Percorro le strade delle città interessate dalle prossime consultazioni elettorali e noto che i luoghi deputati all’affissione dei manifesti elettorali sono dei veri e propri campi di battaglia, dove la lotta alla conquista di qualche ora in più di visibilità, rispetto all’avversario, è all’ultimo manifesto. E mi chiedo perchè nessuno pone fine a questo spreco di carta e di soldi che ha, come unico e concreto risultato, quello di generare rifiuti portati a spasso dal vento per la città. Carta straccia.
Non posso pensare che nel 2016 ci sia ancora qualcuno disposto a credere che un manifesto, affisso accanto a migliaia di altri, possa fare la differenza in una competizione elettorale. Anche uno studente al primo anno di un qualsiasi corso di marketing (anche quello del Cepu) sa che una delle risorse più scarse oggi è l’attenzione. Riuscire a catturare l’attenzione del destinatario di una campagna pubblicitaria è un’impresa ardua perchè le persone sono bombardate e tempestate da continui messaggi, stimoli, sollecitazioni. Quando il rumore è troppo alto tutto diventa sottofondo e nessuno riesce più a farsi sentire, ad emergere. In campagna elettorale questo rumore aumenta vertiginosamente. L’efficacia di un manifesto elettorale, dunque, è prossima allo zero, eppure c’è gente che (soprattutto di notte) fa a gara ad affiggerne di più, rispetto all’avversario; c’è gente disposta a pagare perchè ciò avvenga e c’è gente che ancora crede che investire soldi in questo veicolo di comunicazione alla lunga paghi. Questa gente è la stessa che vuole farci credere che, candidandosi, risolverà i nostri problemi. Non ha una strategia per raggiungere i propri di obiettivi ma ci garantisce che, tramite sè, riuscirà a farci raggiungere i nostri. Miracoli della post-modernità. A volte basta un pò di spirito di osservazione per comprendere che dietro il protagonismo di molti c’è solo tanta disperazione.
Ma c’è un’altra riflessione che mi viene da fare osservando tutta questa carta a terra. Se c’è qualcuno disposto a credere che il manifesto elettorale possa avere una propria efficacia, allora allo stesso modo può esserci qualcuno disposto ancora credere che il cambiamento sia possibile. Se c’è, come c’è, molta gente che continua ad agire senza senso e ad illudersi dell’efficacia di alcune scelte, nonostante continuino a rivelarsi fallimentari, allora la stessa illusione può trovare spazio nelle azioni di buon senso, a prescindere dai pronostici e da quello che “la gente dice”. Basterebbe, in sostanza, adottare lo stesso atteggiamento nei confronti delle azioni verso le quali non riponiamo alcuna fede, ma dai nobili fini, per vederle risplendere di nuova luce. Forse in questo nuovo intraprendere che registriamo e raccontiamo da un pò di tempo, soprattutto in Calabria, c’è un pò di questa lucida follia che, se applicata alle cose di buon senso, può determinare finalmente una svolta e non essere portata via dal vento come la carta straccia.

Massimiliano Capalbo

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