Quanta ammirazione per questi valsusini. Vorrei essere con loro, combattere insieme con loro per un’ideale di territorio che noi Meridionali, invece, non possediamo. La loro battaglia può essere paragonata (con gli opportuni distinguo) all’insurrezione zapatista in Chiapas, la prima lotta politica per la difesa del bene comune (in quel caso l’acqua) che sia stata capace di catturare l’attenzione dei media.
Che si tratti del disboscamento di una montagna, della costruzione di un tunnel, della realizzazione di un ponte o di una diga, della costruzione di un centro commerciale, dell’installazione di un impianto eolico, della realizzazione di una centrale elettrica o nucleare, di un inceneritore o di una discarica il nemico dei beni comuni è sempre uno, come afferma Ugo Mattei nel suo saggio “Beni comuni”: la micidiale tenaglia dello Stato e delle Corporations (le imprese che ci fanno profitto). Governi e Corporations sono sempre più spesso schierati dalla stessa parte mentre dall’altra, divisi da un cordone di celerini armati di manganelli e scudi, ci sono i cittadini, sempre più senza voce in capitolo, costretti a fare le barricate, ad arrampicarsi sui tralicci per far sentire la propria voce, ignorata da media controllati e finanziati dalla politica.
L’attacco e la distruzione dei beni e dei luoghi comuni – scrive Mattei – provocano la consapevolezza della loro esistenza, troppo spesso data per scontata e mai apprezzata finchè essi non vengono distrutti. Come nel Medioevo le rivolte contadine si scatenarono sempre per difendere luoghi e beni comuni contro la cupidigia del potere formale, così nel nuovo medioevo i tempi sembrano maturi per rivolte ed insurrezioni“.
Questo avviene dove la consapevolezza c’è, in quei territori dove l’uomo si sente prima che elettore, residente. I Meridionali, invece, subiscono passivamente da decenni qualsiasi scelta e non si ribelleranno fintantoché avranno qualcosa da perdere, come i propri piccoli privilegi e fintantoché gli equilibri che la politica e la criminalità organizzata hanno determinato sul territorio permarranno. Mentre i valsusini scendono direttamente in strada per bloccare i cantieri, e i sindaci che li appoggiano non precedono ma seguono le iniziative, i Meridionali sono sempre alla ricerca del referente politico di turno che faccia da cerniera, che in cambio della propria elezione (perché anche lui sovente è un disperato) appoggiata spesso dalla criminalità organizzata (quando non espressione diretta), interceda nella risoluzione del problema, dando al cittadino quel contentino, che spesso coincide con un posto di lavoro precario e alla criminalità (ormai diventata Corporations) gli appalti e i finanziamenti per continuare a fare affari e creare quegli stessi posti di lavoro necessari a garantire un altro giro di giostra. I Meridionali, allevati da generazioni ad elemosinare favori e diritti, hanno barattato da tempo la libertà con la sottomissione, in cambio dello stretto necessario per tirare a campare. Hanno scelto da tempo i propri feudatari e continuano ad essere i loro servi della gleba.
Ecco perchè nessuno protesta per un’autostrada, la SA-RC, in costruzione da decenni e costata quattro-cinque volte di più del dovuto; ecco perchè nessuno si è ribellato quando è stata decisa la costruzione del porto di Gioia Tauro che adesso rischia di chiudere; ecco perchè nessuno protesta per il via libera dato dal Ministero dell’Ambiente alla realizzazione del Rigassificatore, sempre a Gioia Tauro. Senza parlare delle varie centrali elettriche o a biomasse o a carbone sin qui costruite o delle dighe o della miriade di cattedrali nel deserto che compongono il cimitero industriale e politico della Calabria.

Massimiliano Capalbo

Commenti

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21 commenti
  1. Vin
    Vin dice:

    “Siamo sempre alle solite Calimero, tu non sei nero ma solamente sporco” diceva una pubblicità degli anni passati, reclamizzando una nota marca di detersivi.

