Ci sono due politici in Italia di cui nessuno si ricorderà più al termine dell’attuale fase di transizione, anche perchè non hanno lasciato alcun segno del loro passaggio nella storia della nazione. Sono Gianfranco Fini e Massimo D’Alema, due eterne promesse della politica, mai mantenute. Tanto bravi nell’eloquio quanto inefficaci e incapaci nell’azione.
Se avessero fatto i commentatori politici, alla stregua di quelli sportivi, avrebbero avuto un grande successo, perchè la cosa che gli è sempre riuscita meglio è stata chiosare quello che gli altri avevano da dire. In questo sono sempre stati imbattibili. D’altronde è la cosa che sanno fare meglio di tutti quelli che non sanno agire: criticare quello che gli altri fanno, giusto o sbagliato che sia.
Rispettivamente massimi rappresentanti della destra e della sinistra italiana non sono mai stati in grado di trascinare le folle, non sono mai stati a capo di alcuna coalizione di Governo che fosse stata eletta da qualcuno (quando lo fu D’Alema, per brevissimo tempo, fu il frutto di un “complotto” per eliminare Prodi). Eterni secondi, eterni impresentabili, hanno sempre avuto bisogno di “nascondersi” dietro qualcun altro, Berlusconi il primo, Prodi il secondo.
Nessuna importante e meritoria legge porta le loro firme (quella che Fini condivide con Bossi sull’immigrazione “non è considerabile una legge specifica e completa sul diritto di asilo, in quanto si limita a modificare taluni aspetti della Legge Martelli” da Wikipedia), nessun discorso che resterà nella storia, nessuna battaglia per la conquista di un diritto o di chissa chè, nessuna impresa personale, nel bene e nel male, finanche nessuna ruberia.
Insomma i due politici di professione più insignificanti della storia della Repubblica.

Massimiliano Capalbo

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1 commento
  1. Gualtiero
    Gualtiero dice:

    Sono stati i commissari liquidatori dei rispettivi partiti di origine. Punto (lo dice Costanzo Preve, filosofo, autore di molti libri sulla storia del marxismo, della sinistra italiana, teorico -dopo decenni di militanza filosofica marxista-del comunitarismo).
    Su questo io son d'accordo con Preve (e anche con te, più o meno).

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