Ci siamo quasi. L’avevo profetizzato in “Di là dal ponte” e si sta verificando. I recinti stanno cominciando a cadere, gli orsi a vagare all’interno dello zoo in cerca di cibo. I forconi sono solo una scintilla, forse la prima di una serie che si accenderanno a più riprese nelle regioni del Sud Italia da qui in avanti. Ma di tutto si tratta tranne che di una rivoluzione.
La prima ragione per cui i Meridionali non riescono a trasformare in valore e ricchezza l’enorme patrimonio storico, naturalistico, agricolo e culturale che possiedono, risiede nel modo in cui sono stati “allevati” e cresciuti, almeno dall’inizio del secolo scorso ad oggi. Ovvero così come si allevano gli orsi allo zoo: in cattività.
La politica Meridionale di qualsiasi colore e schieramento, per oltre un secolo, per raccattare consenso elettorale si è adoperata con ogni mezzo per costruire dei bei recinti all’interno dei quali gli orsi, da un certo momento in poi anche molto volentieri e consapevolmente, hanno scelto di entrare per risolvere il loro “problema di vivere”.
Gli addetti allo zoo nacquero nei primi anni del ‘900, quando si assistette alla nascita del politico di professione, quando professori, medici e avvocati scesero in campo. Questa classe politica cominciò a costruire i suoi recinti e quest’opera è continuata, sotto varie forme, fino ai giorni nostri. Tra gli ultimi esempi, per restare in Calabria, troviamo: i forestali, i lavoratori socialmente utili, i lavoratori di pubblica utilità, le ferrovie della Calabria, i call center etc. etc.
Nel Meridione, quotidianamente, si baratta la sicurezza di uno stipendio con la propria libertà e autonomia.
Così come avviene in tutti gli zoo del mondo, anche qui, un addetto in divisa provvede a portare ogni giorno da mangiare agli orsi che, sdraiati al sole e in panciolle all’interno dei loro bei recinti, si godono la vita limitandosi a consumare il pasto che gli viene somministrato.
L’orso cresciuto in cattività, ovviamente, non è abituato a cacciarsi il cibo da solo perché non l’ha mai fatto e nessuno gliel’ha mai insegnato. E’ un istinto naturale che se non si sviluppa da cuccioli, seguendo gli insegnamenti degli adulti, non si svilupperà più. Liberare quell’orso nella foresta equivale a condannarlo a morte certa.
Allo stesso modo intere generazioni di Meridionali sono state allevate facendo loro credere che ci sarebbe sempre stato qualcuno pronto ad occuparsi di loro. Ma adesso questa garanzia non esiste più, i politici non sono più in grado di garantire i privilegi promessi. Il mondo sta cambiando molto repentinamente, la crisi economica che insiste da sempre sui nostri territori non è conseguenza di quella attuale che sta travolgendo l’intero continente ma, almeno per quanto riguarda l’Italia, né è una delle cause principali. Il numero di persone in grado di generare valore e ricchezza nei nostri territori è nettamente inferiore al numero di persone che quello stesso valore e quella stessa ricchezza consumano. Il prodotto di questo squilibrio sono i rifiuti che rischiano di sommergerci.
Le sovvenzioni statali e comunitarie, ovvero il cibo che è stato riversato nel tempo e in grandissime quantità in questi recinti, ha ucciso lo spirito d’iniziativa al Sud, ha incentivato la passività degli orsi e garantito la carriera di molti addetti (i politici) che senza quegli orsi nei recinti sarebbero costretti a chiudere lo zoo che ha un nome molto famoso: Questione Meridionale.
In “Di là dal ponte” scrivevo: “la crisi economica che stiamo attraversando non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella che travolgerà questi territori quando i rubinetti delle sovvenzioni europee si chiuderanno.” Le sovvenzioni termineranno nel 2013 ma i primi recinti stanno già cadendo. Gli orsi non ricevendo più il cibo inizieranno ad abbatterli e a vagare per lo zoo in cerca di cibo. Qualcuno morirà di fame, qualcun altro inizierà ad aggredire e mangiare i propri simili, in questa sorta di film dell’orrore che abbiamo irresponsabilmente preparato. Il tempo è scaduto.

Massimiliano Capalbo

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1 commento
  1. Marcello
    Marcello dice:

    Ottima analisi della terra del sud italia.
    Gli orsi che stanno abbattendo i recinti sono ancora storditi dalla nuova situazione, non essendoci gli incaricati a fornirgli quella razione di cibo, ma presto diventeranno bestie feroci che aggrediranno chiunque possa essere sbranato. Da oltre un anno incito, insieme ai miei compagni di viaggio, a sollevare la testa e diventare attori del proprio destino, non aspetterò che gli orsi mi attacchino costruirò la mia barricata e difenderò il mio spazio con tutti i mezzi che ho.

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