I quarantaquattro ambasciatori del futuro vegetale

Ci sono, da ieri, quarantaquattro giovani “ambasciatori” di un possibile futuro vegetale, in giro per l’Italia. Si tratta dei partecipanti alla prima edizione del Master Universitario di I livello “Futuro Vegetale” organizzato dall’Università di Firenze con il coordinamento scientifico di Leonardo Chiesi e Stefano Mancuso e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Quarantaquattro professionisti, provenienti da tutta Italia e dagli ambiti disciplinari più disparati (dall’architettura al design, dalla botanica all’ingegneria, dal turismo alla biologia) che si sono cimentati nella progettazione di idee ispirate dall’osservazione e dalla conoscenza del funzionamento del mondo vegetale. Quarantaquattro persone, provenienti da esperienze formative e professionali così diverse, che sono riuscite a produrre idee progettuali innovative e variegate, in grado di cambiare la comune percezione del mondo vegetale ma anche di ispirarsi ad esso per trovare soluzioni efficaci e virtuose volte al miglioramento del rapporto tra l’uomo e l’ambiente.
Sedici, in totale, i progetti presentati al termine del master dai partecipanti che hanno spaziato dalla riconversione verde di spazi di archeologia industriale alla progettazione di eventi tematici, dall’ideazione di social network veramente orizzontali all’utilizzo di organismi vegetali per la progettazione di materiali performanti, dalla pubblicazione di album di figurine tematizzati alla stampa di calendari per accrescere la consapevolezza ambientale, dall’ideazione di nuovi paradigmi culturali per la formazione allo studio di strumenti per la mitigazione dei danni strutturali generati dalle piante in contesti urbani.
Mentre il mondo la fuori continuava a marciare verso l’insostenibilità ambientale, sociale, economica e culturale quarantaquattro persone, dotate di una consapevolezza e una sensibilità ambientale superiori alla media, si sono incontrate, confrontate, misurate, cimentate, per sei mesi a Firenze, nella progettazione di idee e paradigmi innovativi dotati di una visione sistemica e circolare dei rapporti tra gli esseri viventi, sia animali sia vegetali, che popolano il pianeta. Tematiche completamente assenti dal dibattito politico, specialmente nazionale, eppure urgenti, ineludibili e non rimandabili.
Il genere umano rappresenta una percentuale irrilevante rispetto al mondo vegetale, dipende in tutto e per tutto da esso, è l’ultimo arrivato in ordine di tempo eppure continua a sopravvalutarsi, a considerarsi padrone dell’ecosistema, dotato di un’intelligenza superiore e addirittura ad immaginare di poterla riprodurre, questa intelligenza, attraverso la costruzione di tecnologie sempre più sofisticate. Un delirio di onnipotenza destinato a schiantarsi contro le leggi della natura, contro una saggezza più grande, un’intelligenza superiore con la quale i partecipanti al master si sono trovati a fare i conti nell’immaginare un futuro ad immagine e somiglianza delle piante.
Torniamo a casa (tra i quarantaquattro c’è anche il sottoscritto) con una consapevolezza superiore, con una visione di lungo termine, con una speranza in più. Ora si tratta di evangelizzare, di dialogare, di spiegare, di diffondere questa consapevolezza a chi ancora non è stato raggiunto. Non sarà un percorso semplice e neanche breve, probabilmente occuperà i prossimi decenni, ma si tratta di un percorso inevitabile perché inevitabili diventeranno, sempre più, i provvedimenti da prendere per evitare l’estinzione del genere umano e non del pianeta, come erroneamente molti ambientalisti continuano ad affermare. Il pianeta non si estinguerà, al massimo potremo estinguerci noi se non agiamo per tempo, se non avremo l’intelligenza (questa si) di cambiare il nostro modo di pensare e di agire prima che sia troppo tardi.

Massimiliano Capalbo

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luglio 3, 2018

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