Connaturati

Ecco la nostra prima risposta agli incendi, ai cumuli di spazzatura riversati per le strade e nei boschi, al disinteresse generale, all’apatia, alla paura ed alla disperazione che governano le nostre vite e che generano i problemi appena elencati. Ripartiremo ancora una volta dalle scuole, in particolare dagli istituti comprensivi della regione.
Andremo a lezione dalla natura, la più grande maestra che abbiamo a disposizione, che non costa nulla e non va mai in pensione. Una scuola che abbiamo abbandonato da tempo, l’unica in grado di farci comprendere il nostro ruolo e il nostro scopo nel mondo. Ci metteremo in ascolto, l’unico modo per apprenderne gli insegnamenti, lo faremo prima in classe e poi direttamente alla fonte, nel nostro parco. Quando l’uomo viveva a contatto con la natura poteva attingere a piene mani da questa straordinaria insegnante. E’ stata la natura ad insegnarci a parlare, a suonare, a comunicare, a collaborare, a vivere. Con lo sviluppo della tecnica e delle “civiltà” l’uomo, in preda ad un delirio di onnipotenza e ad una concezione antropocentrica del mondo, ha pensato di poterne fare a meno, addirittura di poterla dominare e piegare alle proprie logiche perverse. Tutto ciò che abbiamo costruito fin qui è stato creato per metterci al riparo, per separarci dalla natura, dalle scarpe che indossiamo fino alle abitazioni in cui viviamo. Ma l’uomo è nato per stare a contatto con la natura, il suo allontanamento è alla base della maggior parte dei problemi che è costretto ad affrontare quotidianamente. L’uomo non è altro rispetto alla natura, l’uomo è parte della natura.
Non possiamo meravigliarci, dunque, se si arriva a sparare per un parcheggio conteso o per uno sguardo mal interpretato o se i nostri rappresentanti piuttosto che gli imprenditori invece di tutelare la nostra salute e valorizzare i nostri territori ci (e si) avvelenano. Viviamo ritmi insostenibili e viaggiamo a velocità elevatissime senza sapere perché e verso dove andare e quando il treno va troppo veloce rischia di deragliare alla prima curva.
Per evitare che i nostri ragazzi diventino gli adulti disperati di domani li riporteremo lì dove tutto ha avuto origine, per comprendere fin dove possiamo spingerci e perché. Mettendoci in ascolto della natura ci metteremo anche in ascolto di noi stessi, operazione complicatissima da compiere oggi, nell’era del rumore di fondo prodotto dalle tantissime sirene del consumismo, delle false credenze, del vittimismo che ci circondano. Ascoltandoci scopriremo che è tutto già scritto, che occorre solo scoprire perché siamo qui e cosa siamo chiamati a fare. In una sola parola che siamo connaturati.

Massimiliano Capalbo

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settembre 6, 2017

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