Eccoci qua, è arrivato. Diciamo meglio: si è ripresentato. Intendiamoci, è stato puntualissimo, come tutti gli anni. Sapevamo tutti che doveva arrivare, ma stavolta speravamo che tardasse, o addirittura che si dimenticasse proprio di venire. Quest’anno ci siamo fatti trovare un po’ impreparati, forse non ci voleva che il Natale arrivasse proprio ora.
Il fatto è che prima della visita del Natale, eravamo alle prese con un’altra visita, molto meno conviviale e piacevole.
Già, da quando “qualcuno”, qualche mese fa, in un moto di estemporaneo e soprattutto non richiesto patriottismo, ha dichiarato al mondo che in Italia “i ristoranti sono pieni di gente” e che qui si spende e si spande gioiosamente, ci siamo improvvisamente resi conto che noi italiani eravamo messi malissimo e, ormai sull’orlo del baratro, guardavamo in faccia la crisi economica più nera che avessimo mai conosciuto dalla fine dell’ultima guerra mondiale.
Adesso il mattacchione autore di quella frase che resterà catalogata tra le migliori perle di saggezza mai “sparate” nel corso della Storia, è stato messo in panchina.
Ora è entrato in campo il “fuoriclasse”, che con qualche acrobazia riuscirà forse a pareggiare quella partita che tanto temiamo di perdere. Peccato però che il “fuoriclasse”, tra “sforbiciate” e “colpi di tacco”, abbia riservato a noi italiani, amanti del bel calcio, il pezzo forte del suo repertorio: durante un suo frenetico dribbling ci ha fatto il “tunnel”. Quel metaforico “tunnel” che ha fatto entrare nelle nostre case, quasi di nascosto, l’ospite più sgradito, e cioè la crisi, che abbiamo nostro malgrado dovuto ospitare.
Noi italiani, però, sappiamo che l’ospite è “sacro”, e va trattato con tutto il rispetto e gli onori dovuti, non importa chi sia.
Che non si dica che noi non siamo ospitali, guai!!!
Ma intanto è arrivato Natale. E adesso come si fa?
Come si fa a far convivere due ospiti come Crisi e Natale, così incompatibili tra loro?
Possiamo fare gli onori di casa all’uno senza indispettire l’altro?
Possiamo tenerli in casa entrambi o facciamo accomodare fuori uno dei due?
Beh, noi sappiamo benissimo che l’ospite Natale, comunque sia, è di passaggio. Rimane, come sempre, solo qualche giorno. Porta gioia e buoni propositi. Pace e nuove speranze. Bontà e comprensione. Si, insomma, un po’ di felicità.
Tutte cose che conosciamo già, niente di traumatico o di sconvolgente.
Si, forse è meglio far accomodare fuori l’ospite Crisi. Prenderà un po’ di freddo, ma tanto quella mica si ghiaccia, anzi, si conserverà meglio.
E con lei si conserveranno meglio le brutture che porta con se’: i lamenti, le angherie, le ristrettezze, l’insicurezza, le incomprensioni col prossimo, la diffidenza, la paura del futuro, eccetera.
Faremo rientrare l’ospite Crisi tra qualche giorno, quando Natale toglierà il disturbo che ha creato per i pochi giorni che noi gli abbiamo concesso.
Poi ci dedicheremo anima e corpo a Crisi per almeno un altro anno, dimenticandoci di Natale.
Tanto quello tra un anno sarà di nuovo qui.
Chissà se anche l’anno prossimo gli ospiti saranno due.

Marco Bertelli

Commenti

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2 commenti
  1. Gualtiero
    Gualtiero dice:

    un pensiero e un augurio, con le parole che seguono, di un caro amico poeta
    Gualtiero Via,
    Bologna

    Son poi duemila anni, non è tanto
    e molti in Lui han creduto, per davvero.
    L'han pure travisato (ahimè, non poco),
    ai grandi accade spesso (pare un gioco!).
    Portò un messaggio dolce e senza inganno,
    chi l'ha nel cuore ha un fato meno nero.
    Lo chiamano Gesù, fu pur bambino:
    teniam per Lui nel cuore un posticino!

    Cirano Bolognese
    (educatore, contastorie, poeta e papà)

    Rispondi
  2. Massimiliano
    Massimiliano dice:

    Non commento l'articolo, scrivo solo la riflessione che la sua lettura mi ha ispirato: io non spero che la crisi passi, spero che la crisi operi (come la calce o la cenere sparsa sui cadaveri) per disinfettare un sistema economico arrivato al capolinea. Siamo ad un punto di non ritorno. Si può solo andare avanti e credo che dalle ceneri della crisi nascerà un mondo nuovo. Avanti con fiducia.

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