Intorno al capoluogo di regione, Catanzaro, da qualche tempo sono in atto delle trasformazioni. Mentre la città regredisce, si svuota di contenuti e valore e appare incapace di darsi una prospettiva futura, intorno ad essa sono in corso attività imprenditoriali che possono essere ricondotte a due modelli contrapposti e antitetici: uno che sottrae valore al territorio e un altro che cerca di restituirlo in qualche modo.
Il primo modello è riconducibile ad un’etica imprenditoriale vecchia, costosa e non più sostenibile che vive di finanziamenti pubblici, di connivenze politiche, di favori, di posizioni dominanti. Senza questi “favoritismi” non saprebbe raccogliere la sfida, non riuscirebbe a competere e a stare sul mercato. Ha realizzato e continua a proporre operazioni immobiliari, enclave artificiali avulse dal contesto, costruite nei posti più improbabili, luoghi della massificazione che promettono la casa dei sogni con il tempio al centro che non è più la parrocchia come un tempo ma il centro commerciale, il moderno tempio del consumo.
Queste iniziative hanno ucciso il centro cittadino facilitando (perchè comunque di un tirare a campare si trattava) la chiusura di attività commerciali, cinema e quant’altro contribuiva in qualche modo a dare una parvenza di vita alla città.
Il secondo modello si rifà ad un’etica della responsabilità che vede il territorio come un bene comune da valorizzare e tutelare nell’interesse delle comunità che lo vivono e non esclusivamente del singolo imprenditore. E’ un’imprenditoria giovane che diventa occasione di crescita economica ma anche sociale e culturale, è buon esempio, è buona pratica, è modello di riferimento per altre comunità locali ma anche per altri Paesi Europei. Un’imprenditoria che non ha paura di rischiare in proprio, che non cerca scorciatoie, che non si perde in chiacchiere, che va al sodo. E’ così, nei posti più sperduti dell’entroterra catanzarese, nei comuni della Presila, dove nessuno fino a ieri avrebbe investito un euro, il turismo sostenibile diventa il settore trainante dell’economia locale, in grado di indicare una direzione, un percorso reale e concreto. Le risorse storiche, naturalistiche, agricole, artigiane, culturali diventano il valore sul quale puntare per far rinascere le comunità nel rispetto dei luoghi e delle identità.
Mentre il capoluogo e la costa arrancano, feriti da un’imprenditoria insostenibile, l’entroterra rinasce seguendo un preciso e chiaro percorso di crescita, tracciato da un’imprenditoria giovane e responsabile e dunque eretica.

Massimiliano Capalbo

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1 commento
  1. sofia scerbo
    sofia scerbo dice:

    E allora ben vengano le iniziative dalla periferia e accettiamolo, un buona volta, perchè è così che sarà in futuro. Molti pensano che le vere rivoluzioni avvengano in centro, nelle capitali, nelle grandi città, ma non è così. E non solo in Italia. Un esempio è la rivolta che ha percorso un paio di anni fa tutto il Maghreb…i grandi analisti ed esperti (esistono ancora?) italiani sono caduto dalle nuvole, ma chi seguiva un poco le vicende mondiali avrebbe subito capito che da anni stavano cambiando le cose…e non da Casablanca o da Rabat o dal Cairo, ma dalla estrema periferia, dove i ragazzi e le ragazze finalmente accedevano ad internet, imparavano come ARTIGIANI ad usare la rete, imparavano l'inglese sfruttando i corsi on line, leggevano le notizie dall'Europa e, soprattutto, si collegavano tra loro…si associavano, si incontravano. Così si è formata la rivolta. Dalla estrema periferia…figli di tessitrici di tappeti, di pescatori, di pastori, figli di donne che si sono associate anche loro per fare imprenditoria, per valorizzare i loro manufatti. Giovani che hanno capito che il FMI e la Banca Mondiale li stava consumando e, non appena la morsa di queste organizzazioni si è allentata, è scoppiata la voglia di cambiare. E perchè da noi dovrebbe essere diverso? Ciò che accade nell'immobile Catanzaro ne è un'esempio. E allora, ben vengano le iniziative dei piccoli paesi o della periferia, la vera linfa vitale che potrebbe permettere il risveglio della città!

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