Non so se ridere o piangere. Il momento tanto atteso è arrivato, la fine del ventennio Berlusconiano è stata annunciata e chi dovrebbe rappresentare l’alternativa cosa fa? Fugge, se la sta facendo sotto. L’abbiamo definita in tutti i modi la politica italiana: ladra, ridicola, indecente, squallida, ma vigliacca ancora no.
Qualcuno mi può spiegare perchè adesso si dovrebbe creare un governo tecnico? Forse perchè i politici (destra, centro e sinistra) sono incapaci di tirarci fuori da questa situazione nella quale ci hanno fatti precipitare? E se non se la sentono perchè, passata la tempesta, dovremmo poi votarli? Qualcuno mi spiega che ci stanno a fare in Parlamento?
E’ come se domani mattina mi accorgessi di avere un guasto serio all’automobile e, rivolgendomi presso la concessionaria dove l’ho acquistata, mi dicessero di portarla direttamente alla casa madre per farla sistemare perchè loro sono in grado di riparare solo guasti semplici. Ma stiamo scherzando?
Questo atteggiamento, dell’opposizione tutta, evidenzia, in maniera inconfutabile, le vere ragioni della grave crisi di credibilità nella quale il nostro Paese è piombato, la mancanza di un’alternativa che fino ad oggi, fino a quando i mercati non ci hanno messi all’angolo e costretti ad uscire allo scoperto, è stata la vera assicurazione sulla vita del governo Berlusconi. Un governo tenuto in piedi dalle stampelle dalle opposizioni, incapaci di rappresentare un’alternativa credibile, di proporre un programma credibile, di darci un motivo credibile per votarle e disposte ad andare al governo solo quando la situazione sarà stata risanata, così potranno tranquillamente continuare a scaldare la poltrona e gli animi dei propri elettori con delle belle arringhe televisive o di piazza a spese dei contribuenti si intende.

Massimiliano Capalbo

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3 commenti
  1. marco bertelli
    marco bertelli dice:

    Il "governo tecnico" in Italia non è una novità. Serve a traghettare una nazione, la nostra, da un fallimento di un esecutivo, alle elezioni prossime venture. E', in realtà, considerato una specie di sturalavandini, un "mastro lindo" che era rimasto nel mobiletto dei prodotti chimici nel ripostiglio, e che si usa in caso di necessità estrema. Certo che il lavoro del "governo tecnico", di solito, è molto utile, perchè altro non fa che riparare danni provocati da altri. In questo caso da politici di professione, che, non si sa perchè, quando debbono svolgere il vero loro lavoro, sono costretti a lasciare il posto al "mastro lindo" di turno, per l'appunto. Sarebbe plausibile chiedersi come mai in Italia non sia mai in carica un governo tecnico eletto dal popolo, dato che si dimostra sempre più efficace di quello dei politici "da lista elettorale".
    Il motivo, secondo me, è presto detto: chi ci va pià poi da Vespa, da Floris e da Santoro? E Crozza, Guzzanti (figlio), e tutti gli altri aggregati al gruppone del Caravanserraglio mediatico?
    Infondo noi elettori andiamo alle urne ed esigiamo che ci venga dato ciò che, giustamente, ci viene promesso: uno show.
    A parte gli scherzi, direi che Massimiliano ha centrato il punto.
    La scena politica attuale è dominata a 360° dalla vigliaccheria, non si sa se dolosa o colposa, ma che comunque è un chiaro segno della scollatura molto ampia tra i politici e gli elettori.

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  2. Nuccio Cantelmi
    Nuccio Cantelmi dice:

    Siamo un paese vigliacco, fatto di gente vigliacca.
    Son vigliacchi i giovani che si nascondono dietro i luoghi comuni.
    Son vigliacche le donne che dovrebbero prendere in mano la gestione della cosa pubblica.
    Son vigliacchi gli imprenditori che non sanno rischiare e campano di soldi pubblici.
    Son vigliacchi gli amministratori pubblici che pensano solo a conservare il culo sulla poltrona.
    Son vigliacco io che parlo, parlo, parlo…..

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  3. marco bertelli
    marco bertelli dice:

    Se da un lato diffondere la vigliaccheria come "valore comune condiviso", a qualcuno indubbiamente giova, dall'altro credo che accorgersi della vigliaccheria che ci circonda può essere di giovamento per tutti. A patto che si voglia davvero uscire da questa situazione. Altrimenti è sempre il solito lamentarsi.

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