Sono accadute un pò di trasformazioni negli ultimi vent’anni, nonostante noi italiani fossimo impegnati a guardarci le punte dei piedi. E’ accaduto che il modo di relazionarsi e di interagire tra le persone è cambiato, grazie all’avvento di Internet, e questo ha generato un nuovo modello di società: siamo diventati una società tribale.
L’aggettivo tribale non vuole avere, in questo caso, un’accezione negativa, non vuole richiamare sentimenti primitivi o descrivere una società che si muove solo sulla base dei propri istinti, ma semplicemente definire un nuovo modo di relazionarsi che avrà, come tutti i fenomeni, risvolti positivi e negativi.
Un tempo la geografia era importante, definiva i confini entro i quali potevamo agire. Oggi che Internet ha abbattuto confini di ogni genere le tribù moderne sono diventate più vaste e numerose. Le persone non si aggregano più sulla base dell’appartenenza ad una comunità geograficamente definita o sulla base di tradizioni e culture comuni ma sempre di più in comunità emozionali che sono tenute insieme non da un contratto sociale ma da passioni ed emozioni condivise. L’individuo sceglie di far parte di esse per provare sensazioni insieme con altri, cioè per essere e non per fare. Questi spazi non sono utilitaristici e non sono regolati da regole rigide, non si possono considerare tali. L’appartenenza ad una tribù è un processo trasversale, tant’è che ciascun soggetto può appartenere a più tribù e ricoprire ruoli diversi in ciascuna di esse. E’ come indossare una maschera diversa per ogni circostanza, all’occorrenza.
Sono tantissime le comunità di individui che si formano intorno ad una passione, un hobby, un’emozione, anche molto bizzarra: dagli amanti della cucina a quelli che organizzano le battaglie medievali, da quelle sportive ai collezionisti, l’elenco è sterminato.
Internet agevola ancora di più il prolificare di queste forme di aggregazione. I social network rappresentano le agorà dove si riuniscono i componenti delle neotribù. Accedere ad essi è meno impegnativo che incontrarsi di persona. E’ una forma di partecipazione meno responsabilizzante e quindi in linea con l’approccio che l’individuo postmoderno ha con queste realtà che risultano essere molto fragili, poichè i membri non si sentono vincolati ad esse (se non per il tempo in cui il leader gode di buona reputazione) e possono decidere in qualsiasi momento di abbandonarle.
Poiché tutti i punti di riferimento (ad es. le ideologie) sono venuti meno e poiché la modernità ha deluso le aspettative, gli uomini sono alla continua ricerca di nuovi legami basati sulla condivisione di passioni, interessi, emozioni, che si trovano sempre più spesso all’interno di queste tribù guidate da leader carismatici.
In realtà, questo, è un fenomeno in atto da tempo ma negli ultimi anni si è accentuato sempre di più e si sta riflettendo anche nell’ambito della politica. L’eccessiva frammentazione partitica a cui stiamo assistendo ultimamente non è nient’altro che un risvolto di questo fenomeno più generale.

Massimiliano Capalbo

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