Le nostre esistenze sono ricche di eventi più o meno significativi ma siamo noi a dare ordine, importanza e significato a ciò che ci accade quotidianamente. Per poter agire coscientemente e fare le giuste scelte abbiamo bisogno di conoscere la verità, su noi stessi, sul mondo che ci circonda, sugli altri. La prima delle due considerazioni appena esposte si verifica comunque, la seconda invece (che ha il potere di dare un senso e un significato vero e originale al nostro agire) quasi mai.
La verità, infatti, viene costantemente nascosta, offuscata, distorta, trasformata. Quella che ci viene raccontata e inculcata sin dalla nascita, infatti, non è la verità ma un surrogato, una realtà virtuale. Riceviamo dalla famiglia, dalla scuola, dalle istituzioni, dagli amici le “istruzioni” per vivere. Ci viene caldamente consigliato di restare nell’ambito della normalità e seguire quello che “la maggior parte delle persone” fanno. Diplomarsi, laurearsi, sposarsi, comprare casa e auto, andare in vacanza una volta l’anno, al cinema o al ristorante il sabato sera e così via.. Perché?
In primo luogo per farci sentire normali, soprattutto se queste scelte sono condivise. In secondo luogo perché quello che ci viene raccontato è solamente un archetipo della realtà, un’immagine, che non corrisponde a verità, un’idea di realtà propagandata soprattutto dai media. Tutti dobbiamo ambire ad avere una bella moglie o un bel marito, una normale famiglia con figli modello, una bella casa, una bella auto, un buon lavoro, un bello stipendio, un bel conto in banca… per continuare ad essere considerati normali e integrati. E se qualcosa non va per il verso giusto? Allora devi cominciare a preoccuparti, perché vuol dire che stai per fallire, che stai perdendo di vista quell’unico obiettivo possibile in una società fondata sui desideri di massa. Benvenuto nel regno dei frustrati. Siamo in tanti, non disperare, a tal punto che anche noi ambiamo ad essere considerati la normalità.
Ma l’esistenza di ciascuno di noi è unica e irripetibile, oltre che imprevedibile. Perché dunque standardizzarla? Perché inseguire obiettivi pianificati da altri? Perché illudersi di poter e dover raggiungere a tutti i costi quel propagandato equilibrio? Se il nostro stesso organismo per vivere ha bisogno di mantenersi sempre in uno stato lontano dall’equilibrio (un organismo in equilibrio, infatti, è un organismo morto) perché la nostra vita deve tendere all’equilibrio e non deve subire scossoni, turbamenti, cambiamenti, oscillazioni?
Perché abbiamo paura di soffrire e facciamo di tutto per proteggerci dalle sofferenze. Allacciamo le cinture di sicurezza, installiamo antifurti, insegniamo ai nostri figli a dire di no, seguiamo corsi di difesa personale, stipuliamo assicurazioni, preghiamo i nostri santi.
Il futuro è incertezza e questa incertezza è al centro della creatività, unico stimolo al cambiamento. Tra i sogni e i progetti che teniamo nascosti nei vari cassetti alcuni non si realizzeranno mai. Non c’è esistenza, infatti, che non proceda incontrando ostacoli, problemi e difficoltà, incidenti, sofferenze. Le famiglie si separano, i figli si drogano o delinquono, le persone si ammalano, le imprese falliscono, gli incidenti accadono, le ingiustizie si perpetrano. E’ questa la vera normalità, il resto sono soltanto ipocrite illusioni sparse per convincerci che le nostre esistenze non sono significative, paralizzarci e farci raggiungere quell’equilibrio fatale.

Massimiliano Capalbo

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