    Suvvia Capalbo (cognome calabrese) , si guardi intorno e troverà al Sud molto di più della idealizzata “battaglia” dei valsusini.

    “La loro battaglia può essere paragonata all’insurrezione zapatista in Chiapas, la prima lotta politica per la difesa del bene comune, in quel caso l’acqua”.

    Ma che dice? Il Sud è prigioniero della rete finanziaria, bancaria, assicurativa, distributiva, politica, del Nord, da 150 anni e Lei rivolge altrove lo sguardo?

    Noi meridionali non abbiamo un ideale di territorio?
    Scherza? Io sono pronto alla seccessione o meglio alla cacciata della padania dall’Italia e questo e un grande ideale di territorio che molti meridionali hanno dentro e lei, vuole infilare nel npstro cervello i problemi del Nord ricco e opulento?

    Il Sud non ha più niente da spartire con il Nord.

    Ha mai visto il Nord combattere le battaglie del Sud? Mai!

    E’ piuttosto vero che il Nord ha condotto il Sud in tutte le guerre degli ultimi 150 anni, con grave perdita di vite umane.

    Lei Capalbo scrive che “I Meridionali, invece, subiscono passivamente da decenni qualsiasi scelta e non si ribelleranno fintantoché avranno qualcosa da perdere, come i propri piccoli privilegi e fintantoché gli equilibri che la politica e la criminalità organizzata hanno determinato sul territorio permarranno”, ignorando che la Mafia è cresciuta all’ombra dello Stato unitario. Lo scriveva Caponnetto, noto giudice.

    Lei Capalbo, ignora quanto il colonialismo militare savoiardo ed il neo colonialismo nordista e principalmente lombardo, abbiano danneggiato la storia, la coscienza, la civiltà del Sud.

    Attraverso il colonialismo militare prima ed economico dopo, il Nord ha imposto Al Sud, i propri valori ed interessi, economici, politici e sociali esibendo per ciascuno di essi tutta la sua superiorità: un tratto dominante del colonialismo.

    La coscienza della superiorità del Nord ha sempre implicato il “dato di fatto” dell’inferiorità del Sud. Negli intenti del colonizzatore nordista, la sottomissione del Sud, doveva essere essere totale e totalizzante e, l’opera di “incivilimento” un obbligo per il colonizzatore ed una necessità per il colonizzato, perseguito con tutti i mezzi.

    Vada pure in Valsusa, Capalbo. Non sentiremo affatto la Sua mancanza.

    Rispondi
  2. Massimiliano
    Massimiliano dice:

