Pochi giorni fa il Presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, ha dichiarato in una conferenza stampa che sarebbe ben contento di “massacrare i tre milioni di tossicodipendenti” che vivono nel suo paese, “come Hitler ha massacrato tre milioni di ebrei“. Il programma di sterminio in realtà è già in atto: si calcola che siano già 3500 le persone uccise durante rastrellamenti della polizia o vittime di proprie e vere esecuzioni extragiudiziali.
Il campione mondiale del “politically correct”, il premio Nobel, l’intellettuale raffinato e colto presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, ha subito condannato la pratica delle esecuzioni extragiudiziali in atto nelle Filippine anche se il capo del Pentagono ha affermato che l’alleanza con le Filippine “resta inviolabile”. Qualcuno in Usa ha prontamente accusato Obama di ipocrisia perchè l’esercito statunitense da anni pratica esecuzioni extragiudiziali con i droni per eliminare persone o sgradite ai regimi dittatoriali alleati degli USA o considerate terroriste.
Obama finge dunque di non sapere ma secondo le indiscrezioni di Wikileaks sarebbe il presidente americano stesso il regista delle esecuzioni con droni, terrebbe incontri periodici con i suoi collaboratori per decidere quali persone eliminare. Sempre secondo Wikileaks Hillary Clinton, a sua volta, quando era segretario di stato, avrebbe comunicato i suoi “desiderata” attraverso quelle email la cui diffusione si è cercato in tutti i modi di impedire. Non so quanto siano attendibili le rivelazioni di Wikileaks, è però evidente che l’eliminazione per via extragiudiziale dell’avversario o del nemico o di persone sgradite tende in tutto il mondo a prevalere sulla giustizia dei tribunali.
Quando si elimina il diritto dalla scena delle relazioni internazionali tende a sparire anche all’interno dei singoli stati e, cosa ancor più grave, tende a sparire dalla coscienza collettiva. La celebrazione ossessiva di processi mediatici attraverso le tv e la rete dimostra che una gran parte dell’opinione pubblica occidentale ha eliminato dalla propria coscienza quel Tribunale che ha segnato storicamente la nascita delle civiltà come noi siamo abituati a concepirle.
Si può superare il Tribunale in due modi: 1) attraverso l’evoluzione della coscienza umana che li renda inutili (uomini evoluti trattano e risolvono direttamente i problemi che si creano con gli altri esseri umani); 2) oppure attraveRso un processo inverso di regressione in cui si torna a quel confronto diretto con la forza e la violenza che caratterizza, nella nostra visione, il mondo animale. O evoluzione della coscienza o attrazione della bestialità. E’ un’attrazione che non riguarda solo Duterte o i capi di stato, è una attrazione che riguarda ciascun cittadino.
Nel 1938 Simon Weil fece un lungo viaggio nella Germania nazista, voleva capire come mai la classe operaia più colta d’Europa, quella tedesca, avesse ceduto al nazismo. Alla fine del viaggio concluse: è “l’attrazione del male”. L’attrazione verso la bestialità domina oggi tutti i media occidentali, spesso camuffata da intenzioni di denuncia.
Diceva Jung che l’insistente visione del male espone all’attrazione del male, se ne resta pervasi psichicamente e si finisce per compiacersene e diventarne complici. Invitava a uscire da questo tipo di inquinamento psichico abbandonando, se necessario, anche ambienti frequentati. L’attrazione della bestialità (e la sua compagna, l’attrazione della volgarità) occorre superarla individualmente attraverso il controllo dei propri pensieri e delle proprie emozioni. La salvezza della civiltà passa attraverso l’evoluzione di ogni singolo essere umano.

Giuliano Buselli

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