Venerdi 16 novembre, a Lamezia Terme, si è svolta una manifestazione per dire “basta al degrado!” indetta da alcuni comitati cittadini. Per le strade hanno sfilato numerose associazioni (e molti più numerosi studenti) che hanno attraversato la città fino a raggiungere la sede del municipio, dove hanno consegnato, si legge nelle cronache, “un documento alla terna commissariale (che non si è fatta trovare) con le istanze del mondo culturale, sportivo e imprenditoriale lametino“. Da mesi, infatti, la città è sommersa dai rifiuti, gli spazi tradizionali in cui si svolgevano le attività sportive e culturali chiusi o difficilmente praticabili a quanto pare dai commissari che ne gestiscono l’ordinaria amministrazione fino a nuove elezioni.
L’iniziativa avrebbe del comico se i problemi che l’hanno generata non fossero seri e reali. Osservando le immagini in tv la domanda che sorgeva spontanea era: ma a chi si sta rivolgendo tutta questa gente? Contro chi protesta? Ma certo, contro lo Stato ovviamente, questa invenzione geniale che ci rende tutti vittime di un’entità astratta e inafferrabile e dunque destinata a perseguitarci a vita ma anche ad assolverci. Un ottimo alibi per tanti.
Pensare di far credere a chi non conosce la città che il degrado di Lamezia derivi dai commissari che in questi mesi la governano è una favoletta alla quale non credono nemmeno i bambini. Tutti i partecipanti (maggiorenni) alla manifestazione, infatti, chi più chi meno, chi attivamente e chi passivamente, chi con ruoli di primo piano chi di riserva, hanno contribuito in vari modi e con mezzi diversi, con ogni piccolo comportamento quotidiano, a rendere la città quello che è oggi. Anche volendo un uomo solo, per quanto geniale e intraprendente, non sarebbe in grado di soggiogare una città ai suoi voleri senza l’ausilio di complici.
I manifestanti, al termine della manifestazione, invece della terna commissariale avrebbero dovuto trovare un grande specchio nel quale riflettersi, e possibilmente anche riflettere. Ma questo non fa comodo a nessuno, ovviamente. E’ più facile ricercare il capro espiatorio del momento, per allontanare da sè tutte le responsabilità.
Se questa folla si fosse rimboccata le maniche e avesse ripulito la città, se avesse occupato gli spazi pubblici, le piazze e i giardini, organizzando spettacoli culturali e manifestazioni per diversi mesi, se avesse avviato dei tavoli di discussione tra cittadini per individuare soluzioni ai problemi in ogni quartiere, se si fosse ripresa la città invece di delegarla a qualcun altro (come ha fatto fino ad oggi) che non ha alcun interesse ad amministrarla seriamente, sarebbe già a metà dell’opera e agli occhi dell’opinione pubblica apparirebbe più credibile.
La gente cerca e costruisce nemici fuori di sé dimenticando che il vero nemico è quello che ha dentro, che ogni giorno mette in atto iniziative di autosabotaggio. Niente può accadere senza il nostro assenso. Le città sono malate quanto i propri abitanti, sono lo specchio di chi le abita, la cartina di tornasole. Un pensiero distruttivo non può generare nulla, solo degrado. Queste iniziative sono morte prima di nascere (ammesso che siano nate in buona fede) perché tentano di cambiare il mondo esterno invece di quello interiore. Accusare il mondo, crederlo artefice del proprio destino, lamentarsi, giustificarsi, nascondersi, sono le manifestazioni di un’umanità malata, immatura, che ha perso ogni capacità di esprimere volontà e che ha dimenticato di essere l’unica responsabile delle proprie azioni.
La convinzione che esista qualcosa o qualcuno all’infuori di noi in grado di cambiare il nostro destino genera una cosa molto radicata soprattutto al Sud: la dipendenza. La gente che dipende celebra quotidianamente tutti i rituali di questa dipendenza, confondendosi tra la folla, dal posto di lavoro alla manifestazione di protesta.

Massimiliano Capalbo

Le modalità da film horror dell’assassinio di Khashoggi al consolato saudita di Istanbul ad opera di membri dell’entourage del principe ereditario e pubblicamente riferite oggi da Erdogan al parlamento turco, non mi pare che abbiano precedenti negli assassini politici degli ultimi secoli. Bisogna risalire al medioevo o ad epoche ancor più remote per trovare simili orrori (ad es. l’assassinio di Ipazia ad opera di menti malate comandate da San Cirillo, a quando la sua deposizione dagli altari?).
Sarebbe il momento per affermare i cosiddetti “valori dell’Occidente”, in questo caso la dignità del corpo umano, anche del corpo umano morto.
Invece il presidente degli Stati Uniti dichiara pubblicamente che non intende assolutamente sanzionare l’Arabia Saudita perchè gli USA guadagnano circa 350 miliardi di dollari con la vendita di armi ai sauditi, insomma il valore che domina l’occidente è il dollaro (lo sa bene l’Italia che ha triplicato, con il governo Renzi, le sue esportazioni di armi ai paesi mediorientali).
Mai un presidente americano aveva affermato con tale franca brutalità il vero volto degli USA facendo cadere ogni usuale ipocrita copertura ideologica. Si dirà che non è una novità nè assassinare degli oppositori nè constatare che il valore su cui è fondata la nostra civiltà è il denaro. E invece no. Qui c’è un salto.
Quando non si sente più la necessità di coprire o nascondere in qualche modo il male che si commette e lo si presenta apertamente con brutalità, allora il male compie un salto, si mostra apertamente per accrescere la sua potenza e indurre complicità. Allora si fanno le guerre senza sentire il bisogno di giustificarle, allora l’umanità scende ai suoi livelli di animalità. Sarà bene riflettere su questi eventi, le loro implicazioni sono profonde nelle coscienze umane.

