Aiuto la governabilità è in pericolo!! Il grido di paura dei media italiani è unanime. Tre partiti con un quarto dei voti a testa non ce la faranno mai a governare, bisogna correre ai ripari in qualche modo. E adesso? Cosa succederà? Si tornerà a votare? Chi farà alleanze con chi? Un delirio.
Da quando il M5S ha terremotato le certezze dei politici e dei media italiani, sono tutti in preda al panico. Gli scenari più foschi si profilano all’orizzonte. I sondaggi si sprecano, le chiacchiere come al solito pure.
Ma quello che balza subito all’occhio dell’attento osservatore è un atteggiamento, molto diffuso, che denota assoluta assenza di cultura democratica in questo Paese. Lo si riscontra nella maggior parte dei commentatori ma anche in buona parte dei cittadini italiani che vedono, nella frammentarietà della rappresentanza parlamentare, un pericolo da evitare invece di un’opportunità da cogliere.
Prima delle elezioni la democrazia viene invocata a gran voce, le persone si ribellano alle imposizioni fatte dalle maggioranze promettendo vendetta in cabina elettorale. Ma quando dal responso delle urne non esce una maggioranza schiacciante, quando non si profila un potere senza se e senza ma, che non lascia spazio al confronto e al dialogo e che decide (in maniera non democratica) senza ascoltare i cittadini, allora si comincia ad avere paura, paura dell’instabilità. Paura di dover discutere e raggiungere un accordo tra punti di vista, istanze, interessi, bisogni e speranze diversi. Ma è questa, cari amici, la democrazia.
Norberto Bobbio, filosofo, storico e politologo italiano, in un’intervista del 1985 alla Fondazione Einaudi di Torino, alla domanda cos’è la democrazia? rispose: “Io ritengo che per dare una definizione minima di democrazia bisogna dare una definizione puramente e semplicemente procedurale: vale a dire definire la democrazia come un metodo per prendere decisioni collettive. Si chiama gruppo democratico quel gruppo in cui valgono almeno queste due regole per prendere decisioni collettive: 1) tutti partecipano alla decisione direttamente o indirettamente; 2) la decisione viene presa dopo una libera discussione a maggioranza. Queste sono le due regole in base alle quali a me pare che si possa parlare di democrazia nel senso minimo e ci si possa mettere facilmente d’accordo per dire dove c’è democrazia e dove democrazia non c’è.
Ecco, è quello che le forze politiche in campo in questo nuovo Parlamento dovrebbero fare senza troppe storie e con buona pace dei mercati.

Massimiliano Capalbo

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