La carica dei 101

Questa sera 101 cittadini, per lo più calabresi, si sono recati dal notaio per costituire una società, la Mulinum srl. Non sono passati nemmeno 100 giorni, quelli che di solito i governi appena eletti del nostro Paese impiegano solo per capire a chi assegnare delle poltrone, da quando il deus ex machina di questa operazione, Stefano Caccavari, ha pubblicato sulla sua pagina Fb il post: salviamo l’ultimo mulino in pietra della Calabria!
In meno di 100 giorni, Stefano, è riuscito a raccogliere 500.000,00 euro (lo riscrivo in lettere per chi pensa che mi sia scappato qualche zero: cinquecentomila euro) che oggi, dal notaio, sottoforma di assegni circolari, sono stati versati nelle casse della costituenda società. Non era mai successo prima. Si tratta di un record mondiale per una startup agroalimentare. E tutto questo è avvenuto in Calabria. Proprio lì dove, dicono gli sfigati, gli scansafatiche e quelli in malafede, non si può fare nulla. La carica dei 101 ha compiuto l’ennesima eresia, ma non è questa l’unica.
Non era mai successo, infatti, che dei calabresi, così tanti, si mettessero insieme senza conoscersi prima, per compiere un atto politico così forte, spinti e motivati solo da un obiettivo preciso, ipotecare la salvaguardia del territorio e della salute, ricominciando a produrre e consumare cibo biologico, e non mossi da altre ragioni (personalismi, diffidenze, invidie, gelosie etc.) che per secoli hanno modellato comportamenti e scelte, determinando il fallimento di tutti: persone e territorio. E’ questa la politica che con ereticamente professiamo da anni. Agire, senza aspettare il permesso o l’avallo di nessuno, neanche delle istituzioni, unendo le energie, perchè le istituzioni siamo noi nel momento in cui decidiamo di esserlo. Da oggi esiste un’istituzione, chiamata Mulinum, che attraverso il proprio agire, potrà determinare cambiamenti importanti nelle logiche dell’agroalimentare del nostro Paese con maggiore efficacia di un assessore o di un ministro.
Non è così frequente incontrare così tanti calabresi disposti ad investire e rischiare facendo circolare il proprio denaro invece di tenerlo immobilizzato in conti correnti improduttivi e in immobili che hanno solo sfregiato il territorio. E’ il trionfo della fiducia sulla sfiducia, della ripresa sulla crisi, che è prima di tutto una crisi di idee e di fiducia. 101 persone hanno dato fiducia a Stefano che, da oggi, si assume (assieme a tutti i soci) come tutti i veri imprenditori una grande responsabilità, quella di non deluderla questa fiducia, non solo e non tanto economicamente quanto ereticamente.
Non è così frequente incontrare calabresi che creano imprese, con importi così elevati, senza l’apporto di finanziamenti pubblici, facendo a meno delle sovvenzioni statali o comunitarie e restando liberi dalla partitica. Lo fai solo se ci credi. Lo ripeto ancora una volta a tutti quegli interlocutori che, nel corso di dibattiti pubblici, continuano a ripetermi che per risollevare il Sud occorrono finanziamenti: il Sud va abbandonato a se stesso, va fatto maturare, deve assumersi le proprie responsabilità, fare le proprie scelte, determinare il proprio destino, mettendo la mano nel proprio portafogli, non in quello degli altri. Solo così potrà risollevarsi. I Meridionali devono investire i propri soldi, perchè questa è l’unica cartina da tornasole che ci fa comprendere l’autenticità dell’iniziativa imprenditoriale e la fiducia che in essa ripone chi la crea. Se domani tutti gli altri seguissero questo esempio ci ritroveremmo dalla notte al giorno senza avere il tempo di rendercene conto, altro che Piano per il Sud, altro che rivoluzione!
Il merito di questa operazione è, e dovrà continuare ad essere, quello di rompere l’incantesimo. Quell’incantesimo fatto di luoghi comuni, di stereotipi, di false credenze che mantengono le persone e i luoghi in uno stato di non miglioramento e di conseguente povertà culturale, sociale ed economica. Questo è solo un primo passo, la storia è tutta da scrivere e ciascuno di noi dovrà fornire il prorio contributo perchè la sceneggiatura possa essere la più bella possibile.
L’unica vera azione antimafia di questa simbolica giornata, piena zeppa di ipocrite e retoriche parate che fino ad oggi non hanno prodotto altro che il consolidamento della mafia, è stata compiuta nello studio di un notaio catanzarese. Rappresenta la migliore risposta, concreta, al gesto vigliacco (e mafioso nella mentalità) compiuto il 23 marzo scorso proprio ai danni degli orti di Stefano. Il 23 maggio del 1992 la strage di Capaci rappresentò il trionfo della paura sul coraggio e della sfiducia nei confronti dell’efficacia della collettività. Ventiquattro anni dopo, il 23 maggio 2016, la costituzione della Mulinum srl rappresenta la vittoria del coraggio e della fiducia sulla paura e l’inizio di un nuovo corso per la storia di questa regione e forse dell’intero Meridione.

Massimiliano Capalbo

Comments

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *