Mio Dio la crisi! E adesso? Sopravviveremo? Cosa succederà nel 2012 e negli anni a venire? E se riusciremo a sopravvivere potremo ritornare ai fasti (leggi sprechi) di un tempo? Io spero proprio di no, anzi ho molta fiducia nella crisi, credo sia l’unica alleata che abbiamo, credo fermamente nel suo potere taumaturgico.
Se all’inizio anch’io come tutti speravo di evitarla, la crisi, adesso spero che non passi senza operare ciò per cui è stata mandata, spero che attraversi le nostre vite con tutta la sua forza, che operi (come la calce o la cenere che si sparge sui cadaveri) per disinfettare un modello socio-politico-economico ormai alla frutta, spero che ci obblighi a cambiare atteggiamenti e stili di vita.
Il modello che abbiamo adottato fin qui per vivere e che ha regolato e regola le relazioni tra le nazioni del pianeta, è al capolinea, sta esaurendo la sua forza propulsiva, quella forza che in barba a qualsiasi rispetto delle risorse, dei popoli, dei ritmi della natura, dei poveri, dei territori, dell’ambiente ci ha consentito di “progredire” fin qui.
La crisi, quella vera, sta per arrivare e ci investirà in pieno. L’avvertiremo presto in tutta la sua verità. E’ finito il tempo della menzogna, sta per cominciare quello della verità.
La verità, infatti, sarà il tema cardine dei prossimi anni. La verità sarà l’unica arma a disposizione di chi vorrà avere successo e, di conseguenza, cogliere nella crisi un’occasione. Se la menzogna, la finzione, la furbizia hanno caratterizzato il tempo fin qui vissuto e decretato il fallimento del modello di cui erano e sono parte, domani la verità si prenderà le sue rivincite.
Sopravviveranno le aziende vere, quelle radicate sul territorio, quelle responsabili che producono sul serio, che hanno una mission e uno scopo ben chiaro, trasparente e coerente, che apportano valore al territorio invece di sottrarlo e che permetteranno di toccare con mano i risultati ottenuti. Avranno successo i movimenti politici veri, quelli che si impegneranno con spirito di sacrificio, e senza secondi fini, per il bene comune e che metteranno in campo provvedimenti concreti e tangibili. Faranno proseliti i leader veri, quelli che hanno una storia personale vera da raccontare, quelli coerenti che non recitano un copione, la cui vita privata coinciderà con quella pubblica e che metteranno davanti l’interesse dei rappresentati piuttosto che il proprio. Tutto ciò perchè oggi la nostra vita è sempre più sotto i riflettori, sempre più in Rete e il Web agirà sempre più da smascheratore delle falsità. La verità emergerà prepotente.
Questo non significa che spariranno dalla circolazione i furbi, i ciarlatani, gli imborglioni e i millantatori ma non avranno più il credito, i privilegi e lo spazio di cui hanno goduto fino ad oggi, origine e causa del fallimento del modello. Per loro si prospettano tempi duri e questo probabilmente li porterà a reagire, sollecitando provvedimenti che tenderanno a limitare le libertà di espressione e di circolazione delle informazioni. Le prossime battaglie, probabilmente, si combatteranno su questo fronte.
Il mondo post-crisi avrà bisogno di risultati certi e la certezza può provenire solo dalle competenze, dalla passione, dalla serietà, di chi saprà ispirare e conquistare fiducia e dimostrare di riuscire a raggiungere gli obiettivi promessi e queste qualità saranno ricercate come l’acqua nel deserto. La ricreazione è finita.
Siamo ad un punto di non ritorno. Se qualcuno pensa che una volta passata la crisi (considerata spesso alla stregua di una perturbazione atmosferica) si possa ritornare alle scelte scellerate ed ai comportamenti di un tempo, si sbaglia. Si può solo andare avanti e credo che dalle ceneri della crisi nascerà un mondo nuovo, non credo più giusto ma certamente più vero. Avanti con fiducia e buon anno!

Massimiliano Capalbo

Commenti

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3 commenti
  1. marco bertelli
    marco bertelli dice:

    Per prima cosa ricambio di tutto cuore gli Auguri, che il prossimo anno sia Fantastico per te e per tutti coloro che stanno leggendo.
    Sono altresì contento di aver letto questo articolo, che spero torni nella mente di tutti ogni qual volta (speriamo il più raramente possibile), ci dovremo scontrare con le "asperità" che incontreremo e alle quali vorremo attribuire il nome di "crisi".
    Trovo che sia il giusto atteggiamento da adottare, tipicamente eretico. Inoltre mette in risalto la necessità di non avere paura.
    Perchè è proprio la paura il fattore decisivo che ha fatto si che la crisi si sia diffusa nelle nostre coscienze (alla fin fine sono quelle, secondo me, in crisi, l'economia ne è solo l'aspetto esteriore). Se riflettessimo di più su questo, a mio avviso, ci accorgeremmo che la crisi non è "stata mandata", come tu scrivi. Forse ci accorgeremmo che i "mandanti" della crisi, in fin dei conti, siamo noi stessi. Accettiamone la responsabilità e, come tu dici, "avanti con fiducia". Grazie!!!!!

    Rispondi
  2. Stefano Ceci
    Stefano Ceci dice:

    "Io"

    proseguì don Mariano

    "ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà…

    Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, ché mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini…

    E invece no, scende ancora più in giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…

    E ancora di più: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito…

    E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre… […]"

    Si Masssimiliano è proprio come scrivi: la crisi selezionerà la specie ed i toni del grigio si faranno via via sempre più bianchi, sempre più neri.

    L'umanità è degli uomini, aiutiamone a crescere quanti più possibile.

    Avanti con fiducia

    Buon anno.

    Stefano Ceci.

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  1. […] da ritrovare nei partiti di oggi. Esattamente un anno fa scrivevo, in un articolo dal titolo “Il tempo della verità“, che “il mondo post-crisi avrà bisogno di risultati certi e la certezza può […]

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