Tra due giorni si vota, finalmente, ma prima ancora che per mandare al Parlamento europeo dei rappresentanti politici per scegliere tra due italie che qualche sera fa sono state ben rappresentate, nel corso di un’intervista che passerà alla storia, da Beppe Grillo e Bruno Vespa. Mentre gli altri Paesi europei non brillano per creatività e innovazione e relegano il voto di protesta ai soliti partiti estremisti di destra, l’Italia ancora una volta spariglia le carte e si presenta con un movimento che sfugge a qualsiasi classificazione.
Grillo: “L’unica rivoluzione nostra non è stravolgere il mondo, non ce la faremo, l’unica cosa è inserire nei posti giusti una persona onesta. Abbiamo bisogno di onesti…
Vespa: “Il problema è per far che?
Grillo: “Per non rubare più!
In questo scambio di battute sono sintetizzate le due anime dell’Italia di oggi, i due blocchi contrapposti che plausibilmente dovrebbero venir fuori dalle urne il 25 maggio, dopo essersi spartiti le spoglie del moribondo Caimano. Da un lato un’Italia pragmaticamente furba, che non si ispira più ad alcun valore o ideale che non sia il denaro e che ha come unico obiettivo quello di autorigenerarsi fagocitando ciò che trova intorno. Dall’altro un’Italia se vogliamo ingenua, sognatrice, giovane (anche nel pensiero), impreparata (come tutti i giovani), che vuole provare a progettare un futuro.
Nella faccia stupita di Grillo, alla domanda di Vespa, è sintetizzato il candore e l’ingenuità di questa nuova Italia emergente, e nella risposta l’intento di fermare lo sperpero di denaro ma anche di futuro. E di fronte ai bei propositi parte il tentativo di disillusione: “ma tu pensi di far progredire il Paese con la decrescita felice? Ma cosa sono queste battaglie contro gli inceneritori, in Europa li costruiscono tutti, sono tutti cretini?” Della serie: cosa credi di riuscire a fare povero illuso? Quelle stesse domande che i nostri giovani si sentono porre quotidianamente quando provano ad osare, da chi non vuole che le cose cambino, per scoraggiarli e farli desistere dall’impresa e conservare le sacche di privilegio acquisite.
La relazione (perchè la comunicazione è anche relazione e non solo contenuto) che Vespa e Grillo hanno interpretato nel corso dell’intervista è stata una relazione adulto-ragazzo. La classica relazione tra l’inaridito/disilluso e il passionale/sognatore che si riproduce nelle piazze delle nostre città quando si scontrano due generazioni. Il primo, dall’alto dei suoi privilegi, appartiene al partito trasversale che ha ucciso e continua ad uccidere la speranza in questo Paese; il secondo, prevalentemente precario, a quello che la vuole riaccendere, che non la vuole veder morire.
Sono queste le due italie che andranno al voto domenica, un voto che non sarà europeo ma totalmente italiano (soprattutto se l’affluenza sarà alta), perchè agli italiani da due anni non è consentito, da un monarca partigiano che ha fatto della realpolitik il suo faro, di potersi esprimere democraticamente attraverso il voto. E quel voto verrà espresso finalmente domenica, per vie traverse. In Europa non ci capiranno, ancora una volta, ma ormai ci hanno fatto l’abitudine.
Nel frattempo, però, qualcosa è cambiato. Dei tre soggetti politici emersi alle ultime consultazioni politiche (PD, PDL e M5S) ne resteranno solo due: PD e M5S. Il primo resisterà, in gran parte grazie all’emorragia di voti proveniente da Forza Italia che vede in Renzi il più plausibile e degno erede di Berlusconi, voti che andranno a compensare, in parte, quelli in fuga verso Tsipras. Il M5S crescerà ulteriormente, pescando prevalentemente tra gli astenuti e gli indecisi, ma non avrà una forza tale per determinare grandi sconquassi istituzionali anche perchè con il semestre europeo alle porte, guidato dall’Italia, sarà difficile tenere consultazioni elettorali a breve termine.
Questo non significa che il M5S non potrà nulla, potrà molto, ha già vinto molte battaglie. In realtà tutti i provvedimenti presi (e in cantiere) dal governo Renzi sono sempre andati nella direzione di arginare lo tsunami a cinque stelle. E’ il M5S che detta l’agenda, nonostante non sia al governo, le possibilità di manovra di Renzi saranno sempre più ridotte.
Avremo di fronte un periodo di forte instabilità, politica ed economica, non solo in Italia ma anche in Europa, altro che ripresa. Quella che viviamo in queste settimane è la quiete prima della tempesta. Le due forze si contrapporranno in tutto e per tutto fino alle prossime elezioni o fino a che qualcosa, un evento, un provvedimento, uno scandalo, non farà precipitare la situazione. Nell’orbita del PD entreranno tutti gli altri partitini che dalle consultazioni elettorali usciranno con le ossa rotte e consolideranno il blocco conservatore (Forza Italia compresa). Dall’altra parte, solo contro tutti, il M5S, il nuovo progressismo. Il bipolarismo, tanto evocato negli ultimi vent’anni, finalmente sarà realtà e, ironia della sorte, proprio quando avremo chiaro finalmente se stare da una parte o dall’altra andremo alle consultazioni con una legge elettorale proporzionale.

Massimiliano Capalbo

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  1. […] nel Paese. Alla luce dei risultati odierni lo scambio di battute tra Grillo e Vespa, sottolineato in un altro intervento, assume contorni più chiari. Quel “Per non rubare più!” dato in risposta alla domanda […]

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