Mentre la nave contenente le armi chimiche siriane sta per raggiungere il porto di Gioia Tauro, per effettuare il trasbordo su un’altra nave che poi provvederà a “smaltirle” nel Mediterraneo, ed esattamente in un tratto di mare compreso tra Grecia, Malta e Italia noi siamo alla Bit a presentare il nuovo catalogo mare calabrese.
Mentre i cumuli di rifiuti crescono a bordo delle strade e l’emergenza si avvicina sempre più, così come le preoccupazioni di carattere igienico-sanitario che potrebbero a breve insorgere soprattutto nella zona di Lamezia Terme, dove l’impianto di Pianopoli resta impraticabile, e non esiste un piano per uscire dall’emergenza, noi siamo alla Bit a promuovere il paesaggio calabrese.
Mentre i media nazionali ci raccontano in particolare di una cittadina, Crotone, diventata un concentrato di rifiuti tossici e delimitata in rosso, sulle cartine, come se fosse Fukushima e i malati di cancro continuano ad ingrossare le file dei reparti oncologici calabresi, noi siamo alla Bit a promuovere i prodotti tipici calabresi.
Mentre due sindaci-eroi, quelli di Rotonda e Viggianello, che condividono con noi una montagna straordinaria quale è il Pollino si battono per impedire il funzionamento di una mega Centrale, quella del Mercure, un mostro ambientale e socio economico realizzato nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, noi siamo alla Bit a promuovere la natura.
Mentre le risorse culturali e archeologiche della regione versano in stato di degrado e abbandono, e in particolare, le passate alluvioni hanno sommerso di fango il parco archeologico di Sibari e le recenti mareggiate hanno inferto ferite profonde all’area archeologica di Monasterace, noi siamo alla Bit a promuovere i beni culturali calabresi.
Mentre il Governatore della Regione si lascia andare a dichiarazioni omofobe, noi siamo alla Bit a raccontare al mondo di essere un crocevia di culture con una conferenza stampa dal titolo: “Calabria è cultura”.
Credevo di aver visto di tutto in dieci anni di turismo in Calabria e invece pare che al peggio non ci sia mai fine. Gira e rigira, come recita lo slogan geniale che campeggia sullo stand calabrese quest’anno, la Calabria non smette mai di stupire.
Se fossimo rimasti a casa e avessimo utilizzato i soldi (che stiamo buttando nel cestino per la promozione del paradiso che non c’è) per intervenire, nel tentativo estremo di porre rimedio allo scempio che ci circonda, avremmo ottenuto migliori risultati. Non rendendoci visibili avremmo regalato meno certezze e qualcuno, nel dubbio, una vacanza in Calabria forse l’avrebbe anche prenotata.

Massimiliano Capalbo

Commenti

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1 commento
  1. Rossella
    Rossella dice:

    Quella che propongono alla Bit forse è la Calabria che tutti vorremmo ma le c.d. “criticità” sono troppe.

    Le scelte strategiche che potrebbero risollevare la situazione (che poi sono scelte di natura politica) sembrano sconosciute a chi ha adottato (da quando ho memoria) un modus operandi che ha portato solo al raggiungimento di interessi personali.

    Certo, il paesaggio meraviglioso c’è, l’agroalimentare d’eccellenza pure, le risorse umane non mancano ma non basta far volare i bronzi sulla fusoliera di due aerei per promuovere il turismo culturale.. c’è bisogno di ben altro..

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