Eretiche imprese

La proposta

I tempi sono maturi. E’ giunto il momento di cambiare percorso, di dare una priorità, una logica ed una coerenza alle scelte, di diffondere una nuova cultura ed un nuovo approccio che sappiano incontrare i bisogni dell’uomo post-moderno in armonia con l’ecosistema nel quale vive e agisce.
L’urgenza di questo cambio di paradigma è globale ma si avverte maggiormente in Italia e in particolare in Calabria, rispetto ad altre regioni, per via dei ritardi accumulati negli anni nel tentativo, maldestro, di compiere le necessarie scelte strategiche. Quelle poche effettuate fin qui, infatti, si sono caratterizzate per improvvisazione, miopia, cura di interessi particolari e hanno prodotto la crisi prima di identità e sociale e poi economica nella quale da tempo immemore questa regione versa.
E’ giunto il momento di guardarsi dentro, di guardarsi intorno e di investire sui punti di forza della nostra regione tenendo conto dei suoi punti di debolezza.
Tenendo conto delle caratteristiche e della vocazione della regione occorre attuare una strategia che metta al centro i veri asset economici di questa regione, quelli dettati dalla naturale vocazione del territorio e non da interessi di parte. Il turismo, l’agricoltura, la cultura, l’arte, l’artigianato/manufatturiero di nicchia e di qualità e la tecnologia al servizio di questi settori possono essere i principali temi da rimettere al centro delle politiche territoriali.
Ce lo dice la nostra storia, il nostro territorio, la nostra naturale vocazione. Scegliere di mettere al centro questi temi significa assecondare la vocazione del territorio e migliorare la qualità della vita innanzitutto dei residenti e poi di chi sceglierà di farci visita e di essere nostro ospite. Il turismo non può essere un obiettivo, può essere solo una conseguenza di ciò. Nel momento in cui un territorio decide di rendere fruibile il patrimonio storico e architettonico, di valorizzare la colture e i prodotti tipici, di recuperare le tradizioni e l’artigianato di nicchia e di qualità, di monitorare la salubrità dell’ambiente, automaticamente si predispone a diventare una destinazione turistica sostenibile. Il turismo obiettivo è fatto di industria del turismo, di appiattimento generale, il turismo conseguenza, invece, mette in evidenza le unicità del territorio e la sua identità, la sua veridicità.
Tocca ai cittadini (in particolare agli imprenditori) ricominciare a fare politica, acquisire prima degli altri questa consapevolezza, prendere in mano il proprio destino, rimboccarsi le maniche, e fare quello che non è stato fatto finora ovvero essere da stimolo, da sprono nei confronti delle istituzioni per l’attuazione di strategie coerenti con la vocazione del territorio e volte al miglioramento della qualità della vita dei residenti e dei potenziali ospiti.
Il primo compito di questo progetto è quello di costruire una rete di imprese umane, prima ancora che economiche, e attraverso di essa creare quelle dinamiche economiche e sociali importantissime per creare sviluppo e occupazione in un territorio. Una rete che possa stimolare i calabresi e magari un domani gli altri italiani a scegliere di inserire la propria personale esperienza professionale, umana e sociale, in un’esperienza più grande che è quella della comunità e del territorio nei quali vivono e operano perché questa è l’ultima carta che possiamo giocare nella partita per la conquista del benessere sociale ed economico.

La strategia

Il metodo

Gli eretici

4 thoughts on “Eretiche imprese

  1. Non ci posso credere!!
    Allora esiste davvero una “Calabria” che vale.
    Gente che sia capace di restituire orgoglio e dignità ad una terra che non accetta di rassegnarsi al vittimismo ed ai piagnistei.
    Uomini e donne capaci di rimettersi in piedi per impadronirsi del proprio destino, senza aspettare all’infinito l’arrivo di Godot.
    Ti seguirò con grande attenzione e rinnovata speranza.
    Giorgio

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