Ci ruberanno le idee“. Così aveva profetizzato Grillo l’8 marzo del 2009, nel corso del raduno dei Meetup che partorì la “Carta di Firenze”. E non si sbagliava. Improvvisamente, dopo il trionfo siciliano del M5S, i vecchi politici e i vecchi giornalisti hanno cominciato a parlare di abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti, di primarie online e di leggi per impedire ai condannati di sedere in parlamento.

L’accoppiata Grillo-Casaleggio ha già vinto la scommessa. Poco importa se alle elezioni politiche prenderanno la maggioranza o no. La rivoluzione, innanzitutto culturale e sociale, partita dalla Sicilia, sta già producendo i suoi effetti. Non giudico se saranno effetti positivi o negativi, come per tutti i fatti umani probabilmente ne stiamo conoscendo e ne conosceremo entrambi i risvolti. Ma è innegabile, e lo sarà sempre di più, che questi due personaggi hanno messo in moto la più grande innovazione nel campo politico degli ultimi 20 anni. La più grande innovazione al mondo.
Per la prima volta l’Italia si ritrova avanti, rispetto al resto del mondo, proprio nel campo tanto vituperato della politica. Mentre negli altri Paesi ci si confronta ancora tra destra e sinistra, tra democratici e conservatori, etichette che nella società post-moderna non significano più nulla, in Italia siamo già in una fase che potremmo definire post-partitica.
Ormai è troppo tardi per loro correre ai ripari. I leaders (??) sono costretti a togliere i propri nomi dai simboli di partito e ad iscriversi a corsi accelerati di Twitter o di Facebook, nel patetico tentativo di stare a galla. Fanno quasi tenerezza.
Nella politica, come in ogni altro campo, per non essere battuti dalla concorrenza e ritagliarsi uno spazio, è necessario essere differenti. L’Italia dei Valori muore, come tutti gli altri partiti, non perchè Di Pietro è stato colto con le mani nella marmellata ma perchè non è stato diverso rispetto agli altri, ha usufruito dei finanziamenti pubblici come tutti gli altri, ha avuto alcuni esponenti indagati come gli altri. Basta questo per essere assimilato al sistema.
La forza del M5S sta nella centralità dei temi posti dal duo Grillo-Casaleggio che rappresentano il tallone d’achille dei partiti tradizionalmente intesi: 1) togliere i soldi alla politica; 2) decretare la fine del sistema dei partiti che già Simone Weil, negli anni ’40, aveva definito: “organismi pubblicamente, ufficialmente costituiti in maniera tale da uccidere nelle anime il senso della verità e della giustizia“; 3) passare da una democrazia rappresentativa ad una democrazia partecipata attraverso l’uso delle nuove tecnologie della comunicazione; 4) sottrarsi alle seduzioni mediatiche di giornalai compiacenti controllati dai partiti.
Il punto debole, invece, è costituito dagli attivisti del movimento. Grillo è il generale di un esercito senza preparazione, ha creato insieme con Casaleggio un movimento a sua immagine e somiglianza ed ora pretende che gli attivisti gli assomiglino. Gli italiani, soprattutto quelli più adulti, non sono ancora maturi per una proposta così innovativa. Nel loro dizionario ci sono ancora termini come destra, sinistra, fascisti, comunisti, berlusconiani, antiberlusconiani, proletari, padroni, padania, terronia e questi schemi, frutto di anni di martellamento mediatico, sono duri a morire e, spesso, escono dalla porta per rientrare subito dopo dalla finestra nelle discussioni on e off line. Ecco perchè in questa fase Grillo è costretto alla rigidità, ad imporre delle regole ferree, senza le quali il movimento rischia di riproporre, come fanno gli autolesionisti, schemi già visti e dunque di perdere il proprio appeal.
Ne va della democrazia? Quale democrazia? Quella che invece si ritrova nel PDL, il partito del padrone che non ha mai tenuto un congresso? O quella che si ritrova nel PD che, per filtrare i voti, mette mano alle regole per le primarie? O ancora quella espressa dal duo Napolitano-Monti ideatori di un governo eletto da nessuno?
Relax please, non sarà il M5S a mettere fine alla democrazia e forse neanche a riformare il Paese, prima bisogna azzerare tutto, ci vorrà molto tempo e, forse, un’altra generazione.

Massimiliano Capalbo

Commenti

Lascia un commento

3 commenti
  1. Giorgio
    Giorgio dice:

    Ciao GRANDE! Come stai? -spero bene!-
    Si, avevo anchio profetizzato questo tipo di svolta per il modo di mentalizzare di tutti gli esseri appartenenti alla politica associata in NCO.
    Resta per fortuna oggi il fatto che i secondi non fanno BooM come i primi è chi cambia il gioco repentinamente si scopre e il popolo oggi è più informato, non si lascia trasportare facilmente in queste acque in tempesta.
    Grazie di tutto Massimiliano.
    Un abbraccio G.R.

    Rispondi
  2. giuliano
    giuliano dice:

    oh, Max, non vorrai mica ricondurci sotto l’autorità papale ! l’idea dell’immaturità degli uomini infatti è sempre stata il fondamento di ogni gerarchia religiosa per dominare sui credenti. se Grillo vuole comandare, faccia almeno lo sforzo di trovare motivi più convincenti, penso ce ne siano, ma io non li dico, resto eretico

    Rispondi

Trackbacks & Pingbacks

  1. […] poteva nascere la novità politica mondiale del secolo, se non del millennio, il primo post-partito come scrivevamo tempo fa su queste pagine. Il cambiamento fa paura, gli esseri umani sono per […]

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Rispondi a giuliano Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *