E’ martedi 17 luglio e sono a Stilo per accompagnare, in visita d’istruzione, l’Istituto Comprensivo Gagliano di Catanzaro che ha partecipato al bando “Calabria Jones”. L’iniziativa, devo dire lodevole, dell’Assessorato alla Cultura della Regione Calabria che mira a far conoscere e visitare le aree archeologiche e i reperti rinvenuti nel corso degli scavi nella nostra regione.
Dopo aver visitato i resti dell’antica Kaulon, a Monasterace Marina, (sorvolo sullo stato in cui, purtroppo, versa, come la gran parte di queste aree, nonostante l’impegno e la passione che archeologi, esperti e addetti ai lavori impiegano per renderle fruibili ai visitatori) il programma prevede la visita a Stilo, il centro bizantino più importante della Calabria meridionale, dove sorge l’esempio perfetto di tempio bizantino in Italia: la Cattolica.
Passeggiando per il centro della cittadina mi accorgo che, in tutto il borgo, non vi è traccia di un punto di informazione turistico, così come di un negozio di souvenir (a parte un piccolo chiosco allestito all’ingresso della Cattolica). Mi imbatto nella sede della Comunità Montana “Stilaro-Allaro” e del Gal “Alta Locride” ed entro nella speranza di poter chiedere ed ottenere qualche guida o depliant informativo.
Nell’edificio, fatiscente e polveroso, esplicito la mia richiesta alla prima persona che incontro, una signora molto gentile, che lavora lì. La mia richiesta la coglie di sorpresa. Confabula con un collega che le indica di cercare tra un ammasso di Gazzette Ufficiali buttate per terra, in un angolo, dove spuntano, probabilmente in attesa di essere cestinate, alcune guide sugli agriturismi della zona. Una spolveratina all’opuscolo e mi viene consegnato. La signora mi invita a seguirla al piano superiore dove mi promette di cercare qualcos’altro. Apre armadi, rovista nei cassetti e tira fuori una “Guida turistica” del 1997, forse l’ultimo lavoro di questa Comunità Montana ed un bel libro fotografico dal titolo “Viaggio nella Locride da Stilo a Gerace” non di recente pubblicazione a giudicare dal prezzo: 38.000 lire. Inoltre, mi regala un bel disegno, firmato da Ilario Chiodo, del Monastero di San Giovanni Therestis. Alla fine, quasi a voler rimediare alla scarsità di materiale ritrovato, mi suggerisce di provare al municipio, situato li vicino nel bellissimo Palazzo San Giovanni in corso di ristrutturazione. All’ingresso mi indicano di salire al primo piano e di chiedere all’ultima porta a sinistra di un lungo corridoio spoglio e semibuio che affaccia su un cortile interno, circondato da impalcature.
Busso, mi affaccio verso l’interno ed esclamo ingenuamente: “Buongiorno, vorrei sapere se è possibile avere qualche opuscolo o guida turistica della zona”. Il panico si scatena immediatamente tra i presenti, in cinque cominciano ad aggirarsi, senza sapere bene dove cercare, tra gli uffici del municipio alla ricerca di opuscoli, guide e quant’altro, lanciandomi di tanto in tanto qualche occhiata indagatrice, simile a quelle che si potrebbero lanciare nei confronti di un extraterrestre appena sbarcato.
Dopo 10 minuti di ricerche qualcuno si lascia sfuggire un “non troviamo le chiavi della stanza dove c’è il materiale”. Decido di togliere tutti dall’imbarazzo in cui li ho messi, dico di non preoccuparsi perchè ho la scolaresca che mi aspetta, ringrazio ed esco. E mentre attraverso la piazza antistante il palazzo municipale nei pressi della quale è allestito un mercatino rionale, e passo tra calze e mutande che penzolano dalle bancarelle, rifletto e comprendo che il vero reperto archeologico da riportare alla luce in queste zone è proprio il turismo.

