Il 19 ottobre scorso la Giunta regionale calabrese ha approvato la graduatoria definitiva dei Pisl: Progetti Integrati di Sviluppo Locale. In questi giorni l’assessore Mancini ha firmato gli accordi di programmazione negoziata con gli amministrazioni dei comuni capofila. Le operazioni ammesse a finanziamento raggiungono un totale di 350 milioni di euro. L’ultimo sperpero di risorse comunitarie, in Calabria, si sta per compiere.
L’ultimo perchè, per fortuna, non ce ne saranno più. Si tratta, infatti, dell’ultimo atto di un modello di finanziamento che ha dimostrato non solo di essere fallimentare e improduttivo ma di generare a sua volta povertà, disoccupazione e ignavia nei territori in cui è stato attuato. La crisi economica che stiamo attraversando non consente più di riproporre scenari fallimentari, la ricreazione è finita, le risorse pure.
I politici continuano a raccontarla come una grande opportunità, si trattarebbe di capire per chi, visto che i fiumi di denaro che sono arrivati fino ad oggi in Calabria non hanno prodotto assolutamente nulla.
I PISL sono interventi economici che riguardano vari settori: dalla mobilità alla qualità della vita, dai sistemi produttivi a quelli turistici. Ma se andate a leggere le graduatorie dei progetti finanziati vi rendete conto che si tratta per lo più di interventi incapaci di generare valore e sviluppo. Per due ragioni fondamentali: 1) l’assenza di un tessuto e di una mentalità imprenditoriale in grado di gestire e far funzionare e rendere economicamente produttivi gli interventi; 2) la tipologia di interventi, per lo più ristrutturazioni di fabbricati e di aree pubbliche che, come è già avvenuto in passato, una volta realizzati diverranno oggetto di vandalismo, incuria e abbandono a causa della scarsa educazione civica dei beneficiari.
E’ un film già visto, che si ripete, perchè nessuno ha finora creato le condizioni perchè questi finanziamenti possano trasformarsi in semi in grado di generare frutti. E’ un pò come verniciare una casa senza averla prima intonacata. Andrebbero piuttosto ribattezzati “Progetti Inutili di Sviluppo Latente”, perchè incapaci di generare gli effetti che si prefiggono.
Prima di qualsiasi intervento finanziario occorre: 1) avviare un piano di formazione della coscienza imprenditoriale, rivolto soprattutto ai giovani; 2) distinguere tra prenditori e imprenditori, penalizzando i primi e agevolando i secondi. E’ un miraggio, certo, perchè i nostri politici sono finanziamento-dipendenti e privi di idee e progettualità. Ogni iniziativa presentata in questa regione, infatti, si avvale del finanziamento di turno; ogni progetto è sempre conseguenza dello stanziamento di fondi (ci sono i soldi e quindi vanno spesi) e mai il contrario (lo stanziamento viene fatto perchè c’è un’idea che ha generato delle linee guida); ogni conferenza stampa che tengono ha lo scopo di raccontare come spenderanno i soldi del finanziamento di turno, senza queste coperture finanziarie non saprebbero di cosa parlare, non potrebbero esprimere alcuna progettualità, perchè incapaci di far sedere intorno ad un tavolo imprenditori veri, sindaci, banche, sindacati per disegnare un’altra Calabria.

Massimiliano Capalbo

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