    Gentile Vin (mi sarebbe piaciuto chiamarla per nome ma ha scelto di non firmarsi), la ringrazio per il suo commento perchè sono stanco di ricevere pacche sulle spalle, di registrare generici "mi piace" e di leggere commenti di persone che dicono di condividere quello che scrivo. Sono alla ricerca spasmodica di commenti come il suo e finalmente ho il piacere di leggerne uno.
    D'altronde un blog che si chiama Ereticamente dovrebbe essere messo a ferro e fuoco ogni giorno da commentatori del suo calibro, altrimenti che eretici saremmo? Ecco perchè, resterà deluso, ma qui difficilmente troverà tesi che confermano le sue convinzioni, al contrario.
    Stare su questo sito è molto più scomodo di ciò che ad un primo superficiale sguardo può sembrare.
    Se pensava, dunque, col suo commento di mettere in crisi l'approccio che abbiamo scelto di dare al blog si è sbagliato, il suo commento non fa che rafforzarlo.
    Mi accingo dunque a rincarare la dose rispondendo alle sue "sollecitazioni".
    Il Sud non è prigioniero di un bel niente se non di due cose: 1) un complesso di inferiorità diffuso e propagandato; 2) un vittimismo atavico.
    La convinzione di essere inferiori rispetto ad altre regioni, di non potercela fare da soli, di non essere in grado di cambiare pagina è più forte delle reali possibilità. “Se gli individui e i gruppi sociali definiscono reali determinate situazioni – sostiene il sociologo americano William Thomas – esse saranno reali nelle loro conseguenze.”
    Quanto al vittimismo è stato molto esaltato in questi ultimi anni dal filone letterario ianugurato da Pino Aprile, strumentalizzato a piacimento da movimenti pseudo-rivoluzionari-meridionalisti che agiscono perchè tutto apparentemente cambi ma resti sostanzialmente com'è (vedi i Forconi).
    Dando per scontato che chi ha studiato la storia sapeva già ciò che i libri di Aprile tentano di far passare come uno scoop, ovvero che il Sud è stato depredato e spogliato delle ricchezze che possedeva da un Nord mosso da interessi di parte, dopo aver subito questo saccheggio cosa ha fatto? Da 150 anni a questa parte e ancora oggi cosa stiamo facendo per ricostruire ciò che ci è stato sottratto? Un bel nulla.
    E' del 17 luglio del 1906 il varo della prima Legge speciale per la Calabria (383 del 25 giugno) in cui per la prima volta il governo affrontò (coniandone anche il meme) la cosiddetta "questione meridionale". Che per oltre un secolo ha fatto e continua a fare comodo a tutti, Nord e Sud.
    Fiumi di denaro sono stati riversati, dalla costituzione della Cassa per il Mezzogiorno fino ai fondi della Comunità Europea, nelle casse del Sud. Cosa ne è stato fatto di tutto quel denaro? Cosa ha prodotto? Come l'abbiamo speso? Quale progresso abbiamo compiuto? So già cosa mi risponderà, che sono stati i politici e la mafia a farli sparire, una risposta di comodo, meglio un capro espiatorio che nessun colpevole. Poche persone brutte, sporche e cattive sono riuscite per oltre un secolo a soggiogare milioni di persone innocenti e immacolate.
    Nessun popolo può farsi sottomettere (psicologicamente) se non lo vuole, caro Vin, le consiglio di leggere la storia di Ghandi, se non l'ha già fatto, per capire come l'India sia riuscita a resistere e ad opporsi alla dominazione culturale (prima ancora che politica) britannica con la non violenza.
    Il vittimismo e l'atteggiamento di individuazione delle responsabilità, sempre altrove e sempre lontano da se stessi, ha mietuto tante vittime nel Sud Italia. E’ tempo di finirla col vittimismo di comodo. Non siamo poveri, non sappiamo neanche cosa sia la povertà, quella vera. La nostra è solo immaturità.
    La vittima ama dare via la responsabilità incolpando tutto e tutti e attendendo che arrivino i nostri, la cavalleria. Per questa ragione, e per altre legate ad interessi di carattere elettorale, al Sud non è mai nato un movimento analogo e contrapposto a quello della Lega Nord in questi anni (non che l'auspicassimo). Per fare ciò, infatti, ci sarebbe stato bisogno di avvalersi della propria forza (intellettuale), delle proprie idee, dei propri valori. Invece la disonestà comunicazionale della vittima consiste nel comunicare agli altri il proprio dolore e la propria debolezza, negando la propria forza. La vittima resta perennemente immatura perché non sviluppa e non scopre la propria forza interiore, finendo per perdere la propria dignità.
    Questo vittimismo si riscontra puntualmente in ogni circostanza quotidiana, dalla più banale alla più tragica. Dai terremoti alle alluvioni, dalle morti in ospedale ai disagi quotidiani dei suoi abitanti il Sud ha sempre assunto il ruolo di vittima. E’ sempre colpa di qualcun altro: del fato, dei politici, della destra, della sinistra, del Nord, della sfiga e bisogna sempre sperare che in futuro vada meglio.
    Invece di star li a lamentarsi e a tratteggiare il profilo del suo persecutore caro Vin, si rimbocchi le maniche e faccia la sua parte. Quanto al suo invito a recarmi in Val di Susa, mi dispiace deluderla, ma resterò qui in Calabria a continuare a fare la mia di parte come ho sempre fatto.