Giuliano Buselli

Se volete avere un esempio di come la comunicazione italiana sia manipolata e controllata dai grandi gruppi economici e di come sia qualcosa di ben lontano dall’informazione, è sufficiente guardare questo servizio del TG3, andato in onda il 29 settembre scorso, che annuncia un’asta da record per l’assegnazione delle frequenze dei sistemi di comunicazione elettronici di quinta generazione, chiamati 5G, la nuova frontiera per la telefonia mobile e la tv. La giornalista definisce “un successo” per lo Stato Italiano l’esito della gara perché ha incassato il triplo di quanto previsto (la gara ha toccato quota 6 miliardi di euro) mentre per gli operatori telefonici è stato un esborso visto che “stanno scommettendo sul futuro” (poverini). Secondo questi ultimi, le nuove infrastrutture faranno fare un salto di qualità alle imprese italiane ed alla nostra economia.
Nessuna parola, invece, per le problematiche inerenti la salute dei cittadini. Il problema non esiste. Nessuno, nelle istituzioni, sembra preoccupato della tutela della salute pubblica. Viene prima il denaro, come sempre. L’unico articolo di informazione sembra essere apparso sul numero di settembre della rivista Terra Nuova, intitolato “Tzunami 5G: saremo tutti irradiati”.
Nell’articolo viene spiegato che il passaggio al 5G comincerà già dal prossimo anno, con l’installazione dei nuovi impianti, e proseguirà fino al 2022 anno in cui dovrebbero entrare in funzione. Questo significherà un innalzamento spaventoso dei livelli di inquinamento elettromagnetico, già presenti negli ambienti domestici e lavorativi in cui trascorriamo la maggior parte del tempo. Esistono già circa mille studi che attestano i rischi sanitari dovuti all’inquinamento elettromagnetico. In seguito al più grande dei quali (pubblicato nel 2011) “l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva valutato le radiofrequenze da onde non ionizzanti come possibili cancerogene e parte della comunità medico scientifica internazionale, alla luce dell’aggiornamento degli studi, da tempo richiede un’urgente classificazione dell’elettrosmog come cancerogeno certo, senza indugi.
Nonostante ciò gli operatori del settore si sono riuniti, nel maggio scorso, per chiedere al ministero competente l’innalzamento dei limiti sulle emissioni elettromagnetiche da 6 Volt/metro a 61 Volt/metro cioè un aumento del 110% (in fisica il vettoriale delle radiofrequenze è calcolato al quadrato). 5G di incoscienza potremmo titolare.
Tutto questo avviene senza che nessuno avverta la necessità di valutare i rischi connessi a questa operazione che vale 225 miliardi di euro fino al 2025. Tutto questo avviene senza alcun dibattito pubblico. Nessuna trasmissione di informazione si sente in dovere di occuparsi del tema. Sono più importanti la finanziaria, lo spread, quello che dice Salvini, le avventure di Asia Argento o quelle di Cristiano Ronaldo. I temi importanti, che hanno a che fare con la vita o la morte di ciascuno di noi sono completamente assenti dal dibattito politico.
Le onde elettromagnetiche rappresentano ormai una piaga invisibile che si insinua nelle nostre vite senza che ce ne rendiamo conto, di giorno e di notte. Attivate il wi-fi del vostro smartphone nei vari ambienti in cui agite quotidianamente e vi renderete conto di quanti routers vi circondano, soprattutto chi vive in condominio. Siamo costantemente irradiati, le nostre cellule vengono costantemente bombardate da radiazioni che domani mattina qualcuno vorrebbe accrescere esponenzialmente per consentirci di andare sempre più velocemente… al cimitero.
Il servizio trionfale del TG3 conclude sollevando una piccola obiezione: “quelli meno entusiasti sembrano essere i sindacati del settore della comunicazione che giudicano irrazionale il prezzo pagato dalle aziende per le frequenze e temono che i costi verranno come al solito scaricati sui lavoratori.” Anche per loro, ovviamente, la preoccupazione principale sono i soldi, solo i soldi. C’eravamo illusi per un attimo.

Massimiliano Capalbo