Ci si aspettava di ascoltare delle rivelazioni straordinarie in grado di cambiare il corso degli eventi. E invece, nel corso dell’intervento al Workshop Ambrosetti di Cernobbio, Gianroberto Casaleggio non solo non si è sbilanciato nel fare alcuna previsione sul futuro della Rete ma ha semplicemente parlato del passato. Ci ha raccontato, come farebbe un qualsiasi studente modello, cos’è stata la Rete fino ad oggi.
Nella mia (come in altre) tesi di laurea, discussa 15 anni fa presso l’Università di Salerno, c’era quasi tutto quello che Casaleggio ha detto un mese fa a Cernobbio, con qualcosa in più. Scrivevo, infatti, anche di Realtà Virtuale senza sapere che la politica sarebbe diventata essa stessa un giorno virtuale. Ma siccome i media hanno deciso che lui è il guru (o leader occulto) del M5S l’evento è stato caricato di grandi aspettative. E’ chiaro che se parli a Letta e a Monti (in sala ad ascoltarlo) di questi temi rischi davvero di passare per un grande esperto, qualunque cosa tu dica.
Già agli inizi del nuovo Millennio c’erano tutte le condizioni perchè l’avvento di Internet potesse rappresentare una svolta non solo in politica ma in tutti i campi della società. Ma la svolta non ci fu perchè i giovani pionieri dell’informatica si lasciarono sedurre, come tutti coloro che li precedettero, dal denaro e i valori dell’etica hacker che avrebbero potuto diffondersi anche negli altri ambiti della società rimasero relegati all’interno delle comunità di smanettoni. Poi venne l’11 settembre e il mondo conobbe un decennio di idiozie. Da allora l’unica novità in politica, nel panorama mondiale, è sembrato essere il M5S.
In realtà il dilettantismo con cui Casaleggio e Grillo hanno affrontato le elezioni politiche e tutti gli “incidenti di percorso” avvenuti da quel momento in poi, all’interno del movimento, denotano un’assoluta assenza di visione, organizzazione e pianificazione che ha ridotto notevolmente l’efficacia dell’azione del movimento. Per la sua avventatezza potremmo definirlo, con un gioco di parole, Casaleggero.
Continua a far credere a Grillo e a tutti gli attivisti del movimento che la Rete è essa stessa la soluzione, dimenticando invece che è solo un mezzo e, come tale, la sua efficacia dipende dall’uso che se ne fa, dai contenuti che veicola e soprattutto dal metodo che utilizza per raggiungere gli obiettivi. La mia automobile la posso utilizzare per andare al lavoro ma anche per mettere sotto i passanti.
La fiducia cieca nel mezzo finisce per esaurirsi, così, nel mezzo. Se manca il contatto fisico con la società civile, se manca la relazione, il contenitore rischia di restare senza contenuti ma, soprattutto, senza contenuti innovativi. Sono passati quasi cinque anni (un’eternità per il ritmo con cui avvengono i cambiamenti oggi) dalla redazione della Carta di Firenze e il programma del movimento è rimasto sempre quello, ormai può essere considerato obsoleto. Tutti oggi parlano di rifiuti zero e di riduzione dei costi della politica. Occorre fare un passo avanti e adottare strumenti (non solo tecnologici) e metodi, che il movimento non ha e pare non stia neanche cercando di darsi, per dialogare veramente con la società civile e bypassare, come professa invece di dover fare, i media distorsori della realtà.
Tutte queste mancanze ridimensionano notevolmente le effettive capacità che i media attribuiscono al guru Casaleggio che ha creato un movimento senza prevedere una piattaforma comunicativa interna ed esterna e ha proposto un programma elettorale che non accenna ad alcun tema etico, perchè privo di una visione della società e del futuro (che lui vede in maniera catastrofica tra l’altro).
La grande responsabilità di chi osa per primo, non è tanto quella di riuscire o meno nell’impresa, ma è quella di creare un precedente col quale i successori dovranno fare i conti, sia in positivo sia in negativo.

Massimiliano Capalbo

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  1. […] campo da questa visione del leader mosso da un disegno preciso e da chiare strategie. Al contrario, come facevo notare tempo fa, il dilettantismo con cui Casaleggio e Grillo hanno affrontato le loro prime elezioni politiche e […]

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