Il Crotone è primo in classifica nel campionato di serie B e la città sembra non avere null’altro su cui riporre le proprie speranze. Già lo scorso febbraio, quando la squadra era ancora seconda in classifica il primo cittadino, Peppino Vallone, si era lasciato andare all’entusiasmo in un’intervista all’Adnkronos: “Quello della Serie A – aveva affermato – è un sogno nel cassetto che sta per uscir fuori, un desiderio condiviso da tutta una città che ha coinvolto l’intera Calabria.
Il sindaco, la cui unica occasione per assurgere agli onori della cronaca la trovò lo scorso anno, quando decise di coprire di cemento l’area archeologica di Capo Colonnna, nell’occasione non riuscì a trattenere l’entusiasmo: “La città sta vivendo questa cavalcata in maniera entusiasmante con una partecipazione che ci sta stupendo sia per i numeri che per la moralità, a dimostrazione che quando ci sono cose positive le reazioni sono in linea con l’entusiasmo che si crea.Non riesco veramente a comprendere cosa abbiano da festeggiare gli abitanti di una città falcidiata quotidianamente dall’inquinamento che la circonda, generato anche con la “collaborazione” degli stessi che adesso promettono di farli sognare, incapace (e in questo ci vuole bravura) di trasformare in valore le incredibili risorse naturalistiche, enogastronomiche e storico-culturali che possiede.
Anche la neo-candidata a sindaco del PD, Rosanna Barbieri, non ha perso tempo per dimostrare di essere in linea con la precedente “gestione” amministrativa e nel corso della presentazione della sua candidatura, avvenuta ieri a Crotone, ha indossato una sciarpa rossoblu. “Domani sarò allo stadio per incitare la squadraha risposto ai giornalisti che la intervistavano e, non paga di ciò, ha aggiunto: “anche la serie A richiede una classe politico-dirigente in grado di accompagnarne e agevolarne la crescita e i processi che attorno ad essa ruotano“. Non so a voi ma, alla luce di quanto subito dalla città in questi ultimi decenni, a me quest’affermazione fa avvertire un brivido lungo la schiena.
Dichiarazioni del genere servono a creare dipendenza e la dipendenza induce la mente ad attaccarsi alle cose. Vogliono farci credere che la nostra felicità, la nostra salute, il nostro successo, il nostro futuro dipendono sempre da qualcuno o qualcos’altro: da un guru, da un’autorità, da un evento. E’ il modo migliore per creare seguaci, adepti, alla ricerca spasmodica di sicurezza, in cambio della quale barattare la propria libertà. “Ma è molto difficile essere liberi, perchè la mente che vuole essere libera è al tempo stessa spaventata dalla libertà” affermava il filosofo indiano Jiddu Krishnamurti. Ammesso che la sicurezza esista e che qualcuno sia in grado di garantircela, visto che la vita è insicura per definizione. Da qui nasce il conflitto della mente, cosa scegliere tra sicurezza e libertà? Siccome la mente vive di passato, è schiava del passato e delle abitudini, quasi sempre, spinta dalla paura che i media utilizzando come un grimaldello, sceglie la sicurezza e si lascia incantare dalle dichiarazioni rassicuranti. Ma poichè la sicurezza non esiste, restiamo puntualmente delusi e ingannati, finendo per perdere la nostra libertà.
Paradossalmente, però, è solo la libertà che può darci maggiori sicurezze e non il contrario. E’ sempre Krishnamurti a metterci in guardia: “Se la mente richiede come prima cosa la libertà, otterrà allora anche la sicurezza; ma se come prima cosa cercate la sicurezza, non avrete mai la libertà e vi procurerete invece varie forme di conflitto, miseria e dolore“. A Crotone ne sanno qualcosa.

Massimiliano Capalbo

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1 commento
  1. Enzo Aggazio
    Enzo Aggazio dice:

    Una iniezione di fiducia in se stessi può anche portare effetti positivi contro la rassegnazione che impera in quella (e nelle nostre) città. Quindi auguri perché no?

    Rispondi

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