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  3. giuliano
    giuliano dice:

    vorrei suggerire a Vin di leggere il libro "Proletari senza rivoluzione" di Renzo del Carria, c'è tutto ciò che scrive Pino Aprile in Terroni (con 40 anni di anticipo) , ma c'è una tesi (suffragata da dati di fatto) che Aprile finge di ignorare nel suo libro (è l'unico libro a non essere citato in Terroni eppure Aprile conosce Renzo del Carria): l 'annessione del sud ad opera del REGNO SABAUDO (il nord è espressione leghista) è avvenuta con la complicità di larga parte delle classi dirigenti alto borghesi e aristocratiche del sud; i ceti proprietari meridionali avevano terrore delle rivolte contadine e preferirono le baionette dei savoia a quelle dei borboni. se non si parte da questa realtà storica incontrovertibile non solo si falsifica la storia ma ci si rende subalterni alle attuali classi dirigenti meridionali .

    Rispondi
  4. giuliano
    giuliano dice:

    segue commento precedente

    oggi come ieri c'è un nemico interno al sud che i meridionali devono battere se vogliono la propria autonomia autentica e la valorizzazione piena della grandi risorse umane del meridione: i gruppi dirigenti-affaristici-politicanti che in sicilia campania calabria dettano legge, a loro fa comodo che si parli di nord e di sud, ci vorrebbero far credere che le mondine e i bracciati padani nel 1861 avevano interesse a che i savoia si annettessero il sud, cosi' oggi Bossi vorrebbe far credere che " cetto la qualunque" esprima i valori maggioritari presenti nel classi popolari meridionali. in tutta Italia, come in tutta Europa, c'è una lotta in corso tra affarismo distruttivo (presente ovunque) e cittadini liberi che difendono territori vite beni comuni; che cosa intendono fare i meridionali che non vogliono ridursi a restare in balia dei lombardo e degli scopelliti? in val di susa si lotta per tutti , chi pensa "meridiano" dovrebbe saperlo

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  5. marco bertelli
    marco bertelli dice:

    Caro Vin, "La coscienza della superiorità del Nord ha sempre implicato il “dato di fatto” dell’inferiorità del Sud" è una frase (tua), ed un concetto talmente evidente, che tu stesso, che dici di essere meridionale, ti fai chiamare con un nome veneto.
    Scherzi a parte, mi schiero con evidente simpatia col mio amico Massimiliano. Non tanto perchè abbia oggettivamente ragione, ma più che altro perchè sei tu stesso che ti dai torto da solo. Anzichè difendere con orgoglio le tue origini, non fai altro che dare le colpe ad altri per le cose di cui tu e i tuoi conterranei siete realmente responsabili. E ti metti a ragionare con le stesse logiche di quelli che tu difinisci i tuoi "colonizzatori". Io dico che se colonizzazione c'è davvero stata, tu ne sei il risultato. Un po' come nel film "Il Gattopardo" (opera sulla sicilia di un siciliano) il cui protagonista prima si oppone ai mille, poi ne favorisce la vittoria, la secessione (ogni secessione si possa mai verificare in Italia) sarebbe un "cambiare tutto per non cambiare nulla". Il che dovrebbe bastarti per capire che il tuo commento di prima è deprimente per un meridionale che lo legge e fa ridere i lombardi come me fieri di esserlo, non essendo leghisti.

    Rispondi
  6. Vin
    Vin dice:

    Il mio nome è Vincenzo, Massimiliano e Vin era soltanto una abbreviazione.

    Sono un meridionale del genere molto grintoso, senza complessi di inferiorità, nei confronti di nessuno.

    Vorrei sapere dove, in quali circostanze e per quali motivi, lei abbia potuto o dovuto maturare il suo determinismo culturale a senso unico: “La convinzione di essere inferiori rispetto ad altre regioni, di non potercela fare da soli, di non essere in grado di cambiare pagina è più forte delle reali possibilità”.

    A giudicare dalle frasi messe insieme, per lei tutto al Sud sarebbe determinato da causa ben precisa: “Un complesso di inferiorità diffuso e propagandato, un vittimismo atavico”.

