Non è retorica se affermiamo che l’avvento di questo virus ci ha denudati delle nostre certezze, create negli anni, e che oggi impoveriscono il nostro ego.
Sono un artigiano che opera nel settore dei mosaici e dei pavimenti in resina decorativi. Dopo quindici anni di bottega, negli ultimi due anni, ho lavorato molto nella trasmissione delle conoscenze, con l’obiettivo di trasformare la mia piccola bottega in un luogo dove dei giovani avessero la possibilità di scoprire le proprie passioni formandosi per entrare nel mondo del lavoro, consapevole di vivere in una regione, la Calabria, dove ciò che manca in primis è quel senso di autostima che fa si che l’individuo possa prendere decisioni riguardo la propria vita. Occupandomi di mosaici so benissimo che un solo tassello è inutile, ma tanti messi nel giusto posto creano qualcosa di bello.
La pandemia ha avuto un grosso impatto sulle nostre attività, frenando di fatto qualsivoglia attività sia di laboratorio che di cantiere. Ciò in un primo momento ha creato sconforto e profondo smarrimento, dettato sicuramente da una programmazione che nei fatti è stata vanificata e dalla routine quotidiana che è scomparsa.
Le certezze. Di fatto sono ripartito da qui. Oggi ci troviamo a dover ripensare il tutto, riprogrammandolo secondo nuovi riferimenti. Siamo stati abituati a immaginare le nostre attività secondo i canoni dettati da un “mercato” che a noi sembrava inesauribile. Oggi scopriamo che non è cosi, lo scopriamo malato. Allora ho raccolto tutte le mie forze e ho cercato di spostare l’asticella verso nuovi valori di riferimento.
In primis il tempo, nella frenetica corsa verso il guadagno si è persa la concezione di un bene prezioso, il tempo. Insieme con i miei collaboratori, quattro baldi giovani che spero diventeranno quattro futuri artigiani, abbiamo iniziato un percorso di confronto, che ci ha portato a discutere delle problematiche lavorative, ma da un’altra prospettiva, al centro non c’è più il mercato bensì la persona, ci siamo “noi” che ci prefiggiamo di fare ciò che ci piace, d’altronde la cosa più ambita da tutti non è fare il lavoro che più appassiona?
Ecco, la sfida è questa, stiamo lavorando in modo introspettivo convinti che questo ci farà ripartire con nuova visione. Ci riposizioneremo sul mercato ancora più forti di prima, perché avremo ancor più consapevolezza di ciò che facciamo.
E il nostro pezzo forte sarà la passione che mettiamo nel realizzare i nostri lavori, la passione trasuderà dal manufatto. Dedicheremo tanto tempo allo studio, perché abbiamo deciso di sfruttare questo periodo proprio per studiare ed ampliare le nostre conoscenze. Alla fine di questa situazione ci saranno sicuramente tanti morti fisici e psichici, il mondo non sarà più quello di due mesi fa. Noi, dalla nostra parte, non possiamo che migliorarci e prepararci ad una nuova era.
Cosa mi aspetterei dalle istituzioni? Bhe non tanto, perché la loro asticella è posizionata, purtroppo, sempre nella solita direzione, quindi stanno mettendo in campo gli strumenti d’emergenza che hanno creato secondo quella visione. Le misure tamponeranno i danni prodotti ma non creeranno stabilità, quella spetta crearla a noi.
Invece sogno. Sogno degli individui consapevoli che prendano in mano il proprio futuro, smettendola di aspettare che altri (il governo) gli risolva il tutto.
Solo la storia sarà giudice imparziale… e noi non ci saremo.

Leonardo Laino

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