Basta prendere l’iniziativa per dare una svolta alla propria quotidianità, basta essere in due per fare la rivoluzione, basta seguire una passione per stravolgere lo status quo e, a volte, basta prendere una canoa e metterla in acqua come fa, dallo scorso autunno, uno sparuto gruppo di amici di Catanzaro Lido che hanno creato il Kayak Club Scolacium.
Chi non conosce Catanzaro Lido non sa che il mare, da queste parti, è considerato, quando va bene, un optional. Se non ci fosse non se ne accorgerebbe nessuno, le normali attività quotidiane non subirebbero alcuna ripercussione perchè del mare qui ci si accorge solo quando è estate, anzi piena estate. Per il resto dell’anno viene rimosso, dimenticato, ignorato al punto che, spesso, per farsi vedere è costretto ad agitarsi così tanto da superare quell’orrendo muro, che qui si ostinano a chiamare lungomare, costruito per occultarne persino la vista.
Il mare per i catanzaresi è, da oltre trent’anni, uno scomodo co-inquilino. A parte uno sparuto gruppo di pescatori che si muove per andare a pesca di notte, lontano dagli sguardi dei concittadini, per il resto da questo straordinario elemento naturale gli abitanti della città capoluogo di regione non sono mai stati in grado di ricavare un bel nulla. Nè turismo (tanto invocato quanto inesistente), nè energia, nè attività sportive, nè benessere, nè artigianato, nè indotto.
E’ raro trovare simboli che richiamino il mare negli esercizi commerciali, nei ristoranti, nelle abitazioni. E’ impossibile acquistare un souvenir che richiami il mare, è raro vedere dei pescatori in giro, delle reti, delle barche come succede invece in tutte le normali località marine, le pescherie (la tipicità) sono sempre più emarginate e hanno lasciato il posto alle gioiellerie (la banalità). Il quartiere, visto dal mare, è come una fortezza circondata da un muro difensivo (il lungomare appunto) che continua arrogamentemente a credere di poterne fare a meno.
Da qualche mese un gruppo di appassionati esce, ogni domenica, (tempo permettendo) per solcare con le proprie canoe colorate il tratto di mare antistante il quartiere marinaro, sotto lo sguardo stupito di molti concittadini che passeggiano sul lungomare e trovano per lo meno bizzarro che ciò possa accadere d’inverno. Sono dei rivoluzionari, hanno il merito di aver dato visibilità al mare d’inverno e lui sta ricambiando quest’attenzione regalandogli delle giornate meravigliose. La loro può essere considerata un’eresia bella e buona alla quale ho avuto il piacere di prendere parte stamattina e che meritava di essere raccontata.

Massimiliano Capalbo

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  1. […] la foce del Corace da un altro punto di vista, operazione compiuta egregiamente invece dalle canoe eretiche del Kalabrian Kayak Scolacium che, dal mare, hanno potuto osservare ciò che i cittadini dalla […]

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