Quando la povertà viene strumentalizzata per la propria ricchezza

Arriva Pepe Mujica alla Festa Nazionale dell’Unità a Ravenna. Gli organizzatori della festa nel presentarlo evidenziano negli avvisi i meriti dell’ex presidente dell’Uruguay: si è ridotto lo stipendio del 90 %, non ha mai abitato nel palazzo presidenziale e ha continuato a vivere nella sua misera abitazione in campagna tra animali e trattori, ha diminuito la povertà nel suo paese, è stato guerrigliero e ha subito la tortura ecc. Già, proprio come i dirigenti del PD.
Che Renzi stia per vendere la villa appena acquistata e, sulle orme di La Pira, vada ad abitare nel convento di San Marco e di lì svolgere attività politica? Che Martina e Del Rio stiano lavorando in segreto a una proposta di legge per ridurre del 90% gli stipendi dei parlamentari in modo da tagliar l’erba sotto ai piedi ai grillini? Che la Boschi, dimessi gli abiti da top model, sia in procinto di andare con Veltroni nello Yemen per salvare i bambini bombardati dai sauditi a costo di subire torture? No, niente di tutto questo, ma capisco come è andata.
Hanno detto di voler rifondare il PD a partire dagli ultimi, dalla parte più debole della popolazione e si sono messi alla ricerca di qualcuno che nella sinistra fosse un ultimo. Non lo hanno trovato.
E’ così. Tra i miei conoscenti e amici ci sono vecchi esponenti del PCI-PD, ex onorevoli ed ex senatrici, sindacalisti, dirigenti delle Coop, docenti universitari e giornalisti, tutti in qualche modo riconducibili alla sinistra bolognese ed emiliana. Ebbene ce ne fosse uno, dico almeno uno che viva con uno stipendio di 1200 – 1400 euro al mese o abbia scelto di vivere almeno una vita sobria rinunciando ai privilegi acquisiti. Non c’è nessun povero o aspirante alla sobrietà nella vecchia sinistra. Per questo sono dovuti andare in Uruguay per trovare un esponente politico che, primo, si è fatto ultimo.
Se non vi fate ultimi non entrerete nel regno degli ultimi e non avrete accesso a loro, se frequentate il mondo dei vip non ingannerete nessuno parlando di accoglienza, di migranti con cui non vivrete mai a contatto, fate parte del mondo che crea i deboli e i poveri, siete appassionati di quel tardo capitalismo che ogni giorno accresce la forbice tra i pochi ricchi e i tanti poveri. Stai attento Pepe, qui stanno strumentalizzando la tua povertà per la loro ricchezza.
Prima di andare a Ravenna, Pepe passa a Bologna dove Fico lo ha invitato a parlare di agricoltura sostenibile. Il sindaco Merola (PD) lo presenta in questo modo: “una pecora nera al potere (dal titolo del libro che Mujica ha scritto con altri), qui tanti vorrebbero essere pecore nere, ma non trovano la possibilità di uscire dal gregge“. Davvero sindaco? E che ci vuole ad esser pecore nere, basta non seguire il gregge, se pensi che sia così tanto difficile è perché vivi in mezzo al gregge della politica.
Mujica inizia rompendo un tabù della odierna cultura occidentale: “in passato si mangiava meglio di oggi, i Maya e gli africani prima dell’arrivo dei colonizzatori mangiavano meglio di come si mangia oggi.” Non sono novità. Lo possono apparire tali a quei giovani e adulti abituati dalla scuola e dai media a considerare tutto quello che è contemporaneo come migliore del passato e l’Occidente come portatore di civiltà in tutto il mondo.
Che il sistema agricolo degli occidentali abbia devastato il mondo è cosa risaputa per chi ha seguito in questi ultimi decenni i movimenti della terra, Slow food, Vandana Shiva e tanti altri. Mujica dimostra di essere ben informato, forse il più informato tra i presidenti ed ex presidenti di stato; parla di concimi chimici devastanti, di culture locali saccheggiate dalle compagnie multinazionali, di ricerca soggetta al mercato e contro natura, della stupidità della pubblicità che induce a consumare cibo spazzatura rendendo stupidi i consumatori, del drammatico pericolo di un olocausto ecologico.
Siamo di fronte a una bomba demografica“, dice, occorre accrescere, in modo conforme alla natura, la produzione agricola perché presto passeremo dai sette miliardi di viventi ai nove. Qui ho un dubbio: Petrini e la Fao sostengono che la produzione attuale di alimenti nel mondo è in grado di soddisfare il bisogno di cibo di 12 miliardi di uomini e che il problema è la distribuzione e l’appropriazione secondo rapporti di forza e di dominio. Resta per me un punto decisivo da chiarire.
Ma Mujica sembra più un nonno sapiente che un accademico e presto la sua “lezione” volge verso temi esistenziali:chi ha bisogno di esser ricco per esser felice è un uomo condannato” dice in riferimento al sistema di vita americano cui il resto del mondo vorrebbe adattarsi.
Vivere non è consumare. “Vivere è tener affetti” e questo richiede tempo e che ci si sottragga alla soggezione al dio mercato (capito, voi della sinistra che siete passati all’esaltazione del mercato dopo la sbornia dell’ideologia comunista?)
Alla fine sembra un laico predicatore e mi chiedo se abbia scoperto, lui di formazione marxista, negli ultimi anni una dimensione metafisica: “chiediti, perché sei nato proprio tu su 40 milioni di possibilità?“; “in ciascuno di noi esiste una grande ricchezza; “noi a differenza degli altri esseri viventi possiamo decidere la causa per la quale viviamo e non limitarci a vivere semplicemente“, dare un senso alla propria vita è andare oltre il materialismo. Chiude con una dichiarazione di amore per la terra: “amo la terra“.
Ecco, sindaco Merola, ora sai come diventare pecora nera, ma lo vuoi davvero? Ecco Martina, tu che parli di voler cominciare una lotta sui “valori”, lo vuoi davvero? Quelli di Pepe sono l’opposto di quelli da voi seguiti da decenni. Lui non pensava ai poveri dai salotti, ma si è fatto povero, da presidente che era. Lo vuoi davvero Martina?

P.S. “Pecora nera” è anche il titolo di un libro (pubblicato da Marsilio) di un giovane contadino filosofo, Devis Bonanni; poco più che ventenne (è nato nel 1984) lasciò il proprio lavoro di informatico in città e se ne andò a vivere da solo tra i monti del suo Friuli, a coltivare la terra a stretto contatto con la natura. Chissà quanti tra i mille presenti all’incontro con Mujica lo conoscono. Di pecore nere ce ne sono tante in Italia, ma non ci interessano se non hanno potere, va bene così, altrimenti sarebbero bianche.

Giuliano Buselli

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agosto 31, 2018

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