La tragedia dell’ipocrisia: l’effetto salvifico del mostro

gennaio 18, 2012 in Eretiche riflessioni

Il disastro della nave Concordia è una tragedia, vuoi per coloro che hanno perso la vita, vuoi per coloro che non hanno voluto o saputo assumersi le responsabilità degli eventi.
Non sto parlando del comandante della nave e della sua condotta scellerata. Sto parlando di noi, perché questa è una nostra tragedia intrisa di ipocrisia ma non vogliamo rendercene conto.
La Compagnia
Sicuramente il comandante ha grandissime responsabilità personali e sarà giudicato dagli uomini e dalla storia per la sua condotta. Ciò non toglie che ci fa molto comodo che la colpa ricada solo su una persona, un solo odioso incompetente, pusillanime ed incapace su cui addossare tutti gli strali.
E’ davvero così?
Che le navi da crociera effettuassero una deviazione preordinata per compiere il cosiddetto inchino alle popolazioni isolane è cosa nota. Chissà, magari era la stessa compagnia a suggerirlo ai propri comandanti. In ogni caso, credo sia impossibile che la dirigenza della compagnia armatrice non si fosse mai accorta dello scostamento di rotta che, puntualmente, le loro navi compivano dinnanzi l’isola del Giglio (il tracciato GPS è sicuramente a loro disposizione). Oggi, però, la compagnia dà responsabilità all’errore umano, l’errore del comandante, il mostro.
Il Sindaco
Il Sindaco dell’isola si è dichiarato all’oscuro dell’inchino offerto generosamente dalla nave Concordia. Peccato che è saltata fuori una lettera di ringraziamento al comandante della nave, con cui il Sindaco rappresentava la sua emozione nell’assistere allo spettacolo grandioso di questa immensa città galleggiante che rendeva omaggio alla piccola comunità. Due isole, in fin dei conti, una semovente ed una incastrata dalle rocce nel mezzo del Tirreno.
Mi viene da chiedere al signor Sindaco se oggi è così entusiasta della possibilità di un disastro ambientale dovuto al versamento del carburante nel mare prezioso del parco naturale.
Signor Sindaco, in nome di quale distorta visione del turismo e del futuro della sua isola Lei ha plaudito al passaggio (peraltro stucchevole e ripetitivo) delle navi davanti al suo porto?
Due minuti di celebrità, valgono la morte ambientale e commerciale della sua terra?
Se io fossi stato al Suo posto, avrei diffidato la nave Concordia e tutte le altre simili a passare a largo di diverse miglia. Quello che Lei ha è di un’enorme importanza ambientale e territoriale e non può essere messo a rischio da un “inchino” frettoloso e pericoloso di questi giganti metallici.
Ma evidentemente la pensiamo diversamente.
Certo ora è il momento di fare buon viso a cattivo gioco, di prendersela con il comandante minchione. Spero che domani qualcuno dei suoi concittadini le sappia dire in faccia che la forza di un territorio sta nella visione che i suoi abitanti sanno costruire nel rispetto della sua intangibilità e nel saper creare simbiosi tra uomo e natura. Se il turismo si fa inseguendo le sirene (fossero anche quelle delle navi da crociera), allora stiamo freschi.
La crociera
Il sogno borghese del lusso e della spensieratezza. Queste navi enormi dove il mondo esterno viene lasciato fuori bordo e non ci sono morti, tasse, guerre o carestie. Tutto luccica, tutto è stoffa buona, tutto al modico prezzo che molti pagano a rate. Sogno o illusione che sia, per far sì che la crociera sia un mercato appetibile ad un pubblico sempre più vasto è necessario praticare una politica di prezzi molto al ribasso. Certo non si può risparmiare sulla nave che deve traboccare di lusso e sfarzo. Allora si risparmia sul personale. Decine di inservienti di basso rango vengono raccattati dall’Indonesia e dalle Filippine. Viene data loro una istruzione minima sulla vita di bordo e sulle procedure di sicurezza. Soprattutto, non sanno una parola di italiano.
Ecco che la nostra illusione di vivere una settimana “alla grande” ad un costo accessibile si traduce in un pericolo per la nostra incolumità nel momento del pericolo: il personale straniero a basso costo e basso addestramento non è riuscito a sostenere le procedure d’emergenza, mettendo a rischio la vita di migliaia di passeggeri.
Quante volte, passeggiando per i ponti ben arredati ed i saloni lussuosi ci siamo chiesti quanto guadagnassero queste persone? E quante volte li abbiamo ignorati? E quante volte abbiamo vissuto la nostra vacanza spensierata ed allegra certi che qualcuno stava pensando a noi mentre noi non pensavamo minimamente a quel “qualcuno”?
Ipocrisie
Il naufragio della Concordia è colpa di un uomo. Di un uomo incapace di guardare con sincerità dentro se stesso e mettere a nudo le sue responsabilità, che stanno sempre altrove. Sia condannato il mostro, sia messo alla berlina mediatica, sia crocefisso. Noi saremo salvati dal suo sacrificio e, domani, torneremo a salutare le navi che accostano pericolosamente, a far finta di non sapere che le rotte non vengono rispettate, ad ignorare il filippino alloglotta su una barca piena di gente che parla solo il linguaggio dei soldi, le parole dell’ipocrisia.
Nuccio Cantelmi