Se dovessi scegliere tra dare solidarietà a un “giornalista” che con le “trombe” va da un’anziana signora a chiedergli dalla strada se suo figlio è mafioso o la scopa dell’anziana signora che lo stava inseguendo per fracassargliela sul fondoschiena del “massmediologo giornalista”, preferirei la scopa, la scopa con il manico di legno. Quella!
La scopa almeno pulisce sul serio e non butta fango su un luogo con finte interviste su ricerca di verità, la scopa a volte il fango lo scaccia. La verità se la vuoi scoprire, te la vai a cercare, magari in silenzio. Come hanno fatto alcuni giornalisti che per farlo ci hanno rimesso la vita. Potevano esserti di esempio. In silenzio indaghi, se proprio vuoi scoprire qualcosa. Non offendi un’intera comunità.
Non domandi alle persone con la telacamera puntata (come una pistola) se per caso hanno qualcosa da dire in merito alla “verità”! Cosa ti aspetti? Che le persone dicano a te quello che magari non hanno detto alla magistratura? Caso mai sapessero qualcosa? L’ha mai fatto qualcuno nella storia del giornalismo, hai mai sentito che qualcuno intervistato per caso incontrato per strada abbia denunciato qualche mafioso o fatto nomi in tv a qualche bravo “giornalista” come te? Non ricordo.
E’ questo il modo di fare giornalismo “antimafia”? (Comincio a non sopportare questa etichetta!) Ma poi hai scoperto delle verità? Il tuo dirompente servizio ha portato qualche elemento nuovo alle indagini? Non ti è balenata l’idea, per un attimo soltanto che potresti provocare invece effetti devastanti alla comunità? Ti sei per caso chiesto che forse con questi tipi di servizi, “inchieste antimafia”, potresti causare l’effetto contrario nella lotta alla mafia?
“Filadelfia bella da visitare … ma … il regno, il feudo di un boss che adesso cercheremo di intervistare”? Mancava ai cittadini onesti che fanno di tutto per costruire, lottando pure contro il malaffare, perché quello c’è di sicuro qui come altrove forse anche nella tua cittadina natìa… forse. Ma…
Oggi con 50 bambini della scuola elementare di Filadelfia, le loro famiglie, tra cui la mia, e i loro insegnanti, siamo andati in gita al museo di Mammola, al Musabà. Oggi, domenica, tutto a spese dei partecipanti, chiaro. Non si troverà traccia dell’effetto “antimafia” di questa giornata nel tuo servizio, del valore di questa giornata, ma si vedrà una scopa che ti insegue. E pensare che ti pagano per farti inseguire da una scopa. Magari politici regionali, di cui alcuni indagati per rimborsopoli, saranno in fila a darti la solidarietà, per prendersi una “patente”!
Io preferisco darla alla scopa la solidarietà. Ma il video della scopa preferisco non metterlo per salvare almeno la dignità della scopa!
Invece linko una delle tue inchieste più brillanti, un video che è una pagina giornalistica che dimostra lo spessore dei “giornalisti” che importiamo come se a noi ce ne mancassero, come se bravi, ma davvero bravi giornalisti all’emittente che ti paga gliene mancassero. Ah, un’altra cosa, complimenti per la colonna sonora del servizio mette proprio ansia, da il tocco, il valore giusto. Lo so, la colpa non è tua mass… mediologo.

Francesco Pileggi

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