    Lei non ammette la causalità, non riconosce il rapporto causa effetto, una volta che tale rapporto si sia determinato, e questo ovviamente riguarda il passato. Sostenere il determinismo come lei fa, implica la pretesa di conoscere in anticipo gli effetti precisi che si produrranno in futuro date certe condizioni iniziali.

    Piuttosto, lei appare promuove l’idea di un determinismo biologico per il quale, sarebbero i cromosomi e non ad esempio i fattori sociali, a determinare il modo di essere meridionali. Questo mi ricorda da vicino un certo Cesare Lombroso e la sua concezione deterministica del reato.

    Nel corso del 1800 in Europa, si affermano due principali indirizzi nello studio del reato: l'uno affermava che il reato fosse il prodotto o l’espressione della società, l’altro riteneva che il reato fosse il prodotto o l’espressione della costituzione individuale.

    Per la prima scuola di pensiero, il principale scopo della criminologia doveva essere quello di spiegare l’esistenza e la distribuzione dei reati nella società e,pertanto, la naturale tendenza di questo filone era di considerare come più importanti i fattori sociali nella spiegazione del crimine.

    L’altra scuola di pensiero, invece, riteneva che scopo della criminologia dovesse essere quello di comprendere per quali ragioni alcuni individui divenissero delinquenti; in tal caso la tendenza era quella di insistere sull’importanza dei fattori costituzionali dell’individuo.

    Lei sembra aver imboccato questa seconda strada.

    Vittimismo atavico? Detto come lei lo scrive, sembrerebbe essere una malattia.
    Usi meglio la sua intelligenza e non alimenti inutilmente la maldicenza causata dalle frasi fatte ed associate. Quancuno potrebbe crederci ed esagerare come quella persona che a proposito del vittimismo atavico, scriveva: “insomma, per dirla tutta, i vittimisti camminano armati, hanno per questo un coltello dalla parte del manico e, più che essere vittime, sono tarli rosicanti della mela sociale, mentre noi poveretti siamo le sue vittime designate”.

    Eviti di utilizzare le accuse del colonialismo nordista contro il meridione, facendo loro cassa di risonanza.

    Voglio aiutarla. Le spiego cosa è stata la Cassa per il Mezzogiorno. Anzi, gliela spiego proprio con le parole di Pino Aprile: “Pensate che la Cassa per il Mezzogiorno spendeva finché ha speso, lo 0,5% del Pil, per fare cosa? Interventi straordinari, gli interventi straordinari quali erano? Li enumero nel mio libro, chilometro per chilometro le strade, scuola per scuola etc., i numeri totali, dove è la cosa straordinaria del fare in un paese con i soldi pubblici le strade, le fogne, le scuole? Perché deve essere intervento straordinario al sud questo? Al nord con quali soldi hanno fatto le strade? Le scuole? Le fogne? Perché è un’immensa rapina lo 0,5 del Pil, spero per interventi straordinari al sud e si tace sul 99,5%? Perché non si spiega come mai il nord ha dal 30 al 60% in più di infrastrutture, senza neanche avere avuto una cassa per il settentrione”.

    Se la Sud “non è mai nato un movimento analogo e contrapposto a quello della Lega Nord in questi anni”, come lei sostiene, non comprova un bel niente. Anzi, il Nord intero dovrebbe vergognarsi di aver dato spazio ad un movimento politico xenofobo, etnocentrista e razzista nei confronti del suo popolo.

    E poi, lasci stare Ghandi e la pseudo non violenza di quel Paese che è attraversato da lotte tribali, di religione. Non lo idealizzi o utilizzi a piacimento per i suoi esempi.

    Suvvia, Capalbo, adesso non abbia rimorsi, anzi si riconcili con la sua gente, cessi di mostrare l’acredine, l’astio e il livore. Approfondisca le relazioni tra causa ed effetto, studi la storia del meridione, la interpreti più favorevolmente, non faccia il gioco del neocolonialismo nordista.

