Non sono mai riuscito a scrivere di sanità su questo blog. Dal 2010 ad oggi mi sono occupato di tanti argomenti ma mai di sanità. La ragione? Mi mancavano le informazioni. E siccome sono abituato a scrivere solo di ciò di cui ho conoscenza, ho sempre evitato, con non poca frustrazione visto che è da almeno dieci anni che si parla della sanità in Calabria come del problema dei problemi, nell’indifferenza più totale di tutti. Anche perché la sanità ci interessa solo quando ci ammaliamo e in tempo di virus l’interesse è improvvisamente aumentato.
I principali media regionali parlano, pettegolano, alludono, lasciano intendere, dicono e non dicono, il necessario per alzare polveroni, per dare l’impressione di stare ad occuparsene, per fare audience, per farlo prima degli altri, per fare sensazionalismo, certamente non per fare informazione. Non con l’obiettivo finale di dialogare con un pubblico e di farlo crescere dal punto di vista sociale, culturale ed economico ma con l’intento di colpire quella parte partitica, di cedere alle pressioni di qualcuno, di confermare uno stereotipo, di entrare nelle grazie di qualcun altro, di dimostrare ai concorrenti di essere più bravi, di mettere al centro della scena il conduttore e così via. Nulla che abbia a che fare col giornalismo.
Poi, a gennaio di quest’anno, mi sono imbattuto per caso, navigando sul Web, nel libro “Calabria malata, sanità l’altra ‘ndrangheta”, scritto dall’ex Commissario ad acta del governo alla sanità in Calabria, Massimo Scura, e dopo averlo letto ho capito molto, tanto. Soprattutto che la narrazione fatta dai media era falsa e manipolata.
Un libro, uscito da oltre un anno e mezzo, che racconta i tre anni che Scura ha trascorso in Calabria in qualità di commissario, riportando nomi, cifre, dati, atteggiamenti, atti, dichiarazioni, lettere, notizie e che, prima che in libreria, sarebbe dovuto finire sul tavolo di un magistrato. Invece è passato completamente inosservato. Nessuno in questo anno e mezzo ha ritenuto importante leggerlo per comprendere. Perché non serviva. In queste ultime settimane, invece, da quando ho acceso i riflettori su questo libro si sono messi in moto un pò tutti. Perché? Perché adesso fa audience, adesso è utile per colpire qualcuno, per far vedere che hanno trovato il marcio, adesso serve. Questo è l’esempio più eclatante che dimostra come funziona il sistema dell’informazione (?) in Italia. Si tratta di una case history che andrebbe studiata nei corsi di giornalismo.
Quando ho creato Ereticamente l’ho fatto con l’intento di fornire delle nuove chiavi di lettura rispetto all’emergere di fenomeni sociali ed economici che rischiavano di essere archiviati semplicemente come bizzarri o non convenzionali. Nel tempo ho sempre avvertito la necessità di creare qualcosa di più dinamico, più in linea con la comunicazione visiva che occupa sempre più spazio nella nostra vita. Leggere un testo e comprenderlo non è più prerogativa di tanti, come un tempo. In molti leggono ma non comprendono o comprendono solo ciò che sta in superficie. Oggi i media sono strutturati per sollecitare un’intelligenza più primitiva, quella visiva, che è fatta di immagini e questo sta abbassando il livello della comprensione più profonda. Con Eretica TV proverò a mescolare queste due componenti per fare informAzione, un’informazione in grado di generare azioni virtuose e non semplici reazioni. Se la notizia non viene compresa, elaborata e non genera una proposta diventa protesta fine a se stessa oppure passa inosservata. Il mondo è fatto di problemi. O le persone che lo vivono sono capaci di trasformare questi problemi in opportunità oppure saranno i problemi a trasformare le persone in opportunità per continuare ad esistere.
Eretica TV sarà una tv ad evento, andrà in onda solo quando ci sarà un argomento di interesse generale di cui parlare in maniera seria e approfondita. L’esatto contrario delle tv tradizionali che, per riempire di contenuti spazi infiniti, sono obbligati ad inserire di tutto a discapito della qualità. Non andrà in onda a cadenza fissa ma ad un orario fisso, le 21.00, in concorrenza con i principali programmi televisivi tradizionali. La trasmissione non avrà una durata fissa, dipenderà dall’argomento e dalla disponibilità e dall’interesse di chi vi prenderà parte. Per il resto mi piace lasciare che sia la sua entropia a determinarne il futuro e l’evoluzione.
Mercoledì 18 novembre, alle 21.00, il primo dialogo con il dott. Scura non per fare audience (Eretica Tv non ha sponsor, la paga il sottoscritto), non per attaccare qualcuno (non ho nemici se non la menzogna), non per sostituirsi a qualcos’altro (semmai a integrazione), non per confermare una tesi precostituita (capirò assieme a voi), ma semmai per approfondire, per far riflettere, per aprire un dialogo, un confronto con il pubblico sui temi che hanno a che fare con la qualità della nostra vita. La diretta streaming si terrà in contemporanea su più canali: il gruppo Fb di Ereticamente, la pagina Fb di In media stat virus e la pagina Youtube di Ereticamente. Chiunque potrà porre delle domande al dott. Scura, attraverso la chat, nei limiti del tempo a disposizione.
Mi piacerebbe che, in un periodo di lockdown come questo, Eretica TV fosse un’occasione per prepararsi alla ripartenza, un’occasione di riflessione per raccogliere le energie, l’entusiasmo, le idee e, una volta terminata l’emergenza, riversarle nello spazio della nostra quotidianità per ripartire migliori di prima.

Massimiliano Capalbo

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