Ieri sera l’Home for creativity di Roberta Caruso (and family), prima ancora del papa, ha spalancato le sue porte all’umanità. Con un’inaugurazione partecipata ed eretica la famiglia Caruso ha accolto per la prima volta nella sua dimora i tanti amici e sostenitori di questa iniziativa che, per le sue caratteristiche, è certamente senza precedenti in Calabria. Perchè gli eretici sono persone che mantengono le loro promesse e, a volte, come in questo caso, riescono ad andare anche oltre. L’impresa (umana prima che economica) di Roberta rappresenta un atto politico di straordinaria forza ed efficacia in un’epoca caratterizzata dal terrorismo e dalle diffidenze reciproche.
In una società caratterizzata dalla paura e governata da irresponsabili e incoscienti che contribuiscono ad alimentarla per strumentalizzarla a fini elettorali, una ragazza dalla periferia del mondo compie il gesto politico più forte e più eretico che si possa compiere: aprire le porte della propria casa allo straniero, all’estraneo, all’ospite, non necessariamente in cambio di denaro. Mentre “le istituzioni” immaginano e sono occupati a difendere una società del consumo in libertà vigilata, con un soldato ad ogni angolo di strada, Roberta e la sua famiglia ci mostrano come ci si possa fare istituzione abbattendo i recinti e spegnendo le telecamere. Si rendono protagonisti di un’eresia chiamata ospitalità.
In un’epoca di contrapposizioni crescenti, di istigazione continua all’odio, Roberta usa la forza della parola e dell’esempio per ristabilire il primato della saggezza sulla stupidità. Se il mondo del turismo fino ad oggi non è cambiato è perchè nessuno è ancora riuscito a coniare un altro termine che potesse ridefinirlo.
Roberta, invece, è riuscita ad inventare, e sottopone alla nostra attenzione, la figura e il concetto di “gestore responsabile” che sostituisce quella di ospite e spariglia le carte, capovolge la visione, ridefinendo in un colpo solo il concetto di ospitalità. I suoi ospiti sono considerati home manager, diventano parte attiva e funzionale alla gestione della casa, ne fanno parte. Mentre le nostre comunità faticano a riconoscere negli “stranieri” un ruolo ed un valore trasformando tutto ciò in un punto di debolezza (se non in un tallone d’Achille) l’home for creativity ne fa un punto di forza. Un capolavoro di intuizione con la quale dovremo fare tutti i conti da domani mattina che ci fa comprendere quanto le nostre comunità siano incapaci di riconoscere e trasformare i propri membri in altrettanti home manager, ovvero gestori responsabili del territorio. Un eretico non lo è per sempre. Gli eretici sono tali nel momento in cui agiscono, mettendo in atto le loro eresie. Fin quando sono capaci di esserlo.
Roberta, come solo le persone dotate di talento, umiltà e semplicità sanno fare, ci indica una strada, sottovoce, con discrezione. E’ la strada della responsabilità, l’unica che oggi può, più che mai, garantirci quella libertà tanto invocata quanto sfuggente di cui spesso ci illudiamo di essere i detentori privilegiati. Non può esserci libertà senza responsabilità, non può esserci convivenza senza riconoscimento e rispetto reciproco, è questo il messaggio di Roberta e della sua famiglia e questo è tanto vero tra le mura di una casa quanto tra quelle di una città. Roberta come tutti i pionieri si è assunta, da ieri, una grande responsabilità nei confronti dei suoi contemporanei, dimostrare che un altro modo di intendere e ridefinire l’ospitalità e i confini tra il pubblico e il privato è possibile. Da questo esperimento potremo trarre tutti molti insegnamenti e, ne sono certo, anche una grande lezione di vita.

Massimiliano Capalbo

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