Quando l’intelligenza collettiva è al servizio della natura

Anche io mi approcciavo a quella spiaggia come fanno un pò tutti. Ricordo, un giorno, di aver raccolto un giglio bianco e di averlo messo tra i capelli. Quando poi sono venuta a sapere che si trattava di una pianta rara mi sono sentita talmente in colpa, come se avessi commesso un sacrilegio, e non ci sono più tornata” mi racconta Carmen una dei cinquanta che lunedì sera si sono dati appuntamento, in un locale del quartiere Giovino di Catanzaro, per una pizza-raccolta fondi per la salvaguardia dell’area dunale di Giovino. E’ un problema di conoscenza, di informazione e di comunicazione il principale ostacolo che il neonato (per il momento gruppo Facebook) “Dune di Giovino – Ultima spiaggia“, creato nello scorso mese di novembre da un gruppo di cittadini, si trova a dover affrontare nell’immediato. Quel tratto di costa, che coincide con la zona umida del torrente Castace, infatti, come la maggior parte di quelli presenti in Calabria, è sempre stato considerato un luogo per appartarsi da sguardi indiscreti, una pista per fuoristrada o motociclette o per l’allenamento di squadre sportive e, addirittura, un poligono militare, ma mai nessuno prima d’ora ne aveva colto l’importanza e il valore naturalistico. Lo hanno capito, invece, Raffaele, Walter, Pino, Domenica, Ronald, Giovanni e tanti altri cittadini che hanno avuto gli occhi per vedere quello che la maggior parte degli altri (istituzioni comprese) non avevano mai visto. E hanno deciso di farsi istituzione e di prendere l’iniziativa, proponendo al sindaco di Catanzaro l’istituzione di una riserva naturale attraverso il metodo della progettazione partecipata. Il primo risultato è stato quello di ottenere che in zona non fossero concesse autorizzazioni per la realizzazione di ulteriori lidi balneari. Successivamente, si sono resi protagonisti di tre bonifiche in collaborazione con gruppi scout e tanti volontari per ripulire l’area dai rifiuti accumulati negli anni.
Al progetto hanno aderito botanici, architetti, imprenditori, associazioni e semplici cittadini particolarmente sensibili ai temi ambientali, un’intelligenza collettiva al servizio della città. Se ogni problematica fosse affrontata in questo modo, agendo e non limitandosi a lamentarsi su FB, la città cambierebbe il suo volto nel giro di pochissimi anni. Oggi abbiamo gli strumenti per farlo e anche le competenze, perché noi non pensiamo da soli, pensiamo assieme agli altri e diventiamo più incisivi quando agiamo assieme agli altri.
Nel tratto dunale di Giovino sono presenti tre esemplari di giglio marino (Pancratium maritimum L.) oltre ad altre specie particolarmente importanti per rallentare l’erosione costiera e per creare l’habitat ideale per molte specie di invertebrati e piccoli vertebrati. Il progetto prevede la creazione di recinzioni e tabellonistica di sensibilizzazione ambientale; la realizzazione di passerelle e camminamenti per ridurre l’impatto del calpestio e renderle visitabili; l’avvio di un processo di progettazione partecipata per la salvaguardia e la valorizzazione dell’area che si estende per circa 11 ettari. Per fare questo si pensa di creare un’associazione e di raccogliere fondi pubblici e privati.
Non era mai successo nella storia del capoluogo di regione qualcosa del genere, segno che è in atto un cambiamento nel modo in cui i cittadini percepiscono il territorio e le sue risorse (ma anche nel modo in cui decidono di agire) e che i temi che hanno a che fare con la tutela dell’ambiente cominciano ad essere percepiti come strategici.
Nel corso della serata Raffaele ha sintetizzato scopi e obiettivi a breve e lungo termine del progetto; Pino ha spiegato l’importanza dal punto di vista botanico e naturalistico dell’area; Walter ha messo in guardia dalle infiltrazioni della partitica che altrove hanno portato all’arenarsi di altri progetti simili; Giovanni ha posto l’accento sull’importanza della qualità dell’ambiente in cui viviamo evidenziando come la creazione di questa riserva possa rappresentare un modello ed un esempio da replicare altrove.
C’era un bel clima lunedì sera a Giovino, perché quando le persone si occupano della bellezza diventano esse stesse più belle e attirano altra bellezza. Non ci troviamo di fronte alla solita retorica ambientalistica romantica e sterile, che ha caratterizzato iniziative simili in precedenza e che dura il tempo dell’iniziativa, queste persone sono consapevoli delle potenzialità di quell’area e hanno tutta l’intenzione di arrivare fino in fondo per trasformarla in un attrattore turistico e naturalistico in grado di dare lavoro e di cambiare il volto al quartiere Giovino e, perché no, anche al resto del quartiere Lido. Perché quest’oasi, una volta realizzata, dovrà invadere la città. Nell’immediato occorre preservarla e delimitarla per far comprendere a chi, fino ad oggi, l’ha attraversata per altri scopi che adesso la visione è un’altra ma nel medio-lungo termine occorrerà espanderla perché non possiamo immaginare di costruire delle riserve per tenere a bada le nostre pulsioni distruttive, dobbiamo invece immaginare un altro modo di vivere in simbiosi con la natura che ci circonda. E’ Renzo a ricordarmelo, posando il suo sguardo profondo sul mio: “non possiamo vivere a prescindere dalla madre terra, è lei che ci da la vita, è lei che dobbiamo onorare e ringraziare quotidianamente“.
I prossimi passi saranno compiuti a brevissimo. Domani (6 settembre) si terrà un’escursione naturalistica volta alla scoperta dell’area dunale in compagnia di esperti e il 10 settembre gli assessori competenti del comune si riuniranno per valutare il dossier che i promotori dell’iniziativa hanno redatto per motivare la scelta di creare la riserva naturale. Questa esperienza, ne sono convinto, rappresenterà un esempio da imitare, sono già diverse infatti (Sellia, Grisolia, Santa Caterina e Guardavalle) le località che hanno chiesto di fare altrettanto nei propri tratti di costa, segno che anche altrove la coscienza collettiva sul tema si sta formando, grazie all’esempio, e che attende solo di trasformarsi in intelligenza.

Massimiliano Capalbo

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  • Bella iniziativa, mi rincuora leggere che ci sono persone che cercano di tutelare la nostra terra, troppo spesso violentata da mafiosi e ignoranti. Quest’estate in giro per la Calabria, dalla Sila al mare i miei occhi si sono riempiti di rifiuti di ogni genere, intere spiagge tappezzate di bottiglie di plastica, sacchetti ecc. ecc. La strada per arrivare in Sila da sersale a Tirivolo sempre peggio, per non parlare dei rifiuti di ferragosto lasciati in mezzo agli alberi secolari!!
    Ogni giorno ho raccolto plastica dalle spiagge con i commenti di qualcuno che mi diceva: perché lo fa?? Qua non cambierà mai nulla!! ho visto turisti indignati pulire le nostre spiagge senza comprendere il motivo di tanta violenza nei confronti della natura; e purtroppo ho visto tanti calabresi dai bambini agli adulti compiere atti di inciviltà: qualcuno può spiegare ai bambini che è vietato pescare le stelle marine…. e ai genitori di non insabbiare i bicchieri di plastica e di non trattare la natura come una puttana da usare al bisogno!!
    Urge maggiore educazione e sensibilità ambientale.
    Scusate lo sfogo.
    Donatella.

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