Mi ha colpito, ultimamente, la resurrezione di Nunzia De Girolamo, ex deputata di Forza Italia, ad opera della trasmissione televisiva “Ballando con le stelle”. La sua trasformazione da cadavere partitico a gioiosa e avvenente ballerina la dice lunga sulla capacità distruttiva e depressiva dei partiti e della partitica italiani sugli uomini e le donne di questo Paese. La trasformazione si nota nello sguardo, nel tono di voce, nella gestualità, addirittura nel modo di reagire alle critiche. Un’altra persona, più bella, più attraente, più sensuale, più umana.
Questo rappresenta solo una conferma di due cose che vado affermando da tempo: 1. i partiti non sono solo luoghi di perdizione etica e degradazione intellettuale ma, a quanto pare, anche fisica. Lo avevano capito molto bene, a loro tempo, Simone Weil e Jean Giono due tra i pensatori che avevano tentato di metterci in guardia da questi serbatoi di depressione e degradazione sociale; 2. quando le persone si immergono nelle (e scelgono di occuparsi delle) loro passioni diventano persone migliori e raggiungono risultati concreti per sé e per gli altri, la vita diventa più piacevole e il mondo gli sorride. L’ho potuto constatare personalmente in questi dieci anni di incontri e racconti di imprese eretiche. Le stesse persone, conosciute prima di attingere alle proprie passioni e dopo sono risultate essere completamente diverse, in positivo ovviamente.
Ecco perché ho sempre considerato e continuo a considerare alla stregua di un insulto l’invito che spesso mi capita di ricevere da persone che mi incontrano: “ma perché non ti candidi tu che sei una persona capace?” Nonostante queste evidenze la gente continua a considerare una candidatura un privilegio o comunque qualcosa da auspicare e vede nei leader partitici dei salvatori della patria, quando invece rappresentano solo dei parafulmine su cui scaricare le frustrazioni e le illusioni delle masse che non vogliono assumersi responsabilità e che cercano continuamente alibi per sfuggirvi. La maggior parte di loro (i partitici) lo sa e accetta di immolarsi in cambio di soldi (certi) e potere (illusorio) unici risarcimenti per una vita destinata ad essere triste e deprimente.

Massimiliano Capalbo

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