Giorni fa un giornale inglese ha pubblicato una foto della tomba di Lady Diana: è in stato di completo abbandono, le erbacce la invadono. Eppure appena venti anni fa la morte improvvisa di questa donna aveva suscitato un’ondata di emozioni senza precedenti in tutto il mondo. Per giorni Londra fu invasa da persone in lacrime, centinaia di milioni di telespettatori videro i suoi funerali in tv, il premier Blair proclamò Lady Diana “principessa del popolo”.
Ora erbacce e oblio. E’ il gran vento delle notizie di cronaca: sorgono improvvise onde di emozioni e stati di eccitazione, sembra che crolli il mondo e poi….. tutto scompare. Sic transit gloria mundi? Non solo. Alla natura degli uomini sempre predisposti a seguire la notizia più eccitante, si aggiunge oggi che i media ti raggiungono, con la Rete, negli ambiti più privati (se tu acconsenti). Sono loro i grandi maestri, i registi delle emozioni delle masse, i media hanno perso la funzione di informare e sono usati prevalentemente per vivere o suscitare emozioni.
Questo avviene perchè la notizia di cronaca ha sopraffatto la comprensione di ciò che accade, si vede ma non si capisce. Per capire occorre andare oltre ciò che si vede, occorre astrarre dalla notizia.
Scriveva agli inizi del 900 Robert Musil in L’uomo senza qualità: “oggi l’essenziale accade nell’astratto e l’irrilevante accade nella realtà” e intendeva dire, io credo, che per indagare il futuro o capire l’essenziale occorre andare oltre l’immediato che è davanti ai nostri occhi. Per questo i libri (idee) formano, i media (notizie) deformano.
Negli anni di piombo, quando tutti i leaders politici e i giornali urlavano e si stracciavano le vesti nelle condanne del terrorismo e tutti invocavano manifestazioni di massa per battere la violenza, Marco Pannella se ne uscì con questa affermazione: “il terrorismo finirà quando non avrà più risonanza nel mondo politico“, ovvero quando i politici e i media cesseranno di servirsene. Così fu, infatti.
Quando le imprese dei brigatisti non attrassero più l’opinione pubblica e, di conseguenza, non poterono più essere usate dai politici per i loro equilibri, il terrorismo cessò. Nessuna manifestazione di massa lo spense, lo spense il silenzio delle masse.
Da anni una strategia internazionale si serve di azioni terroristiche (quando addirittura non le provoca) per suscitare ondate emotive e irrazionali. Un’opinione pubblica che segue docile la notizia di cronaca più eclatante è destinata ad essere complice indiretta del terrorismo.
Parafrasando Pannella: le stragi cesseranno quando l’opinione pubblica internazionale cesserà di rilanciare le notizie di cronaca (attraverso la Rete) e inizierà a cercare di capire l’in-visibile.
Il silenzio può più dell’eccitazione, è la torre ferma contro cui sbatte impotente il vento della cronaca.

Giuliano Buselli

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