Quando ho ricevuto l’invito via mail da parte di Francesco Scarlato per partecipare ad un convegno “sul rapporto tra i giovani calabresi e la politica, la società, l’economia, portando le esperienze di giovani che attraverso la politica, la scrittura, l’imprenditoria hanno una visione critica ma positiva e di successo della realtà e della società calabrese” non sapevo che si trattasse di un’iniziativa della sezione del PD di San Lucido di cui Francesco è segretario. L’ho scoperto nel momento della ricezione della locandina. Al posto mio in molti si sarebbero arrabbiati o avrebbero annullato la partecipazione. Io no, ero divertito e curioso come sempre. Essendo una persona interiormente libera non ho paura di confrontarmi con nessuno. Ho intuito, come poi mi è stato confermato anche dai commenti che hanno seguito la pubblicazione della locandina sui social network, che siamo un pò tutti consapevoli (nonostante in molti continuino a considerarne necessaria l’esistenza) che è sempre molto difficile far partecipare con entusiasmo le persone ad iniziative organizzate dai partiti, si cerca quindi sempre di evitare di dirlo in maniera esplicita. Una ragione ci sarà, forse gli aderenti ai partiti dovrebbero riflettere sul perché.
Ad ogni modo, come quasi sempre accade, una volta giunto a San Lucido, domenica scorsa, ho trovato una situazione ben diversa da quella che normalmente ci si immagina. Innanzitutto ho conosciuto delle persone, degli esseri umani che, come tutti gli esseri umani, hanno delle passioni, delle ambizioni, dei progetti, delle aspirazioni. Dietro i simboli, spesso ce lo dimentichiamo, ci sono degli uomini e delle donne che vivono in mezzo a noi e con i quali è sempre possibile stabilire delle connessioni, in particolare quando la relazione avviene sul piano dei contenuti. Ho conosciuto Francesco che ha avuto l’intuito, l’umiltà, l’intelligenza, di organizzare un dibattito invitando chi con il proprio agire ha dimostrato e dimostra quotidianamente che c’è un modo diverso di approcciare al territorio e alle sue problematiche e di raccontarlo. Ho conosciuto una persona che ha avuto la capacità di mettersi in ascolto e di offrire alla sua comunità (all’incontro erano presenti anche persone di diverso orientamento partitico, dal M5S a Forza Italia) nuovi contenuti e nuove visioni. Mentre i livelli superiori del suo partito (come quelli di altri partiti) sono alla ricerca del prossimo fantoccio da mettere a capo della prossima lista elettorale, lui cerca di fare quello che un partito dovrebbe fare: politica.
Ho conosciuto Gianmarco Cimino, un giovane di appena 23 anni di San Mango d’Aquino, con uno spiccato talento oratorio. Gianmarco non è il giovane furbetto (come altri che frequentano i partiti) in cerca di un’occasione per fare carriera. No, lui ci crede, è in buona fede, e spero che questa energia, questo entusiasmo e questa buona fede che profonde non vengano dirottate e strumentalizzate, all’interno del partito (che sia il PD o un altro cambia poco) che ha scelto di frequentare. Non sono le sezioni locali dei partiti il problema, infatti, dove spesso agisce ed opera gente appassionata e di buona volontà, ma i livelli superiori attraverso i quali le proposte, le idee e le intenzioni prima o poi sono costrette a passare.
In sala erano presenti una quarantina di persone tra cui anche 6-7 giovani, merce rara in un’iniziativa partitica, perché i giovani sono come i licheni, sono indicatori della purezza dell’ambiente, dove non ci sono giovani vuol dire che c’è inquinamento (dovremmo utilizzarli come bioindicatori degli ambienti che frequentiamo) segno evidente che non sono i simboli ma le persone che decidono di sposarli a fare la differenza.
Le nostre (mie, di Roberta Caruso e di Miriam Pugliese) sollecitazioni, moderate dalla paziente Deborah Calomino, hanno generato un dibattito col pubblico aperto, schietto, senza fronzoli e preamboli, che ha tenuto incollati alle sedie i convenuti fino alla fine. Tutto merito di Francesco Scarlato che è riuscito (mettendo insieme le persone giuste) in un impresa che normalmente in Calabria fallisce, parlare di politica all’interno di un’iniziativa partitica. Chapeau!

Massimiliano Capalbo

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