Creare empatia col territorio costruendo un nido

Il Parco Agricolo dei Paduli si trova nel cuore del Salento, si estende per 5500 ettari di uliveti, tra piccoli borghi rurali, torri di avvistamento e masserie, casini di caccia, frantoi ipogei, chiese, pajare, dolmen e menhir, serre, canali e canneti, boschetti di querce imponenti, vore e laghetti temporanei.
E’ qui che mi reco, nel settembre scorso, per vivere l’esperienza di “Abitare i Paduli“, l’associazione di promozione sociale che lavora nel Laboratorio Urbano dell’Unione dei Comuni delle Terre di Mezzo, nato nel 2011 grazie alle politiche di Bollenti Spiriti, il programma della Regione Puglia per la Politiche Giovanili. Arrivo a San Cassiano nel primo pomeriggio e mi accolgono tre ragazzi. E’ Francesco quello che mi racconta come è nata l’iniziativa. Il laboratorio porta avanti un processo di animazione territoriale avviato nel 2003 dall’associazione Lua, che ha portato alla costituzione del Parco dei Paduli, tra i primi Parchi Agricoli Multifunzionali della Regione Puglia, coinvolgendo le istituzioni in un processo di riflessione sulla sostenibilità ambientale ed economica della produzione agricola, che diventa “multifunzionale”, con un valore aggiunto legato alla cultura e alla creatività. Le attività dell’associazione ruotano attorno a servizi per il turismo responsabile, alla produzione culturale e alla comunicazione territoriale rivolta anche ai bambini attraverso i laboratori didattici “Creature dei Paduli”, integrando agricoltura, mobilità lenta, ospitalità diffusa e gusto.
La proposta che ho acquistato prevede un’escursione in bici presso i centri storici di San Cassiano e Nociglia e poi nella campagna dei Paduli. Simona, la guida che mi accompagna in questo tour per le numerose stradine che si intersecano tra gli uliveti delimitate da muretti a secco, mi spiega che San Cassiano è un piccolo centro di 2000 abitanti. Qui le case sono tutte basse, un piano al massimo due con sul tetto una terrazzina, detta la “lamia”, le chiedo perché si usa costruire così e mi spiega che la terrazzina serve per stendere i panni ma anche per seccare gli ortaggi, in primis i pomodori. Architettonicamente le case non sono particolarmente attraenti ma certamente ben integrate col paesaggio circostante. Non si notano grattacieli o orrendi fabbricati non finiti ad esempio.
Le chiedo quali siano le problematiche della zona, se c’è ad esempio inquinamento, visto che ci troviamo tra Taranto e Brindisi, mi risponde che l’unico problema sono gli incendi (c’è l’abitudine di bruciare i terreni per fare pulizia soprattutto d’estate) e i rifiuti che, nonostante la raccolta differenziata sia attiva da dieci anni, ancora vengono abbandonati lungo le strade.
Arriviamo a Nociglia, Simona mi porta a vedere la chiesetta medievale della Madonna dell’Itri, risalente al XI secolo, e poi la torre del palazzo Baronale dalla cui cima si può osservare meglio il territorio. Il parco dei Paduli si trova tra due serre, due cordoni collinari che non superano i 100 mt di altitudine, che attraversano la parte meridionale del Salento e delimitano ad est e ad ovest i Paduli. Il resto è tutta pianura, siamo al centro del Salento, tra Gallipoli e Otranto.
Qui è tutto un dedalo di stradine asfaltate che fanno la gioia degli appassionati di bicicletta e che intersecano numerose proprietà coltivate ad ulivi, dove un tempo vi erano solo boschi di querce, di cui restano solo alcuni esemplari. La zona è delimitata anche da numerosi canali che convogliano l’acqua, costruiti già a partire dall’800, che seguono dei percorsi naturali dell’acqua che viene raccolta e va a finire nei diversi inghiottitoi naturali (voragini carsiche), qui non ci sono montagne e l’acqua è solo piovana.
Ci fermiamo in uno slargo delimitato da querce che nel corso dell’estate sono state lambite da un incendio, di quelli che servono “per fare pulizia”. Eppure basterebbe poco per ridurre e controllare il fenomeno, basterebbe riunire i proprietari terrieri e spiegare perché non è intelligente bruciare. Questo dovrebbe essere il compito delle istituzioni, coordinare, radunare, connettere, creare sinergie sul territorio, informare, favorire le collaborazioni. Un pò come stanno facendo con questo progetto. E’ qui, mi racconta Simona, che il 13 agosto si festeggia Santu Donnu, un “non santo”, una sorta di intercessore tra l’uomo e la natura, una festa pagana le cui origini non sono state ancora chiare, una festa campestre nel corso della quale la comunità nocigliese accompagna in bici Santu Donnu dal centro di Nociglia, mettendo la statua su un’Ape addobbata di fiori, fino alla campagna in località appunto Santu Donnu, dove si tiene una sorta di rito di benedizione della statua.
Ritorniamo al laboratorio, lasciamo le bici e ci trasferiamo presso la residenza dove trascorrerò la notte. Quello che vedo è affascinante, i ragazzi sono riusciti a trasformare un normale uliveto (come ce ne sono tanti al Sud) in un luogo dove vivere delle esperienze molto particolari, a contatto con la natura, mi hanno preparato un cena a base di piatti locali su un tavolino rotondo, collocato davanti all’ingresso della residenza, e creato un’atmosfera suggestiva utilizzando delle candele. L’uliveto è disseminato di opere di land art vincitrici di un concorso indetto dall’associazione Lua (Laboratorio Urbano Aperto) e Abitare i Paduli iniziato nel 2013, chiamato “Nidificare i Paduli”, che ha reso questo posto unico. Abitare i Paduli sperimenta una fruizione dei luoghi multidimensionale, dove l’idea di “abitare” sottintende una reale empatia con il territorio, che va attraversato con il fisico e la fantasia, educando tutti i sensi, connettendo insieme i diversi spunti che appaiono, apprezzando i beni materiali ma anche le suggestioni immateriali. E’ possibile scegliere di dormire nella tana, costruita con radici di ulivo; oppure nelle nziddhe, dei rifugi sospesi tra gli alberi a forma di goccia; oppure nell’osservatorio dei sogni, un rifugio a forma di cono che inquadra il cielo notturno puntando la stella più luminosa, Vega. Trascorro la notte circondato da quest’atmosfera surreale, molto particolare, dove l’unico suono che odo è quello dei grilli e degli uccelli notturni e capisco che per abitare un luogo basta veramente poco, basta costruire un nido.
Simona De Mitri e Giorgio Ruggeri saranno tra i protagonisti del VI Raduno delle Imprese Eretiche.

Massimiliano Capalbo

Comments

Lascia un commento

giugno 17, 2017

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *