Fanno un pò pena e un pò tenerezza quei politici alla Tajani che affermano di temere per l’egemonia della Cina; non capendo quello che sta accadendo, ripetono frasi fatte e pensieri datati. Non capiscono, infatti, che la Cina è già egemone a livello mondiale da anni, che è ormai il motore dell’economia mondiale, che è diventata egemone proprio grazie a quella globalizzazione che le potenze occidentali avevano messo in atto per dominare il resto del mondo.
Con sapienza orientale, che gli occidentali non conoscono perché pensano di essere superiori intellettualmente, India e Cina hanno usato l’arma dell’Occidente, l’economia, per condurre al suo termine la potenza dell’Occidente. Lo sa bene un qualunque seguace delle arti marziali orientali.
Tutto quello che sta accadendo è il segnale della perdita di centralità di USA ed Europa, il loro declino si mostrerà ancor più nei prossimi decenni. Sopravvive e resta minacciosa solo la forza militare, gli USA hanno la macchina da guerra più potente e micidiale mai costruita da civiltà umana. Altroché diritti umani! Sono stati i fucili a portare ovunque le orme degli occidentali.
L’impero bizantino riuscì a ritardare la sua estinzione con il possesso esclusivo del temibile “fuoco greco” così, forse, nei prossimi anni gli Usa riusciranno, con la propria supremazia militare, a rallentare il proprio declino, ma questo sarà inevitabile, l’Occidente è ormai esausto e privo di forza vitale.
Con due decenni di ritardo giornalisti e politici improvvisati parlano di “scontro di civiltà”. Adottano, come fece Huntington, schemi occidentali per capire l’Oriente. E non capiscono. La fissazione-ossessione dell’occidentale è lo scontro diretto. Non è la logica dell’Oriente. L’Oriente ha una sua logica.
Così parole antiche riemergono oggi in Cina. Xi parla sempre più spesso di “armonia” globale, concetto confuciano che Mao aveva cercato di estirpare. Invano. Le antiche parole vanno a braccetto con i pc e i robot. Il futuro trae alimento dal remoto. Più che uno scontro sembra delinearsi allora una imprevedibile contaminazione reciproca.
Nel novembre del 2017 si è tenuto a Pechino il primo forum non governativo sino-vaticano, era intitolato “La bellezza ci unisce”, poi 40 opere dei Musei vaticani sono state esposte in Cina e 40 opere delle collezioni statali cinesi in Vaticano. In Vaticano qualcuno ha capito che i cinesi sono affamati di bellezza e di arte italiana. Si, la bellezza ci potrà unire.

Giuliano Buselli

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