Il cambiamento non è un evento improvviso che si annuncia al Tg delle 20. No, è un processo lento, silenzioso, sotterraneo, che richiede tempo e consapevolezza. Diffidate, dunque, dai proclami e dagli annunci entusiastici di cambiamento che i media vi propinano a seconda delle mode del momento. Da sei anni in Calabria agiamo anche per generare il cambiamento e il V Raduno delle Imprese Eretiche, conclusosi da poco, rappresenta sempre un pit stop importante nel percorso che stiamo compiendo verso la consapevolezza di ciò.

Non c’è resoconto o proclama che tenga, si tratta di emozioni che si vivono partecipando, guardandosi negli occhi, difficili da descrivere. Sono così tante le sensazioni, la bellezza e l’energia scaturite in due giorni di relazioni, umane prima che economiche, che sarebbe impossibile farne una descrizione, sarebbe riduttivo.
Ognuno conserverà il proprio ricordo: lo sguardo dell’altro, la frase profonda, la battuta simpatica, la creatività del pensiero, il sacrificio e la sofferenza di osare, l’abbraccio fisico. Non avrebbe senso descrivere tutto ciò a chi non c’è stato.
Dice Jiddu Krishnamurti: “Penso che ci sia differenza tra il sapere qualcosa e il farne esperienza… il sapere è completamente diverso dallo stato in cui si fa esperienza. Forse avete letto molto, avete accumulato molte esperienze e sapete dunque molte cose, ma questa conoscenza non è la vita… La conoscenza non può offrirvi questa percezione, questa capacità di sentire e fare esperienza di quel che vedete… fare esperienza è una percezione viva dell’istante attuale, è una vitale consapevolezza della bellezza, della tranquillità e della straordinaria profondità del momento presente.
Ereticamente è innanzitutto fare, agire. Se avessimo voluto avere visibilità per parlare alle folle non avremmo scelto un posto difficile da raggiungere, avremmo reso il compito più facile. Invece, come sempre, hanno partecipato i duri e puri, quelli che sono attrezzati per affrontare le sfide che ci attendono, che non si fermano alle prime difficoltà, che non si limitano ad un commento su Facebook. Volevamo incontrare e relazionarci con quelli che si sporcano le mani, che amano sporcarsele, ogni giorno. E così è stato. Se volete sapere come è andato il raduno chiedete a chi vi ha preso parte, saranno i loro occhi a parlarvi più delle loro parole, sarà il loro sorriso a trasmettervi le ragioni, sarà la loro serenità al ricordo di quei momenti a comunicarvi cos’è stato, oppure date uno sguardo agli sguardi ritratti nella gallery dell’evento. Sono sguardi belli, puliti, sinceri.
Quelli vissuti insieme li considereremo momenti piacevoli ai quali tornare quando ci capita di essere in preda allo sconforto o di fronte ad una difficoltà, convinti e consapevoli di non essere più soli. Si, perchè il primo messaggio che il Raduno invia ai partecipanti è: non sei più solo, non sei il solo, siamo in tanti. L’eresia genera relazioni, l’ortodossia le distrugge. Scriveva Pierre Teilhard De Chardin: “L’universo si sviluppa nella libertà e nell’autonomia nutrite di relazioni“.
Il cambiamento è un fuoco che tutti abbiamo dentro ma, come tutti i fuochi, ha bisogno di essere ravvivato, ha bisogno di ossigeno. L’ambiente che ci rirconda può alimentarlo o spegnerlo a seconda della quantità di ossigeno che è in grado di produrre e diffondere. Il Raduno delle Imprese Eretiche è una boccata d’ossigeno per i numerosi fuochi sotto cenere presenti sul territorio, serve ad alimentarli, a tenerli accesi, ma soprattutto a fargli vivere il presente, e dunque il cambiamento, qui e ora assieme agli altri, perchè come scriveva Don Enzo Mazzi: “L’eresia è dare la vita (non in senso sacrificale) ma svuotandosi di sè fino ad accogliere in quel vuoto ogni alterità“.

Massimiliano Capalbo

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