A sentirli parlare, Clinton e Trump, si direbbe che l’America sia finita, che non abbia più vitalità e forza morale. Sopravvive. Sia lei che lui sono infatti il peggio che possano offrire oggi al mondo gli Stati Uniti: assetata di soldi e potere lei, anche a costo di guerre e sangue, rozzo e banale lui come l’uomo massa di tanti film americani.
L’America è tutta qui? Solo degrado di quella grande e complessa vicenda umana che è stata la civiltà occidentale? Solo un grande deserto?
Eppure sulla mia scrivania in questo momento ho solo libri americani: parlano del futuro dell’umanità, delle possibilità immense racchiuse nella nostra mente e nello sviluppo della creatività umana, di nuove forme di spiritualità, di impensati sviluppi dell’economia, della finanza, della tecnologia, di fratellanza con la natura e l’ambiente, di nuove forme di scuola ecc. Così sono americani i siti più interessanti che seguo in rete, ambiente, difesa dell’uomo, salute, cibo …
Attorno a queste intelligenze ci sono centinaia di migliaia di uomini e donne che leggono, navigano, vanno a conferenze, avviano iniziative, vivono diversamente. Dove sono? Perchè parlano solo Hillary e Donald? Si sono ritirati dalla politica e dal mondo ufficiale rappresentato dai media.
Chi capisce che l’impero sta franando non lo contrasta (alimenterebbe ancora la sua esistenza), si ritira e comincia a coltivare i semi del futuro. Così hanno fatto le antiche intelligenze quando gli imperi franavano, il nuovo non nasce mai al crollo dell’impero, ma agisce da lungo tempo prima. Chi si ritira vive i tempi lunghi della storia umana, sente la morte nell’attualità e si predispone alla vita che arriva.
Chiunque vinca tra lei e lui, sarà uno degli ultimi imperatori della Casa Bianca, un Romolo Augustolo, imperatore per poco tempo, per l’ora attuale. “Nei tempi lunghi saremo tutti morti” diceva Keynes, vero, ma parziale, da economista, nei tempi lunghi moriremo fisicamente ma vuoi mettere la bellezza di vivere ora percependo un tempo senza fine? Lei, Hillary, vorrebbe invece che ora avessimo paura della fine e vivessimo ogni ora con paura, per questo ha detto agli elettori: se non mi eleggete sarà l’apocalisse (nel suo linguaggio “catastrofe” invece di “svelamento”). Si resiste alla paura solo percependo i tempi lunghi.

Guliano Buselli

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  1. […] vincente le elezioni americane, no. Tra due perdenti è difficile prevedere chi sarà il vincente. L’articolo di Giuliano Buselli di qualche settimana fa, infatti, rappresentava molto bene il mio pensiero sulla società americana […]

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