco propenso a pensare che i vari Obama, Chavez, Benedetto XVI e Imam del Cairo, siano preoccupati a difendere l’uso equivoco che si potrebbe fare di certe loro immagini, e non credo proprio che i consumatori in generale siano portati a dubitare delle tendenze sessuali dei suddetti personaggi.
Mi è molto più facile arguire che i Paladini della Pace e dell’Amore tra i popoli, siano molto gelosi del prestigio che lo scontro ideologico e religioso conferisce loro.
Forse preferiscono predicare la Pace a parole, ma praticare la contrapposizione ideologico-religiosa nei fatti.
Beh, certo, anche loro hanno bisogno di “pubblicità”, con relativi messaggi subliminali.

Marco Bertelli

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