Leggo, nella pagina FB di Pasquale Miano, uno studente universitario di Salerno (conosciuto in una delle mie ultime conferenze) la seguente storiella e rimango positivamente ed estremamente colpito perchè è paradigmatica e ci fa comprendere, per contrasto, alla luce di ciò che accade ogni giorno, a quale livello di incapacità di relazionarci siamo giunti nella nostra società e perchè.

Driiin *suonano alla porta*
Mi affaccio pensando fosse il corriere e mi ritrovo due ragazzi che si qualificano come testimoni di Geova, dicendo che avevano un messaggio (rivista) da consegnarmi.
Gli anticipo il titolo della rivista “Gesù: storia o mito?” e loro rimangono senza parole.
Mi sembra brutto non ascoltarli poiché non sono il tipo da fermarmi al pregiudizio ed ascolto quello che hanno da dirmi.
Mi fanno vedere un breve video, dove abilmente viene descritto il mondo attuale, dove la gente non crede e viene mostrato il mondo che potrebbe esserci se la gente iniziasse a credere: pace nel mondo, tutti professionisti laureati … ! (magari).
Da qui inizia il degrado. Uno dei due inizia a farmi la domanda: “Ma secondo te Internet da chi è stato creato?”, io prontamente cito i progetti militari e universitari fatti all’epoca, loro non possono far nient’altro che constatare.
“Okay e allora cosa sai dirmi di questo tablet? Non è una tecnologia umana..”, prontamente ho risposto che i dispositivi touch sono nati per scopi scientifici (vedi NASA) e successivamente implementati nel consumo… ancora ammutoliti.
Non sapevano più a cosa appigliarsi ed iniziano a parlare dell’economia (io con il sorriso li ascoltavo) … “Il mondo è governato dalle banche, guarda come ci hanno indebitato a dismisura …”.
Io: “siete un po’ sfortunati stamattina… studio Economia..”, il panico nei loro occhi … gli spiego che sono le decisioni prese dai governi a creare debito non tanto le banche e gli spiego anche da cosa indicativamente è formato il debito (BTP, BOT, CTZ…).
Insomma, alla fine, se ne sono andati con più dubbi loro.

Questa storia dimostra la nostra inadeguatezza a vivere l’era presente, la maggior parte di noi è come quei due ragazzi in balia di ciò che si dice, delle false credenze che circolano nel nostro quotidiano. Due ragazzi che, nonostante brancolino nel buio come tanti, vanno in giro a cercare di convincere gli altri di essere i depositari della verità. Noto una grande similitudine con tanti altri personaggi che occupano le tv, i giornali e il Web e anche i nostri pensieri.
Nelle nostre società la confusione regna sovrana, c’è addirittura chi lavora per creare confusione, proprio questa mattina un’indagine dell’Agi (Agenzia Italia) ci ha dimostrato come esistano dei siti creati appositamente per diffondere false notizie in Rete, creare diffidenza, allarmismo, semplicemente manipolando la realtà. Non che le testate giornalistiche vere si comportino diversamente, intendiamoci, contribuiscono in buona parte anche loro a rendere il nostro mondo meno vero.
In questo caos comunicativo, prima che materiale, il post di Pasquale Miano rappresenta per me un faro nella notte. La sua sicurezza, la sua disponibilità a confrontarsi mi ha trasmesso la sua voglia di vivere, di affrontare l’ignoto e anche il già noto (mettendo da parte i pregiudizi), l’apertura al mondo e agli altri, perchè chi sa non ha paura. La paura è figlia dell’ignoranza e la maggior parte di noi è ignorante e dunque diffidente. Diffida prima di se stesso e, di conseguenza, anche degli altri. Quell’ignoranza che non è data dal non essere andati a scuola o dal non aver accumulato conoscenze (dal non avere il pezzo di carta in tasca), ma che è prima di tutto assenza di curiosità, di gioia di vivere, di voglia di sapere come funziona il mondo, di rischiare. La nostra società è ignorante innanzitutto perché ignora l’altro e quanto ha (o avrebbe) da insegnarci. La depressione che aleggia nelle nostre società nasce da questo. I governi, il lavoro, la scuola e gli altri sono tutti alibi, parafulmini, che servono per giustificare la nostra incapacità di vivere, la nostra inadeguatezza. Questo post per me, oggi, ha rappresentato una boccata d’ossigeno anche in un luogo come Facebook, dove l’anidride carbonica ha raggiunto ormai livelli di guardia, e dunque sento di dover ringraziare Pasquale per avermela fatta respirare per qualche secondo.

Massimiliano Capalbo

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