“Populismo”, parola che tanti usano senza alcuna obiettività storica. PCI e DC, infatti, non erano anche essi partiti populisti? Non si rivolgevano anche loro in campagna elettorale alla cosiddetta “pancia” della gente? Se si va a riguardare alcuni manifesti elettorali di quell’epoca, si dovrebbe smettere di dar del “populista” a destra e a manca.
Questo termine viene caricato di un significato dispregiativo come se indicasse una certa grossolanità o volgarità di alcune formazioni politiche intente a speculare sugli appetiti materiali degli elettori. Come se esistessero oggi formazioni politiche che coltivano ideali. Come se i partiti al governo in Italia, in Francia, in Germania, in USA… non usassero “mangiare”. Per caso le élites al potere in Europa e in USA hanno appetiti meno ingordi? Per caso le banche e le imprese che li sostengono non divorano beni pubblici e soldi pubblici?
Ecco invece che quando si parla delle élites si dice che hanno degli “interessi” da difendere. “Interessi”, sembra una parola più raffinata di “pancia”. Falso: il loro appetito è materiale, vogliono riempirsi di denaro e di beni materiali, sono ingordi più delle masse popolari e, se si vaglia il loro comportamento, sono spesso anche più volgari.
A me, ad esempio, è rimasta impressa una descrizione della Clinton trovata in un sito americano: quando ha saputo della morte di Gheddafi era in diretta televisiva, si è voltata verso il suo staff, ha applaudito ed è scoppiata in una fragorosa risata dicendo: siamo venuti, abbiamo visto, lui è morto. Che c’è di più volgare?
Questa è la probabile futura presidente USA, democratica o populista?

Giuliano Buselli

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