MINOLTA DIGITAL CAMERASecondo Georges Ivanovič Gurdjieff, filosofo, scrittore, mistico e maestro di danze armeno lo sviluppo dell’uomo “si effettua secondo due linee, ‘sapere’ ed ‘essere’. Ma affinché l’evoluzione avvenga correttamente, le due linee devono procedere insieme, parallele l’una all’altra e sostenersi reciprocamente.Se la linea del sapere sorpassa troppo quella dell’essere, e se la linea dell’essere sorpassa troppo quella del sapere, lo sviluppo dell’uomo non può farsi regolarmente; prima o poi deve fermarsi.” E’ esattamente quello che sta avvenendo oggi, lo sviluppo dell’uomo si sta arrestando, la crisi non è nient’altro che la fase di rallentamento che precede lo stop definitivo.
Nell’era post-moderna la linea del sapere ha sorpassato di molto quella dell’essere e lo sviluppo dell’uomo si sta fermando. Quando il sapere sorpassa di troppo l’essere diventa astratto, teorico, lontano dalla realtà, inapplicabile quando non nocivo perché invece di essere al servizio dell’uomo, invece di rendere più semplice la vita, la complica, la rende invivibile. Un sapere non in armonia con l’essere, afferma Gurdjieff, “è un sapere non sufficientemente qualificato per i reali bisogni dell’uomo”. E, difatti, costruiamo case negli alvei dei fiumi che poi vengono trascinate via dalle alluvioni, centrali nucleari nei territori a più alto rischio sismico (vedi Fukushima) che rendono inabitabile l’ambiente, oggetti che non possono essere riciclati o smaltiti, andiamo ad arenarci sugli scogli con le navi supertecnologiche, diciamo che la mucca è pazza e non noi che gli diamo da mangiare delle schifezze, insomma facciamo continuamente sfoggio della nostra idiozia più che del nostro sapere. Ma mai come prima la civiltà aveva raggiunto tale livello di conoscenza in ogni campo.
La gran parte delle persone sono state impegnate, fino ad oggi, ad accumulare sapere tralasciando l’essere, a seguire corsi di laurea, master e quant’altro potesse servire loro per acquisire un titolo, un ruolo, una funzione sociale. Ma come dice Gurdjieff “nei limiti di un certo “essere” la qualità del sapere non può essere cambiata”, si tratta solamente di un accumulo di informazioni da cui non siamo in grado di ricavare nulla. Sappiamo ma non abbiamo il potere di fare, perché il nostro è un sapere inutile.
Per sviluppare l’essere dovremmo fermarci a riflettere, dovremmo fare silenzio e riuscire a guardarci dentro per riconoscere il nostro talento e dare un senso e una direzione alla nostra esistenza. Ma nella società del rumore, del caos comunicativo, dell’eccesso di informazioni, tutto ciò appare impossibile.
I tecnici che hanno invaso il campo della politica negli ultimi anni sono solo l’ultimo esempio che dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, questo assunto, ci fanno riflettere continuamente sul bisogno di essere e sull’inutilità del sapere che caratterizza la nostra epoca.

Massimiliano Capalbo

Commenti

Lascia un commento

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *