38 gradi di canicola e gli anni (i miei) hanno notevolmente ridimensionato la mia visita a Expo 2015.
Nonostante la bella e funzionale copertura del decumano (un’idea semplice ed elegante di un architetto italiano) in quattro ore ho visitato solo una dozzina di padiglioni, pochi per formulare giudizi, sufficienti per alcune considerazioni di tipo generale:

1) non ha senso esaltare o demolire in via pregiudiziale Expo secondo il vecchio vizio italiano del tifo, Expo è una fotografia del mondo e ci rimanda ciò che il mondo è oggi: un mix di positivo e negativo, di tendenze di vario genere talora divergenti. Dovremmo semplicemente usare Expo per riflettere sul cibo oggi nel mondo;

2) per chi ha un pò di anni alle spalle risulta evidente che c’è stato un salto nell’approccio di massa al cibo. Nell’arco di alcuni decenni il cibo biologico e naturale si è imposto all’attenzione, alcuni decenni fa la tendenza era l’esaltazione di tutto quello che era artificiale-chimico e addirittura ci si esaltava per la prospettiva di un cibo in pillole;

3) anche se il tema “nutrire il pianeta” rimanda a una visione pauperistica che ha fatto il suo tempo (non si produce abbastanza cibo, è il ritornello delle multinazionali e lo usano per sostenere gli ogm e le monoculture a base di chimica), la maggioranza delle rappresentanze riflette sul nuovo dilemma cibo-salute, cibo-sostenibilità, cibo-consumo energetico (spaventoso il rapporto della produzione di carne con i consumi di energia e acqua).
Dovrebbe essere chiaro, ormai, che la fame non viene dalla scarsità ma dalla cattiva distribuzione (rapporti di forza tra nazioni e classi sociali) e dall’agricoltura che desertifica (proprio quella degli ogm e delle monoculture delle multinazionali). Un grande dibattito mondiale è aperto e sarebbe auspicabile che Expo fosse solo un primo passo;

4) la maggioranza dei padiglioni sono percorsi multimediali (video, musica, immagini di ogni genere, giochi interattivi etc.), si direbbe che il mondo sia unificato ormai dalla multimedialità, quasi una nuova pelle dell’umanità. Sarà così anche in futuro? Ne dubito, proprio a Expo ho avuto la sensazione che la multimedialità abbia raggiunto un eccesso che rischia di annullarne i vantaggi, qualcosa di troppo che gira a vuoto. Per questo ho particolarmente apprezzato il padiglione austriaco in cui si viene immessi in una eco-esperienza, l’attraversamento di una foresta (vera, non finta).

In breve Expo merita una visita senza tifo e l’umanità si merita di iniziare una grande riflessione sul cibo.

Gi‌uliano Buselli

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