    Rispondi
    • Massimiliano
      Massimiliano dice:

      L'astio, l’acredine, e il livore mi pare emergano solo dai suoi commenti a riconferma del fatto che ciò che ho scritto è riuscito a toccare qualche suo nervo scoperto. E' molto abile ad attribuirmi cose che non ho scritto, una tra tutte "l’idea di un determinismo biologico per il quale, sarebbero i cromosomi e non ad esempio i fattori sociali, a determinare il modo di essere meridionali". Se le piace crederlo è libero di farlo.
      Nella foga di trovare nel mio scritto parallelismi teorici a lei graditi, si è fatto sfuggire il senso del mio ragionamento. Peccato.
      Accolgo pertanto il suo invito ad usare meglio la mia intelligenza evitando di risponderle oltre. Cordiali saluti.

      Rispondi
  7. Vin
    Vin dice:

    Bertelli, quando il Regno delle Due Sicilie era consolidato nella sua unità territoriale da oltre sette secoli, la Lombardia era una sì misera striscia di terra a ridosso della Repubblica di Venezia che, sol, poteva vantare un maggiore durata prima dell’arrivo di Napoleone.
    Invece di ridere da lombardo non leghista, si legga un po’ di storia perché altrimenti non avrei sufficiente materiale per poter discutere con lei.

    Rispondi
    • marco bertelli
      marco bertelli dice:

      Non è stato possibile pubblicare per intero il commento originale che avevo scritto. Comunque sappi che se di storia vuoi parlare, dovresti almeno riferirti ad un periodo in cui il sud non era schiavo, invece di fare il finto professore di storia riferendoti ad un periodo in cui il sud era già schiavo. La "misera striscia di terra" della quale tu parli senza rispetto (è un tipico atteggiamento vittimista e segno evidente di mentalità da schiavo) ha saputo ribellarsi a tutte le dominazioni straniere, e non ha nessun interesse a farsi credere migliore di altre terre, alla faccia dei finti secessionisti che non sanno nemmeno di ciò che parlano, come te del resto.

      Rispondi
  8. Vin
    Vin dice:

    Giuliano, il suo è “molto rumore per nulla”.
    “In val di susa si lotta per tutti “?
    No Giuliano.
    Non v’è lotta che accomuni gli interessi del Nord a quelli del Sud.
    Da sempre gli interessi del Nord hanno avuto la precedenza su quelli del Sud e del Paese in genere.
    Per il Nord abbiamo combattuto tutte le guerre degli ultimi 150 anni.
    Le banche del Nord, succhiano i risparmi del Sud per in vestire al Nord.
    Il Nord deve uscire dall’Italia.
    Padania is not Italy, dicono i leghisti.
    Per loro sfortuna, noi pensiamo che sia davvero così.
    Per liberarsi dai colonizzatori, bisogna sottrarre loro tutto: i territori, i capitali umani, il cielo, il mare.
    Altro che Val di Susa…

    Rispondi
    • Ivano
      Ivano dice:

      mi dispiace che la pensa cosi'.. in Valsusa ci sono tante persone che si interessano di problemi di questa povera Italia. I valsusini non sono leghisti, nè di sinistra, ne' di destra,ne' di centro. Hanno semplicemente schifo di questa politica collusa con la mafia e stanno lottando proprio per cambiare questo sistema. Ormai non è piu' solo NO TAV, ma è una lotta ideologica, proprio contro quegli interessi che hanno avuto precedenza su quelli del sud. Stanno incontrando diversi movimenti Italiani e si stanno scambiando idee ed informazioni per un futuro migliore. Non dividiamoci sign. Vin, siamo un popolo pieno di risorse, il problema è che TV e giornali ci hanno folgorato il cervello, dividendoci in buoni e cattivi, Nord e Sud. La prego di avere fiducia in un cambiamento. In Valsusa stiamo subendo quella potenza economica finanziaria di cui Lei parla, stiamo subendo metodi repressivi, criminalizzazione, arresti di persone innocenti, ma non ci perdiamo d'animo. STIAMO UNITI.
      STIAMO UMANI. Cordialmente La saluto.