Massimiliano Capalbo

Commenti

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8 commenti
  1. Gloria
    Gloria dice:

    Che dire? Perfettamente in Lines con le scelt degli ultimì governi! Forse se avessi chiesto dei cani e gatti randagi …

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  2. Alessandra
    Alessandra dice:

    un reperto archeologico, così nudo nella sua "istanza materiale", poco può comunicare e raccontare, specialmente se questo si trova in frammenti…pensiamo ad un vaso in mille pezzetti:ogni pezzetto, da solo, può darci ed evocare mille informazioni,è vero, ma ognuno di essi potrà raccontare solo una parte della sua storia e della sua vita e sta all'abilità prima dell'archeologo e poi del fruitore saperne ricostruire, idealmente, la storia e la forma

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  3. Alessandra
    Alessandra dice:

    i tanti borghi calabresi, ricchissimi di "reperti" spesso e purtroppo finiscono per diventare essi stessi dei reperti e visitati e goduti solo nella loro frammentaria materialità senza nulla poter cominicare della loro spiritualità, della loro storicità, quella più intima e profonda, e del loro percorso di vita, spesso davvero articolato e ricco (segue…)

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  4. Alessandra
    Alessandra dice:

    …A Stilo ad esempio, la Cattolica, la Chiesa Matrice, il S.Giovanni Nuovo, i palazzi, le altre chiese o l'irraggiungibile castello, sono tanti frammenti di un'unica storia, plurisecolare, complessa e veramente ricca, fatta non solo di monumenti, ma anche di uomini, di monaci in preghiera o di mastri costruttori, di lavoro e di fatica…i monumenti sono alcuni dei frammenti di questa storia, di questo vaso bellissimo che sarebbe Stilo. Allora mi viene da immaginare il turismo più come un'operazione di restauro…un'operazione capace di rimettere insieme i pezzi ed i frammenti del reperto per ricostruirne la forma e l'identità, restituendo così la storia alla storia.

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  5. annalisa
    annalisa dice:

    Eretica riflessione? Non tanto direi! A Stilo sembra si stia celebrando il suo decadimento. Torno spesso a Stilo per via del mio lavoro. Anche io accompagno gruppi. E ritengo di avere il polso costante della situazione. Sembra regni un'anarchia, dove ognuno fa quello che gli pare, soprattutto nelle aziende pubbliche (vedi comunità montana, gal e municipio). Il turista, più che il turismo, è veramente un reperto. Al comune, modello un tempo in alcuni settori, come quello culturale e nel campo turistico, ora veramente sembrao pesci fuor d'acqua. eppure avevo letto su un quotidiano della visita della sua scuola a stilo, e l'elogio partiva dal giornalista soprattutto per l'amministrazione comunale. non passo più dal comune di stilo dove un tempo ero abituato piacevolmente a soffermarmi più del consentito con un funzionario esperto che ti metteva a tuo agio su qualsiasi argomento riguardante la storia del paese e su tutto ciò che poteva essere utile per i gruppi di turisti. è da molto che non lo vedo più e al comune qualcuno mi ha risposto, qando ho chiesto, che non lavora più lì. a galla rimane sempre il peggio.

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  6. Ester
    Ester dice:

    Mi chiamo Ester Navarra e sono anch'io una guida turistica. Giro per quasi tutta la Calaria ed ho rapporti con operatori turistici privati ed enti pubblici. Purtroppo devo dare ragione all'autore di questo blog a poposito delle condizioni di Stilo in questi ulimi tempi. Non mi meraviglio più di tanto di quanto è successo alla scolaresca e non mi coglie di sorpresa quanto scritto nel post precedente. Al Comune di Stilo, dove io ero solita rivolgermi quando accompagnavo alcuni gruppi, è ormai impossibile ricevere una qualiasi risposta. Là ti puoi relazionare solo con qualche donnetta ignara anche se apparentemente educata, qualcuna, che sembra ti ridano in faccia per coprire l'assoluta ignoranza sulla materia. Eccetto qualche spicciola notizia e pronte ad indirizzarti dove dormire e mangiare. Materiale turistico zero.
    (CONTINUA)

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  7. Ester
    Ester dice:

    Eppure fino all'anno scorso al Comune di Stilo riuscivano ad essere molto ben rapprtati col turista e con noi tour operator. Abbiamo trovato sempre la persona che riusciva a rispondere a tutte le nostre esigenze. Lo stesso signore, con toni ultra gentili, ci riceveva nel suo ufficio, rispondeva alle nostre domande e ci forniva guide belle a colori e per tutto il gruppo. Ci stampava a volte persino la cartina del paese. E ci dava persino la chiave per servirci della toilette del municipio. Peccato che non sia più al Comune, come ci ha rivelato qualche signora impiegata. Ma voglio raccomandare ai signori amministratori comunali di Stilo, di fare qualcosa per il loro paese, che può essere veramente uno dei più bei borghi d'Italia, ma devono rivedere il loro modo di fare la giusta politica._

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