Lunedi 7 maggio 2012 è una data che merita di essere ricordata e festeggiata. Perchè l’Italia ha messo la freccia ed è cominciato il sorpasso. Mentre, nel 1989, nel resto dell’Europa democratica non crollava solamente un muro ma una concezione del mondo e con essa le ideologie che fino a quel momento avevano regolato i rapporti tra i popoli, consentendo alle altre nazioni di accelerare il cambiamento, l’Italia rimaneva in coda, ferma, per 13 lunghi anni.
Un ritardo che ha coinciso grosso modo con l’avvento di Berlusconi, con il dominio televisivo dell’informazione, che ha frenato l’evoluzione non solo politica ma sociale e culturale del Paese. In questi 13 lunghi anni la politica, spalleggiata da un’informazione asservita, miope, conservatrice, ha potuto disporre a proprio piacimento della più ampia libertà di azione (senza controllo) e del principale veicolo di comunicazione, la tv. Ciò che importava era l’annuncio, che si consumasse l’evento dal punto di vista mediatico. La virtualità ha dominato la realtà.
Ma intanto il medium emergente, Internet, cresceva e cominciava a conquistare il proprio spazio ed il proprio pubblico e, all’interno della Rete, c’era chi aveva capito prima degli altri (perchè lo studiava) che sarebbe diventato il medium decisivo. Quest’uomo si chiama Gianroberto Casaleggio.
Mentre nuove forme di aggregazione sociale cominciavano ad affacciarsi all’orizzonte, utilizzando Internet e le nuove tecnologie della comunicazione per interagire e confrontarsi sui temi politici, lui ragionava su come utilizzarle per aggregare consenso. Le nuove tecnologie, infatti, consentono di decentrare il potere, di sottrarlo al centro distribuendolo nelle periferie. Casaleggio ha il merito di aver compreso prima degli altri queste dinamiche individuando in Grillo il comunicatore empatico in grado di veicolare e diffondere il messaggio nel Paese. Un processo, lento (se paragonato ai tempi della Rete) ma inesorabile, iniziato nel 2006 e che oggi trova la conferma nel responso delle urne, che relega destra e sinistra ai margini del panorama politico nazionale e che consente all’Italia, per la sua particolarità e incisività, quel balzo in avanti che coincide con il passaggio alla fase post-ideologica e cominciare così il sorpasso, sugli altri Paesi europei.
Proprio così. Non esiste in Europa un movimento politico con le caratteristiche del Movimento Cinque Stelle, per molti considerato una novità, per alcuni un’anomalia (dipende dai punti di vista) e questa novità non poteva che venire dall’Italia che stupisce e spiazza tutti ancora una volta.
Certamente rappresenta il primo esempio in Europa del passaggio da una democrazia di tipo rappresentativo, espressa attraverso la delega (in bianco) ai partiti ad una democrazia più partecipata che, attraverso l’uso della Rete (nei limiti del possibile), può consentire una maggiore (ma ovviamente mai piena) partecipazione dei cittadini alla vita politica. Il doppio, indiretto, attacco da parte del Presidente della Repubblica a tale movimento è, oltre che un fatto senza precedenti nella storia della Repubblica, probabilmente l’ultimo atto di un modo ormai obsoleto di intendere la democrazia e la certificazione che il cambiamento in atto è profondo e incisivo quanto basta.

Massimiliano Capalbo

Commenti

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5 commenti
  1. marco bertelli
    marco bertelli dice:

    Condivido l'auspicio finale. Credo ne vedremo delle belle, come mai c'è stato dato di vedere dall'inizio della seconda (non)repubblica.

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  2. Andrea Orlando
    Andrea Orlando dice:

    "Una delle cose che mi piacciono veramente dell'Italia è il rumore dei nemici. Ho detto la mia opinione, come uomo libero in società libera e subito è arrivato il rumore dei nemici. Fantastico, è una cosa che mi piace, è una sfida che mi piace. Sono supercarico per l'inizio di campionato".

    José Mourinho

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  3. umberto santucci
    umberto santucci dice:

    Concordo punto per punto con la tua acuta analisi. Ricordo la Webegg di Casaleggio e soci come una delle aziende web più avanzate, ai tempi. Già nel 1996 proposi di invitare Grillo come relatore ad un convegno che avevo organizzato per l'Unione Industriale di Ancona, ma lui umilmente rifiutò perché disse che era un comico e non si sentiva di affrontare un contesto così diverso. Così ripiegai su Mannheimer che naturalmente fu molto meno interessante.
    Un solo appunto linguistico: al singolare non userei media, ma medium: sia alla latina, che all'inglese, abbiamo medium – media. Solo i milanesi dicono "il media", ma dicono anche briffare, picappami i partner, e così via come la Marcegaglia della Guzzanti.

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