Ho conosciuto un sindaco eretico. Si chiama Bruno Iorfida (e non Giordano) e guida (nel vero senso della parola) la comunità di Mongiana, piccolo ma importante centro delle Serre vibonesi. Questo articolo è dedicato a tutti quelli che, travisando le mie parole, pensano che io voglia fare a meno delle istituzioni a tutti i costi. Io un sindaco come Iorfida non solo lo ritengo legittimo ma ritengo vada sostenuto alla stregua di un imprenditore/cittadino che agisce ereticamente.
Non bisogna mai generalizzare, così come non bisogna neanche ragionare per dogmi. Le istituzioni servono (anzi si rendono utili) quando agiscono e generano cambiamenti positivi nel tessuto sociale e culturale del territorio. Quando non lo fanno vanno semplicemente ignorare, bypassate e messe da parte. Non bisogna perderci molto tempo, semplicemente bisogna rimuoverle come si fa con un tronco caduto che sbarra la strada. E’ come quando uno nasce senza padre, può decidere di fare due cose: o inseguire per sempre il sogno (illusorio) di colmare questa assenza in qualche modo o prendere atto che non c’è soluzione e farsene una ragione.
Bruno è eretico innanzitutto perchè conosce il suo territorio. Normale direbbe qualcuno, un sindaco dovrebbe essere quello più esperto del territorio, ma vi assicuro che in Calabria normale non è. Molti sindaci di questa regione non conoscono le risorse presenti sul territorio, non conoscono e non sono interessati a conoscere la sua storia, anzi spesso vengono eletti con l’obiettivo di cancellare per sempre quella “vergogna” chiamata identità e inseguire la “modernità”. E’ stato così, certamente, fino ad oggi, altrimenti non si comprenderebbe perchè il territorio è disseminato di cattedrali nel deserto che dovevano servirci ad assomigliare e scimmiottare modelli culturali che non ci appartengono e mai ci sono appartenuti. Bruno ci ha fatto da guida nel museo delle Reali Ferriere di Mongiana, ristrutturato e aperto alle visite, simbolo di una Calabria operosa e nobile che ha segnato un periodo importante della storia europea.
Bruno è eretico perchè non si accontenta delle versioni ufficiali della storia, è uno che scava in profondità, spulcia le carte, i documenti, gli archivi, alla ricerca delle origini più profonde della sua comunità, perchè ha compreso che lì si trova la chiave di lettura e le ragioni culturali sulle quali edificare la Mongiana del futuro. Lo fa con passione, uno dei valori fondamentali dell’etica hacker.
Bruno è eretico perchè ha deciso di non agire in solitudine ma di coinvolgere in questa visione del territorio altri due comuni, Pazzano e Fabrizia (e sono convinto che altri si aggiungeranno), abbattendo quella diffidenza reciproca che fino ad oggi ha impedito al territorio di crescere e competere nel mercato dell’attrattività.
Bruno è eretico perchè è giovane (non solo anagraficamente) ma mentalmente, è disposto a mettersi in discussione e ad accogliere nuove idee. Bruno è eretico perchè è umile ma al tempo stesso consapevole della necessità di cambiare una narrazione del suo territorio che fino ad oggi lo ha squalificato agli occhi dell’opinione pubblica. Bruno è eretico perchè fa politica in un periodo storico in cui questa parola ha perso senso e significato. Bruno è eretico perchè si fa istituzione ogni giorno come tutti noi.
Gary Snyder, poeta ed ecologista, scriveva: “Abbiamo bisogno di leader politici che passino parte del loro tempo a lavorare nelle scuole, nelle fabbriche e nelle fattorie agricole e che magari (almeno alcuni di loro) scrivano ancora poesie… Ma ciò di cui alla fine abbiamo più bisogno sono degli esseri umani che amino il mondo“.

Massimiliano Capalbo

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