      Rispondi
  9. marco bertelli
    marco bertelli dice:

    Ma giusto per dare un significato meno minimalista al tutto (spero che tu sia in grado di affrontare lo sforzo), vorrei farti presente qual era la mentalità di un tempo, quando non esisteva la schiavitù mentale che oggi pervade le menti come la tua. Io ho l'onore di essere nato nella città di uno dei più grandi poeti e intellettuali della storia: Virgilio. Il quale, definendosi nel suo epitaffio, disse: "Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope" ovvero "Mi ha generato Mantova, la Puglia mi ha strappato alla vita, ora Napoli conserva i miei resti; ho cantato pascoli, campi, eroi”
    Continua pure, caro Vin, a vantarti di una presunta conoscenza storica che si riferisce ad un periodo in cui il sud era già schiavo, non è certo da attribuirsi al caso se ne parli con tanta competenza.
    Io penso che il sud che conta, quello vero, sa da dove nasce. Grazie!!!

    Rispondi
  10. marco bertelli
    marco bertelli dice:

    Continua commento precedente

    Ma giusto per dare un significato meno minimalista al tutto (spero che tu sia in grado di affrontare lo sforzo), vorrei farti presente qual era la mentalità di un tempo, quando non esisteva la schiavitù mentale che oggi pervade le menti come la tua. Io ho l'onore di essere nato nella città di uno dei più grandi poeti e intellettuali della storia: Virgilio. Il quale, definendosi nel suo epitaffio, disse: "Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope" ovvero "Mi ha generato Mantova, la Puglia mi ha strappato alla vita, ora Napoli conserva i miei resti; ho cantato pascoli, campi, eroi”
    Continua pure, caro Vin, a vantarti di una presunta conoscenza storica che si riferisce ad un periodo in cui il sud era già schiavo, non è certo da attribuirsi al caso se ne parli con tanta competenza.
    Io penso che il sud che conta, quello vero, sa da dove nasce. Grazie!!!

    Rispondi
  11. giuliano
    giuliano dice:

    segue commento precedente visto che non posso come vincenzo scrivere a lungo

    i leghisti usano termini sprezzanti nei confronti dei meridionali? è vero, ma io in Calabria quando entro in un ambulatorio medico o in un ospedale incontro spesso medici e professionisti della "migliore" borghesia calabrese che trattano come esseri inferiori le persone che parlano dialetto o sono mal vestite. io lo chiamo razzismo interno meridionale, si , gran parte della borghesia meridionale è razzista nei confronti dei ceti popolari. ebbene, caro Vincenzo lei si occupi di combattere questa borghesia dai tratti fascisti altrimenti a sud ancora una volta vinceranno gli eredi di quelli che 150 anni fa tradirono il proprio paese per garantirsi le proprietà ( a meno che lei non sia uno di loro…). sono sicuro che se lei consultasse Aprile maturerebbe un approccio meno leghista , più aperto politicamente

    Rispondi
  12. Bruno Delli Carri
    Bruno Delli Carri dice:

    i meridionali hanno il senso di appartenenza ancora in ibernazione. sono stati truffati da una coalizione che faceva capo ai "savoia" di piemonte e sono stati addormentati con oppiacei molto potenti come quella pianta che hanno chiamato "unità d'italia". ti assicuro che ci sono meridionalisti che, nonostante i loro antenati dormienti, sono svegli. verrà il momento in cui si potrà chiedere il conto, e la difficoltà che sicuramente verrà superata è dettata che dalla parte dei savoia ci sono molti meridionali. basta ricordare l'esodo dalla calabria di bracca rubate all'agricoltura per lavorare in fiat. per poi produrre il fallimenti che solo la famiglia "agnelli", savoiardi anche loro, poteva realizzare in un'italia di politici distratti prima e corrotti poi. in questo senso sono anche io con i combattenti contro la TAV. un territorio è prezioso per quello che dà in naturalmente e non per quello in cui lo si vuole trasformare.

    Rispondi

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