Beppe Grillo è stanco e lo comprendo. La strada istituzionale che ha pensato fosse l’unica percorribile si sta rivelando impercorribile, non perchè teoricamente non lo sia ma perchè da un lato la casta si è chiusa a riccio ed è coalizzata per impedire che qualsiasi genere di cambiamento avvenga mentre, dall’altro, stiamo registrando la fine delle istituzioni.
Non scriviamo più di politica, qui su Ereticamente, dal 16 aprile di quest’anno perchè da quel giorno la politica in Italia è scomparsa e la democrazia funziona ormai in modalità provvisoria. Da quando la candidatura di Stefano Rodotà a Presidente della Repubblica è stata affondata, da un PD prigioniero del PDL, e la rielezione di Napolitano ha consentito la continuazione del commissariamento della democrazia in Italia, avviato con Monti e proseguito con Letta, non aveva più senso parlarne perchè della politica non è rimasta più traccia. Il dibattito è diventato virtuale come le notizie che vengono diffuse dai media.
Il Parlamento è stato esautorato dal suo ruolo e l’opposizione (il M5S) è stata messa ai margini (nonostante rappresenti 9 milioni di italiani) dall’alleanza media-partiti. Fine delle trasmissioni.
La via istituzionale non è più una strada percorribile. Le istituzioni, così come le abbiamo conosciute fin qui, non hanno più ragione di esistere, vanno ridefinite. Sono lente, farraginose, inadeguate, superate, rappresentano un ostacolo più che uno stimolo alla crescita del Paese. Allo stesso tempo, sono state maltrattate, dilatate, utilizzate per fini privati, disprezzate, contese, violentate sotto l’occhio accondiscendente di chi invece avrebbe dovuto tutelarle. Abbiamo creduto anche noi per un pò, sulla scia del risultato elettorale, che il M5S avrebbe potuto cambiare con un voto le cose, ma la realtà ci sta dimostrando che non è così, che gli strumenti da utilizzare non sono più questi. Il mondo è cambiato.
E’ come quando due bambini litigano per giocare con lo stesso giocattolo, considerandolo come l’unico in grado di soddisfare il loro desiderio. L’unico modo per uscire dalla diatriba è concentrare l’attenzione su un altro giocattolo, lasciando perdere quello considerato più figo e oggetto dell’attenzione spasmodica del contendente, e caricarlo di valore al punto tale da renderlo più desiderabile del precedente. Grillo aveva adottato questa strategia quando scelse di non andare in tv (snobbandola) ma che poi, invece, ha abbandonato una volta che il M5S è entrato nelle istituzioni, lasciandosi imprigionare dalla macchina infernale che ormai sono diventate.
Basta perdere tempo nelle commissioni, i ragazzi del M5S non ce la fanno più a fare le nottate per scrivere un emendamento che sarà poi bocciato il giorno dopo. Si stanno rendendo conto che entrare nel meccanismo non serve a modificarlo ma a rimanerne prigionieri ed a perdere tutto l’entusiasmo e le energie di cui erano portatori. Bisogna percorrere un’altra strada che noi di Ereticamente, nel nostro piccolo, abbiamo già cominciato a percorrere da tempo e che abbiamo tutta l’intenzione di trasformare in un modello per altri territori.
Non sarà il Parlamento e la farraginosa macchina burocratica delle istituzioni a cambiare l’Italia, anzi questi sono una delle cause principali della sua crisi. Gli unici che possono farlo sono gli italiani di buona volontà, quelli appassionati, competenti e generosi che nella vita di tutti i giorni, partendo dal proprio quartiere, agiscono trasformando la realtà. Se fino ad oggi gli italiani hanno pensato a sottrarre valore dai beni comuni per arricchirsi a discapito della collettività adesso, se vogliono rinascere, devono percorrere la strada inversa e cominciare a restituire qualcosa.
L’Italia riparte se gli italiani si fanno essi stessi istituzioni, e una volta trasformati se stessi potranno trasformare le istituzioni che sono sempre state a loro immagine e somiglianza. Se cominciano a rimboccarsi le maniche e a ricostruire il Paese raccogliendo le macerie pezzo per pezzo. Non c’è altra strada.
Nel corso del 3° Raduno delle Imprese Eretiche, che si terrà in autunno, presenteremo un piano e un metodo per uscire dalla crisi politica, sociale, istituzionale nella quale siamo impantanati da tempo. Cominceremo come sempre dalla Calabria e per la prima volta, forse, questa regione esprimerà un’idea innovativa che potrà tornare utile anche per il resto del Paese.

Massimiliano Capalbo

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  1. […] e non fossero avvinti da alcun legame, nè da alcun timore.” Forse occorre farci istituzioni, come scrivo da qualche anno, diventare ciascuno di noi istituzione, compiere quell’operazione di mediazione tra gli […]

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