renzi2Giovedi sera da Santoro il “nuovo che avanza” di nome Renzi, in merito alla vicenda Cancellieri, ha affermato: “Credo sia inaccettabile che sia andata a finire così, se fossi stato segretario del Pd non l’avrei difesa e credo che avrebbe fatto un servizio al Paese se si fosse dimessa“. Mai un’espressione è stata più rappresentativa del modo di ragionare e non-agire dell’italiano medio.
Se io fossi” è l’espressione più usata, infatti, da chi vuol fare la vittima e nascondere le proprie debolezze e incapacità. Sento spesso utilizzare questa espressione per giustificare la qualsiasi. Ci sono donne che dicono “se io fossi libera di decidere lascerei mio marito!” oppure uomini che dichiarano: “se non fossi sposato agirei diversamente!“; ci sono meridionali che affermano “se io fossi nato al Nord oggi sarei uno affermato!“; ci sono aspiranti imprenditori che asseriscono “se io fossi ricco creerei questa o quest’altra attività!“; ci sono cittadini che minacciano “se io fossi sindaco cambierei questo e quest’altro!“; ci sono giustizialisti dell’ultim’ora che proclamano “se io fossi giudice aumenterei le pene!“; e c’è stato perfino un Presidente del Consiglio che ha sostenuto “se la Costituzione non me lo avesse impedito e fossi stato eletto Presidente della Repubblica allora si che avrei cambiato l’Italia!” e via giustificando, salvo poi non combinare un bel nulla una volta che il “se io fossi” si trasforma in “io sono“.
Il periodo ipotetico è un periodo attraverso il quale si esprime un’ipotesi da cui può derivare una conseguenza. Se l’ipotesi è riferita al passato, nella protasi (la prima parte della frase) il verbo è al congiuntivo imperfetto o trapassato ed è sempre d’obbligo quando ci si vuol giustificare in qualche modo e rimandare o evitare di compiere alcune scelte che dipendono solo ed esclusivamente da se stessi. La ricerca delle responsabilità in questo modo si trasferisce altrove, lontano da sè, c’è sempre un motivo che mi impedisce o mi ha impedito in passato di agire nonostante la mia grande volontà di farlo che però (per vostra sfortuna) non può essere messa alla prova e dimostrata se prima non divento quello che vorrei essere.
Allo stesso modo Renzi può affermare “se fossi stato segretario…” perchè tanto non lo è (ma se lo votate può diventarlo e solo dopo dimostrarvelo) e dunque fino a quel momento nessuno potrà mai metterlo alla prova. Ma le persone sagge non ci cascano, prima vedere cammello please e il cammello si intravede già, nonostante i maldestri tentativi di tenerlo nascosto.
Lui non è segretario ma aspira a diventarlo e si è messo in fila in attesa del proprio turno, sarebbe un vero peccato lasciarsi sfuggire la guida di 9 milioni di voti, quando gli ricapita? Ma come si può aspirare a rappresentare un partito che, di fronte alla vicenda Cancellieri (come di fronte a numerose altre), in questi anni non ha battuto ciglio e ha condiviso le decisioni dell’ex finto-avversario oggi alleato? Perchè un domani un PD guidato da Renzi dovrebbe comportarsi diversamente da un PD guidato da un Epifani qualsiasi oggi? La base che appoggia le scelte di Epifani oggi non sarà la stessa base che appoggerà e voterà le scelte di un Renzi qualsiasi domani? Cosa faranno? Dopo gli albanesi tessereranno anche gli abitanti di Marte per agevolare il ricambio? Se vuoi “essere diverso” e non “dire di esserlo” devi “agire diversamente” e se non ti riconosci nelle scelte del partito devi uscire e fondarne un altro, altrimenti sei, resti (ma soprattutto sarai) complice delle sue scelte al pari di quelli che ti hanno preceduto. Non c’è bisogno di ricoprire un ruolo per poter agire con coerenza. Anzi, paradossalmente, quasi sempre il ruolo rende impotenti e schiavi delle volontà altrui, la stessa impotenza che rende i segretari di partito strabici nell’intento di guardare alla loro destra e alla loro sinistra, contemporaneamente, quando gli si pone davanti una scelta.
L’Italia è il Paese della non-scelta. Quando il “se io fossi” si trasforma in “io sono“, infatti, puntualmente nulla cambia perchè trovarsi faccia a faccia con la realtà implica una scelta che è impossibile da compiere se non sei libero di farla e soprattutto se non ne hai il coraggio a prescindere dal ruolo.

Massimiliano Capalbo

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  1. […] un battuta per provocare delle dimissioni, una via di mezzo tra Mandrake e Silvan. Il signor “se io fossi…” sembra essersi trasformato nel signor “fate finta che io sono…” perchè, […]

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