bersani-pd2Nel 1971 il sociologo americano Robert K. Merton coniò una teoria conosciuta come “la profezia che si autoavvera”, ispirandosi alla teoria di un altro sociologo americano, William Thomas, passata alla storia come “Teorema di Thomas”, secondo la quale: “se gli uomini definiscono certe situazioni come reali, esse saranno reali nelle loro conseguenze“.
Un esempio di profezia che si autoavvera è il seguente: «Un mercoledì mattina del 1932, Cartwright Millingville va a lavorare. Il suo posto è alla Last National Bank e il suo ufficio è quello di presidente. Egli osserva che gli sportelli delle casse sono particolarmente affollati per essere di mercoledì; tutte quelle persone che fanno dei depositi sono inconsuete in un giorno della settimana che è lontano da quello in cui si riceve lo stipendio. Millingville spera in cuor suo che tutta quella gente non sia stata licenziata e incomincia il suo compito quotidiano di presidente. La Last National Bank è un istituto solido e garantito. Tutti lo sanno, dal presidente della banca agli azionisti, a noi. Ma quelle persone che fanno la coda davanti agli sportelli delle casse non lo sanno; anzi, credono che la banca stia fallendo, e che se essi non ritirano al più presto i loro depositi, non rimarrà loro più nulla; e così fanno la fila, aspettando di ritirare i loro risparmi. Fintanto che l’hanno solo creduto e che non hanno agito in conseguenza, hanno avuto torto, ma dal momento che vi hanno creduto e hanno agito in conseguenza, hanno conosciuto una verità ignota a Cartwright Millingville, agli azionisti, a noi. Essi conoscono quella realtà perché l’hanno provocata. La loro aspettativa, la loro profezia si è avverata; la banca è fallita» (Da Wikipedia)
E’ quello che sta avvenendo al PD guidato dallo stratega Bersani. I suoi elettori sono già in fila allo sportello per ritirare la loro fiducia al partito ma Bersani, assieme a pochi altri dirigenti illuminati come lui, è convinto e spera, alla stregua di Cartwright Millingville, che il suo partito è solido e che non può fallire.
Il guaio è che non si tratta della prima sottovalutazione ma dell’ennesima, in un lasso di tempo assai breve.
Da circa tre mesi, infatti, il Paese è ostaggio di questo signore che è stato incapace, a più riprese, di leggere la realtà e gli avvenimenti che gli accadevano intorno.
La sola nascita del M5S avrebbe dovuto suscitare, in lui e nei dirigenti di quel partito, una riflessione sugli errori(?!) commessi fin qui, ma nulla di tutto ciò è avvenuto, al contrario.
Dall’ostinazione a candidarsi a premier del centro-sinistra (origine della risurrezione di Berlusconi e della chiusura al dialogo da parte del M5S) al rifiuto di dimettersi subito dopo la sconfitta elettorale; dalla velleitaria richiesta di un incarico esplorativo al Presidente della Repubblica al rifiuto di prendere atto dell’impossibilità dell’impresa; dalla scelta di un candidato perdente alla Presidenza della Repubblica (Franco Marini) alla messa da parte dell’unico nome “di sinistra” spendibile (Stefano Rodotà) abilmente sottrattogli dal M5S. Ogni scelta compiuta da quest’uomo è risultata, fin qui, miope e fallimentare.
Se Robert K. Merton fosse ancora vivo potrebbe tranquillamente sostituire, nella storiella prima raccontata, il sig. Cartwright Millingville con Pierluigi Bersani e la Last National Bank con il PD.

Massimiliano Capalbo

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